Corona virus: nulla è mai casuale

Cosa rende l’influenza da #coronavirus così spaventosamente pericolosa da causare questa reazione mondiale mai vista in tempi moderni?

Questo articolo nasce in merito a considerazioni puramente macroeconomiche per odierni e futuri investimenti speculativi.

Visto che ormai su internet ne parlano tutti ormai lo dicono anche i telegiornali – Il problema è la capienza degli ospedali (ancora non hanno sputato il rospo e svelato il problema ma pian piano ci stanno andando vicino.
Le verità vanno digerite per gradi.

Dopo tutti questi giorni e queste notizie ho sviluppato una mia convinzione (e ci vorrebbero dei fatti stavolta per smentirmi).
Il rischio connesso a #covid19 è di tipo “socioeconomico”, non strettamente “sanitario”.
In altre parole mette a rischio la nostra società più che i singoli individui.
Ecco perchè questa reazione INCREDIBILMENTE DECISA e quasi MIRACOLOSA (di solito in questi casi la politica si limita a far finta di niente) da parte delle istituzioni.

  • 7 Feb 2020 – Perché tanta paura del #Coronavirus 2019- #nCoV?
    Il pericolo c’è, è concreto, decisamente più grosso di ciò che sembra ed è estremamente reale.
  1. Collasso del sistema sanitario nazionale (e internazionale)
  2. Sfondamento dei parametri di deficit di bilancio (per le enormi spese da sostenere)
  3. Crisi economica dovuta alla chiusura di attività, calo dei consumi, riduzione della produttività ecc.

Mi spiego meglio (e mi scuserete se sarò brutale):
Non è la VOSTRA sopravvivenza la cosa che preoccupa tutti i governi .

  • La gente che si ammala di banale influenza si cura da sé a casa, solo in rari casi (anziani e patologie pregresse) ricorre all’ospedalizzazione (e questo è un bene, visto che ogni anno sono milioni).
  • Inoltre gran parte della popolazione è immune, grazie a precedenti infezioni e alla familiarità con un patogeno che circola da molto tempo e per il quale abbiamo anticorpi sviluppatisi per selezione naturale.
  • La normale influenza circola da decenni e abbiamo imparato a conviverci: qualche giorno a casa con febbrone e ossa rotte e tanti saluti. E ci sono anche dei vaccini.
    Per chi si ammala di #covid19 nell’85% dei casi si tratta di una normale influenza, ma nel 15% dei casi diventa polmonite grave che – al momento – non può messere curata a casa ma addirittura richiede il ricovero in terapia intensiva e con respirazione assistita.

Altrimenti – molto banalmente – si muore.
Non solo, ma il decorso della malattia sino alla guarigione è lungo, e in quelle condizioni ci si rimane per tre settimane o più (se non si muore prima) e nonostante tutte le cure uno su cinque non ce la fa comunque.

Aggiungiamoci che (anche per i motivi visti prima) la #Covid19 è ben oltre 20 volte più contagiosa dell’influenza comune e che una volta guariti ci si può ammalare di nuovo e il quadro è completo.

  • I posti attualmente disponibili in terapia intensiva sono pochi per una epidemia ( 8,42 ogni 100mila abitanti, comunque adeguati alle normali necessita) e non possono tutti essere usati per lunghe degenze (se finisci in T.E. di norma vuol dire che stai male forte e non duri a lungo).
  • Il totale è quindi di poco più di cinquemila in tutta Italia. Per dire, la disponibilità in Lombardia è di 900 posti (più altri 150 approntabili in caso di emergenza) mentre gli ammalati ad oggi sono oltre 600 (di cui il 15% in T.E.).
  • L’influenza comune (detta “stagionale”) colpisce ogni anno da cinque a sei milioni di italiani (ed è molto meno contagiosa). Anche qui, da 14 ottobre 2019 ad oggi sono stati stimati circa 5.632.000 casi con circa 8.000 morti (quindi è evidente che non è il numero di decessi a preoccupare tutti quanti).
    Ci vuole poco a capire che se la #Covir2019 dovesse diffondersi anche solo come (e a fianco) di quella comune ci troveremmo a non avere posti dove curare la gente.

Tradotto in parole povere, almeno finché la selezione naturale non intervenga, dovremmo lasciare morire per mancanza di cure migliaia di persone.
Il 15% di 5,5 milioni di ammalati sono potenzialmente 825.000 ricoveri in terapia intensiva.
E tutti insieme (visto che si tratterebbe di una epidemia) in un breve lasso di tempo, accavallandosi uno con l’altro.

A parte ogni altra considerazione umanitaria e morale, la nostra già fragile economia se la vedrebbe molto brutta (guardate già ora i primi effetti su turismo, ristorazione, spettacoli e immaginatevi mezza italia in quarantena – volontaria o meno).
E moltiplicate il tutto a livello europeo, nordoccidentale, mondiale.
Ecco spiegato il panico dei governi e le reazioni apparentemente esagerate per “una banale influenza”
(il corona virus è stato creato in laboratorio ma questo nessuno lo ammetterà mai e mai si saprà il perché è stato liberato sul mondo. Purtroppo in economia NULLA È MAI CASUALE)

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