YOGA: LA SCIENZA DELL’AUTO GUARIGIONE

Lo yoga è una disciplina spirituale millenaria originaria dell’India e praticata dai seguaci di religione buddista e delle filosofie indiane. Lo yoga definisce il legame che mette in equilibrio il corpo e la mente, conducendoli verso l’armonia. Questa disciplina ha molti effetti positivi sulla nostra salute ed è un ottimo rimedio per sconfiggere lo stress. L’obiettivo principale dello Yoga è infatti quello di aiutarci a essere felici e a raggiungere il benessere fisico ed emotivo.

Esperienza: LIGHT ON YOGA STEP DUE

Leggendo diversi libri ho individuato 8 tappe (o “anga”) veramente complicate da mettere in pratica ma essenziali per raggiungere il fine ultimo dello yoga, cioè la cessazione delle afflizioni mentali.
Queste 8 tappe sono:
Yama – Astinenze
Nyama – Osservanze
Asana – Posizioni
Pranayama – Tecniche di assorbimento dell’energia vitale (respirazione)
Pratyahara – Ritiro delle percezioni sensoriali
Dharana – Concentrazione
Dyana – Meditazione
Samadhi – Illuminazione, beatitudine
“Che dire sono solo all’inizio di un percorso che non ha tempo”
piano, piano aggiornerò la mia esperienza e le relative evoluzioni fisiche e mentali

Lo yoga non prende tempo, ti restituisce il tempo.

Era il 19 gennaio 2020 quando ho iniziato il mio percorso nella pratica quotidiana dello yoga, lo step successivo e naturale è stato intraprendere un approccio graduale alla mindfulness. Ora trascorsi circa tre mesi è giunto il momento di fare un check della attuale situazione. Sono entrato in queste pratiche in punta di piedi, sicuramente non privo di scetticismo, sulla prima lezione di yoga ho già scritto di come abbia colpito il mio io più profondo.

Volendomi informare su come potesse aiutarmi la mindfulness, ho iniziato a leggere diversi libri, e ho unito la lettura alla pratica quotidiana delle varie asana imparate, ho subito compreso che lo scopo della meditazione e della pratica dello yoga non sta nel prodigarsi per raggiungere a tutti i costi un obiettivo che possono essere posizioni difficoltose, o meditazioni lunghissime senza comprenderne a pieno l’efficacia, il principio base non sta nel fare ma nel “non fare”, nello “stare e basta”.

Praticando Yoga e meditazione ho capito che nella vita di tutti i giorni è difficile prestare attenzione ad una cosa sola, all’inizio di questa avventura anche il solo dedicarmi al respiro era una pratica difficoltosa, andavo fuori tempo inspiravo dal naso e senza accorgermene espiravo dalla bocca, mi era difficoltoso anche stare seduto a gambe incrociate, sentivo i tendini bruciare e le ginocchia tremare.

Il nostro attuale stile di vita ci porta ad essere frenetici, sempre connessi ad un mondo irreale, perennemente bombardati dalla tecnologia, notifiche, scadenze, telefonate, mail a cui bisogna rispondere, il tutto senza sosta alcuna, le informazioni da elaborare sono così tante da mandare in stress il nostro organismo, infatti tutte le apparecchiature che mirano a farci risparmiare tempo, ci orientano verso una velocità sempre maggiore, se non stiamo attenti tutta questa connessione ci priva del tempo, invece di aiutarci a risparmiare i minuti preziosi che potremmo dedicare a noi stessi.

Anche se sempre in contatto con persone distanti migliaia di chilometri, sprofondiamo sempre più nella solitudine. Non smettiamo mai di pensare, cerchiamo di riempirci il tempo con Facebook, Instagram, costantemente alla ricerca di like, per sentirsi approvati e meno soli in questo mondo che corre a mille all’ora.

Mi stupisco sempre quando ripenso a quanto mi stia cambiando praticare Yoga, è una trasformazione grande e piccola allo stesso tempo, è un inizio di consapevolezza iniziando da ciò che mi circonda. Non parlo di ciò che è al di fuori del mio corpo ma ciò che circonda la mente, quindi il corpo, quello che mi circonda è il mio corpo! Non intendo cambiare il mondo ma cambiare me stesso.

Il piacere che ho trovato nel praticare Yoga è quello di addentrarmi sempre di più nel mondo della mindfulness, piuttosto che rimanere sulla soglia, cercando di mettere ordine ad una vita disordinata, d’altronde sono stato per anni uno specialista del fuori contatto con la mia realtà interiore anzi ero fuori contatto anche dal mio essere fuori contatto forse sarà un caso o sarà per questo che mi capita spesso di assumere una Asana per meditare: la posizione del bambino, braccia distese davanti, gambe allargate dal bacino, punte degli alluci che si toccano, testa sul tappetino talloni che toccano i glutei.

La meditazione è un’arma a doppio taglio non sempre i pensieri con cui si viene in contatto sono come ci aspetteremmo: calmi e rilassati; la strada è lunga e tortuosa da percorrere per processarli nel modo corretto.

Il non fare sta nel prendersi del tempo per noi stessi senza distrazioni, svuotare la mente, esplorare o anche semplicemente concentrarsi sul respiro.

Non fare…..

yoga

(Mircea Eliade)

Per lo Yoga come per il buddismo la liberazione equivale a un reale superamento della condizione umana; in altri termini, si deve «morire» all’esistenza profana, «naturale», costituita dalla legge dei «condizionamenti» illimitati (“karma”) e «rinascere» a un’esistenza «non condizionata», cioè perfettamente libera e autonoma.

Lasciare la presa, non è tagliare i fili, ma prendere coscienza che non si può controllare tutto.


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