Un ciclista è un disastro per l’economia

La bicicletta è la morte lenta del pianeta.Il CEO di Euro Exim Bank Ltd. ha fatto riflettere gli economisti quando ha dichiarato: ′′Un ciclista è un disastro per l’economia del paese: non compra auto e non prende soldi in prestito per comprarne. Non paga polizze assicurative. Non compra carburante, non paga per sottoporre l’auto alla necessaria manutenzione e riparazione. Non utilizza parcheggi a pagamento. Non causa incidenti rilevanti. Non richiede autostrade a più corsie. Non diventa obeso, persone sane non sono necessarie né utili all’economia. Non comprano medicine. Non vanno negli ospedali né dai medici. Non aggiungono nulla al PIL del paese.Al contrario, ogni nuovo punto vendita di McDonald crea almeno 30 posti di lavoro, fa infatti lavorare 10 cardiologi, 10 dentisti, 10 esperti dietologi e nutrizionisti, oltre ovviamente alle persone che lavorano nel punto vendita stesso”.

Scegli con attenzione: un ciclista o un Mc Donald? Vale la pena pensarci.PS: camminare è ancora peggio. I pedoni non comprano nemmeno una bicicletta.

Naturalmente non parlava delle ebike, poiché l’economia diretta del nuovo settore biciclette elettriche solo in Europa vale 57,2 miliardi euro (13,2 per produzione e riparazione e 44 di cicloturismo).

Il contributo del cicloturismo ebike, stimato dallo studio The Benefit of Cycling di Ecf in 44 miliardi di euro, grazie a 2,3 miliardi di viaggi/anno in Ue, ha un’occupazione di 525.000 addetti. L’Italia è meno brillante rispetto ad altri Paesi registrando, secondo il Rapporto Isnart-Legambiente 2020, un giro d’affari intorno ai 4,7 miliardi di euro, pari al 5,6% delle entrate generate dal turismo. Il merito è dei 55 milioni di pernottamenti, dei quali 34,1 (il 63%) derivato da utenti stranieri che portano nelle casse italiane 2,9 miliardi.

I tedeschi sono primi per numero di occupati diretti (9.478 contro i 5.704 dell’Italia, seconda in classifica) e per giro d’affari, pari a 5,2 miliardi di euro. La crescita per luso delle due ruote elettriche porterebbe diversi vantaggi, a cominciare dal rilancio dell’economia.

Ad esempio dei 20 milioni di bici vendute in Europa nel 2019, ben 12.7 sono state prodotte nel Vecchio Continente generando, secondo lo studio The Benefit of Cycling di Ecf nel 2018, un giro d’affari di 13,2 miliardi di euro, in cui è compreso produzione totale di biciclette, componenti e accessori. Un valore, secondo le previsioni, destinato a crescere con effetti positivi anche sull’occupazione. “The way foward”, report realizzato da 346 esperti di mobilità di tutto il mondo per l’associazione Transport for under two degrees, ha detto che nel 2050 quasi sei cittadini su dieci (58%) pedaleranno.

Il vero problema se vogliamo essere sinceri fino in fondo è nascosto dentro al progresso, sicuramente la “bicicletta” in se non inquina, fa bene alla salute e sicuramente non ingrassa quell’economia mondiale estremamente malata, invece tutto ciò che comporta una rivoluzione elettrica, quella che ora chiamano green economy nasconde un lato molto oscuro, prima di esaltare e acquistare mezzi ibridi o elettrici dovete quanto meno fermarvi a riflettere, come prima cosa ancora l’87% della produzione di energia elettrica mondiale è ancora derivante da combustione fossile ma il vero problema sta proprio nella produzione e nello smaltimento delle batterie, fino a che non ci saranno sistemi di produzione e smaltimento in grado di rendere veramente ecologico questo nuovo modo di concepire il mondo della mobilità nulla cambierà veramente e la rivoluzione green sarà solo una bella facciata per pulirvi la coscienza e Il CEO di Euro Exim Bank Ltd troverà il modo per sfruttare la situazione a suo vantaggio, in conclusione bicicletta si ma per il momento non elettrica!!!

Il pensiero unico del nuovo regime

Ammettiamolo: Fedez ha capito tutto

Per quanto mi stia sulle palle e rappresenti tutto ciò che considero tossico al giorno d’oggi, non posso esimermi dal fargli i complimenti. Il modo con cui sta sfruttando i suoi seguaci, cavalcando magistralmente l’ipocrita e sciocca indignazione del momento, è fantastico.

Pensateci. Fedez rappresenta in tutto e per tutto quello che chiamiamo “pensiero unico”.

Fedez è una delle miriadi di propaggini, tutte uguali, dell’assolutismo progressista. Ogni sua presa di posizione, ogni suo intervento, ogni sua diretta, ogni cosa partorita da lui e dalla sua compagna è perfettamente in linea con l’ordine del giorno.

Non sentirete mai, mai e poi mai fuoriuscire dalla bocca di Fedez un concetto che non combaci perfettamente con i dogmi attuali. Che si parli di immigrazione, mondo LGBT o Europa, non cambia nulla. Dietro il tripudio di tatuaggi vi è la più allineata mentalità e il più disarmante convezionalismo che si possano immaginare. Un conformismo totale, nascosto da una patina di glitter, perfetto per essere venduto ad una platea di giovani che vogliono sentirsi “fuori dagli schemi” ma senza esserlo davvero. Diversi sì, ma come tutti gli altri.

Ed è qui che sta la bravura di Fedez e di quelli come lui. Nell’aver trovato in questo mondo artificale una vena d’oro, da prendere freneticamente a picconate per estrarne ricchezza a non finire. Soldi, visibilità, sponsor. Il tutto riuscendo persino ad apparire, al suo folto pubblico, come un eroe.

Così ecco il nostro martire della libertà di pensiero che si batte contro la cattiva Rai oscurantista per poter parlare del DDL ZAN, attaccando una precisa forza politica, dal palco del Concerto del 1 Maggio. Ecco il nostro guerriero che piange, grida e si infervora. E intanto, tra un’espressione sconvolta e un’altra, ci ficca lo spot per la nuova linea di smalti. Grandioso.

La verità? È l’esatto opposto di ciò che sta andando in onda.

Il Concertone vede da anni monologhi di centrosinistra e attacchi diretti alla controparte. La Rai è un feudo del PD, come dimostrano i suoi TG e le sue trasmissioni palesemente schierate, fino all’inguardabile Sanremo. Solamente, trovandosi oggi la Lega assieme al PD dentro l’orrendo Governo Draghi, è stato chiesto a Fedez di abbozzare. E tanto è stata forte e sentita questa pressione che Fedez se n’è fregato bellamente. Com’era da programma.

Una buffonata, tutto qua. Il PD che chiede le “scuse” dei propri servi in Rai? Ridicolo. Così come è ridicolo sentir parlare di “attacco alla libertà di espressione” chi appoggia Fedez, quando si tratta degli stessi omuncoli complessati che oggi stanno crocifiggendo Pio e Amedeo per aver usato le “parole proibite”. Siamo dinnanzi ad un finto litigio in famiglia montato ad arte.

Nel frattempo, migliaia di utenti, pagine, profili e canali vengono realmente censurati e ostracizzati su tutti i media. Perché? Perché non la pensano come Google, come Netflix, come Amazon, come Davos, come la Silicon Valley, come Hollywood, come la stragrande maggioranza delle multinazionali, delle tv, dei giornali e delle radio.

Insomma, ecco perché non la pensano come Fedez.

Matteo Brandi

articolo di, Matteo Brandi

https://www.youtube.com/c/matteobrandi

https://www.facebook.com/MatteoBrandiFB/

L’uomo sente l’urgenza tanto di creare quanto di distruggere

La frase che recita “L’ESSERE UMANO DIVENTA QUELLO CHE PENSA” la ritieni vera?

Il pensiero non è altro che un’immagine che mandiamo nel mondo immateriale, molti studiosi della filosofia buddhista ritengono che nutrendo i nostri pensieri con le nostre emozioni più profonde rispettando le “tre tappe fondamentali” si possa trasportare i nostri pensieri sul piano materiale.

Pur rimanendo scettico sull’argomento visto che tentar non nuoce proviamo a scoprire quali sono questi tre passaggi:

  1.  Comincia dal piano mentale, lascia andare la tua immaginazione e cerca quello che veramente senti come un bisogno profondo
  2.  Passa al piano emozionale cercando di percepirlo come fosse già reale
  3.  Passa al piano fisico reale, compiendo delle azioni che ti avvicinino al tuo obbiettivo

Logicamente prima di impegnarti in questo che sembra un semplice procedimento chiediti se quello che cerchi di rendere manifesto nella vita reale risponde veramente ad un tuo bisogno interiore, i nostri pensieri talvolta sono talmente inconsci che potremmo portare in superfice non solo cose desiderate ma anche pensieri che possono essere spiacevoli e dannosi, se così dovesse andare non darti per vinto e non attribuire la colpa a situazioni esterne, ricerca la necessaria concentrazione e scava dentro le tue emozioni fino a che l’obbiettivo non ti sia veramente chiaro.

A volte bastano pochi secondi per visualizzare la felicità e in altre occasioni se il tuo animo è troppo vincolato a situazioni esterne che non dipendono dalla tua volontà ci vorrà molta pazienza e concentrazione per capire che siamo esseri unici e quindi non condizionabili dal pensiero o dalle situazioni altrui, quindi lascia andare la recita del “povero me come sono sfortunato nessuno mi ama o quelli là pensano male di me” perché così facendo ti crei solo danni ulteriori, sicuramente non sarà facile cercare la bellezza dentro la bruttezza oppure cercare l’amore e le buone intenzioni dentro le critiche ma anche solo il fatto di provarci ti farà veramente fare un bel salto in avanti verso il tuo benessere interiore.

Da un momento all’altro potresti capire che sei tu con i tuoi pensieri che cambi la tua vita e che ti crei il tuo percorso a seconda di quello che decidi di vedere con gli occhi del tuo io più profondo, la vera e unica evoluzione umana del nostro pensiero è diventare essere spirituali, non siamo sulla terra per vivere nella ricchezza o nella povertà, nella popolarità o nell’anonimato, nel lavoro oppure nella disoccupazione, siamo sulla terra per sviluppare la nostra individualità il nostro “sé superiore”.

Sicuramente questo ultimo concetto potrebbe essere un po’ difficile da assimilare anche perché il costrutto della nostra società ci porta ad avere bisogni materiali molto superiori alle nostre disponibilità economiche e da qualche tempo sul mainstream globale si sta affermando come nuova tendenza, che parte dai ragazzi più giovani, il culto dell’apparire a tutti i costi, il diventare famosi, avere la tanta agognata popolarità e ricercando quest’ultima non si guarda in faccia a nessuno, spinti da un bisogno che non ha nulla di sensato. Le cronache odierne mostrano vere e proprie tragedie, vite spezzate per creare un video e cose del genere.

Fermati un breve istante e rifletti, guarda dentro di te e osserva quanto di quello che hai appena letto ti è rimasto dentro oppure cerca di elaborarlo se l’ho hai vissuto in prima persona, si diventa quello che si pensa non dimenticarlo, quindi quando i tuoi pensieri non sono “intelligenti” ti crei una vita spiacevole soprattutto se dal pensiero porti nella realtà atteggiamenti che possono arrecare danno a te stesso e alle altre persone.

La consapevolezza e la responsabilità sono i nostri unici mezzi per riuscire a rendere manifesta “l’intelligenza” nella nostra vita.

Ora ti consiglio un piccolo esercizio che ho messo in pratica, prima di tentare di rendere materiali i tuoi pensieri.

Scrivi su un foglio tutto quello che ti ricordi di aver fatto questa settimana e come ciò che hai fatto ti ha fatto sentire, descrivi le cose che sei sicuro di aver fatto bene, il tempo o le cose che hai fatto per te e che ti hanno  aiutato a sentirti bene, annota se hai fatto qualcosa per altre persone specificando se eri o ti sei sentito obbligato ad esempio se ti sei comportato in un certo modo per evitare di sentirti in colpa o perché eri spinto da qualche paura.

Elenca tutte le persone che potresti aver criticato o giudicato, senza dimenticare quelle persone che pensi abbiano fatto o detto delle cose spiacevoli nei tuoi confronti, scrivi anche come avresti voluto che le situazioni fossero diverse con queste determinate persone o come pensi che avrebbero dovuto comportarsi e non dimenticarti di annotare se durante queste situazioni tu stesso hai criticato con parole o pensieri, insomma scrivi tutto ciò che ti ricordi di questa ultima settimana.

In pratica stai tirando fuori emozioni negative è un duro lavoro annotare tutto, in pratica è un piccolo esame di coscienza, ti sarai sicuramente reso conto, se hai già iniziato a scrivere, che anche sforzandoti non riesci a ricordare tutto e magari che molto spesso hai agito solo in modo inconsapevole, non ti preoccupare in media l’essere umano è cosciente solo al dieci percento di ciò che fa, significa che per il novanta percento del suo tempo è a malapena consapevole di parlare o pensare e agisce meccanicamente alle situazioni, questo porta ad un problema molto grande, stai molto attento in questa pratica perché spesso il nostro cervello sulle situazioni spiacevoli genera dei falsi ricordi quindi vaglia tutto ciò che hai scritto in modo onesto e responsabile, nel prossimo articolo proseguiremo il discorso introducendo il conscio, subconscio e super conscio

Non dimenticarti di farmi sapere nei commenti come ti sei sentito rileggendo ciò che hai scritto!

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ODIO IN RETE: I FAMIGERATI LEONI DA TASTIERA

Mi sono imbattuto in un articolo che parlava, in modo devo dire molto generico, sui tanto oramai decantati HATE SPEECH, meglio italianizzare per i non “globalizzati” i tanto famigerati LEONI DA TASTIERA. Chi di noi non si è mai trovato a commentare anche in modo civile un post o pubblicare un “cinguettio” per poi ritrovarsi coperto da gratuiti insulti? Attacchi personali che talvolta esulano anche dalla natura specifica di ciò che avete scritto o postato. Bene, penso che nessuno di noi oggi giorno possa non sentirsi vittima di questi bulli da tastiera, io dopo l’ultima litigata virtuale ci penso almeno tre volte prima di pubblicare e mi sono anche messo in discussione valutando se ne valesse veramente la pena continuare a pubblicare contenuti sui miei profili social per poi essere non solo criticato ma offeso, minacciato, fino a sentirmi veramente perseguitato, e non penso di esagerare perché spesso questi litigi sotto i post si spostano di social in social, cioè il leone da tastiera di turno in pratica dopo aver intasato il tuo post con offese spesso fa anche una ricerca e preso dalla frustrazione perché magari tu gli hai risposto per le rime, va su ogni tuo profilo e sotto ogni post inizia una vera e propria delazione infischiandosene delle leggi appena approvate che dovrebbero limitare l’odio in rete.

“Molti si chiudono nel social, perché incapaci di vivere e reagire nella vita reale, si sono dimenticati l’importanza di vivere la vita con gli occhi, ed ascoltare con il cuore!”

Una vera e propria spinta verso l’interazione globalizzata con veri e propri ignoranti, maleducati e frustrati l’ha data proprio questa pandemia che ha fatto emergere digitalmente il peggio della disumanità, eppure sarebbe semplice evitare di litigare, basterebbe ignorare un post che non ci piace, e se la sola vista ci fa salire il sangue al cervello basta bloccare la persona che ha pubblicato quello specifico post, perché la cosa interessante è che nessuno ci obbliga! Sui social ci andiamo liberamente e sempre liberamente decidiamo a quale discussione partecipare, sempre noi decidiamo a cosa mettere like e cosa condividere e se non ci piace una pagina o un profilo basta scorrere o bloccare e tutto sparisce in pochi secondi, statistiche alla mano dicono che un buon 94% degli utenti delle pagine social si dimentica di queste due semplici operazioni, è  un po’ come se leggendo un post che non ci aggrada scattasse un meccanismo di difesa e veniamo presi dall’incontenibile voglia di censurare e regolare cosa gli altri possono dire e non dire a seconda di quale sia il nostro pensiero in merito ad uno specifico argomento, senza pensare che così facendo invadiamo spazi che dovrebbero essere deputati ad un confronto civile con vagonate di odio che non fanno solo emergere le frustrazioni del leone da tastiera di turno, in pratica il litigio sul web alla fin dei conti è solo un sintomo che qualcosa dentro di noi non va trasportato nel digitale che viene usato come valvola di sfogo trasformando i social network in veri e propri campi di battaglia e per i più “intelligenti” invece in grandissime palestre di self control, dicendo questo non voglio banalizzare un fenomeno che andrebbe studiato sul singolo individuo per via della complessità della natura umana, sintetizzando vorrei porre l’accento su due parole che tutti dovrebbero conoscere: Dissentire e Litigare, mentre la prima significa mostrare un punto di vista diverso argomentando una propria opinione giusta o sbagliata che sia, Litigare è l’equivalente di arrendersi durante una battaglia rifugiandosi dietro le linee nemiche annullando quei pochi neuroni rimasti sparando veri e propri attacchi tesi solo ad annientare l’interlocutore.

Ho stilato una classifica su dove vengono attirati i “frustrati da tastiera”

Eliminando oppure evitando questi post dai nostri contenuti social si evita il 99% di possibilità di incorrere in furibonde virtuali litigate.

Purtroppo la nostra attuale società che è basata sulla televisione ci ha inculcato questo modello di vita fatto da continui pubblici litigi in tutti i talk show dove nessuno è escluso:  politici, influencer o anche solo semplici opinionisti mostrano il peggio di questa disumanità globalizzata per non parlare poi della nuova evoluzione umana, anello di congiunzione diretta con la linea di sangue dei neanderthal, i famigerati “buonisti” sempre schierati sul politicamente corretto, basta una semplice nota di dissenso per vederli trasformare sia intellettualmente che fisicamente in veri e propri animali da battaglia senza regole morali (loro che si vantano di correttezza intellettuale sempre pronti a stigmatizzare ogni parola fuori posto, in pratica una vera e propria contraddizione culturale), tutto ciò accade perché sia in televisione che nei social network le polemiche distruttive accendono passioni da stadio infatti tutto ciò che c’è di peggio sul mainstream, viene riproposto sui social creando meme o brevi clip che spostano il litigio dalla persone così dette “pubbliche” alle persone normali che ripropongono e accendono la battaglia annullando anche quel minimo di civiltà mostrando in tutto e per tutto la nostra globale ignoranza rendendo talvolta virali contenuti spazzatura e tutto ciò accade perché oramai la nostra società è basata solo su visualizzazioni e like in pratica il peggio di questa umanità aiuta ad acquisire nuovi followers con veri e propri contenuti spazzatura ma si sa oramai è acclarato mantenere un comportamento corretto annoia e basta.

LE REGOLE DELLA BUONA CONVIVENZA SUI SOCIAL:

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LA STREET ART

La street art come movimento espressivo si palesa per la prima volta negli Stati Uniti d’America, più precisamente a Filadelfia alla fine degli anni ’60.Per lo più si tratta di semplici scritte sui muri prodotte con semplice vernice da muro in cui vengono raffigurati ironicamente e con tratti fumettistici alcuni momenti della vita quotidiana oppure alcuni prodotti locali, come una sorta di pubblicità. Degno di nota potrebbe essere il primo  vero graffito che farebbe spostare le lancette ancora più in dietro sulla nascita di questo movimento sto parlando del famoso Kilroy was here.

“Kilroy è stato qui” era un graffito che molti soldati americani durante la seconda guerra mondiale, lasciavano sui muri delle città che liberavano dall’invasione tedesca negli anni ’44 e ’45 aggiungendo un disegno di un pupazzo calvo che sbircia al di sopra di un muro a testimonianza del loro passaggio. Ma restando invece nel tema principale la street art dopo le prime prove se così le vogliamo chiamare si è praticamente diffusa in tutti gli Stati Uniti come vero e proprio movimento di protesta partendo dalle periferie di New York nei primi anni 60 dove vengono usate per questa forma di espressività le vernici spray.

Partendo quindi dalla nascita di questa forma di espressione che tendeva solo al deturpamento degli arredi urbani per giungere ai giorni nostri dove queste due anime di questa espressività artistica convivono ma devono essere necessariamente ben distinte, difatti non dobbiamo confondere il “graffitismo” con la “street art”. Gli intramontabili graffiti sono una forma di disprezzo e deturpazione dell’arredo urbano un vero e proprio atto di barbarie e vandalismo che ha come unico scopo quello di imbrattare gli arredi urbani, e quindi si tratta di veri atti di delinquenza . Ciò che noi chiamiamo oramai comunemente “street art” o meglio arte di strada, invece,  non è altro che una nuova forma d’espressione veramente artistica libera dai soliti preconcetti che spesso vengono affermati nella critica della classica arte permettetemi il termine da “galleria d’arte” o da “museo”. In pratica è comunque una forma artistica che si manifesta esclusivamente in luoghi pubblici e quasi sempre senza alcuna autorizzazione.

Molti giovani artisti si cimentano in questa forma di espressione artistica perché la vera steet art non deturpa il paesaggio ma lo arricchisce con i loro splendidi murales che comunque raffigurano un disagio o comunque una forma di lotta che può essere una lotta politica contro le discriminazioni o una formale denuncia artistica contro il potere amministrativo. Purtroppo questa forma artistica moderna non gode ancora di pubblica e benevola opinione, ma i tempi stanno cambiando e non è insolito vedere dipinti a cielo aperto anche nei pressi del centro città, anche il mainstream si è finalmente accorto di questa potente forma artistica e non è insolito vedere nelle pubblicità i lavori di questi sconosciuti artisti.

Alcune immagini della Steet Art a Parma

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L’asteroide 2001 FO32 domani passerà molto vicino alla Terra

Il 21 marzo, l’asteroide di classe “APOLLO” con il nome di near-Earth 2001 FO32 passerà molto vicino alla Terra, viaggerà alla velocità di 34.413 chilometri al secondo intersecando l’orbita terreste, il suo passaggio raggiungerà una distanza minima di due milioni di chilometri.

Gli asteroidi appartenenti alla classe “Apollo” sono un gruppo di asteroidi detti anche near-Earth caratterizzati da un’orbita eccentrica, il primo oggetto di questo tipo ad essere scoperto fu individuato il 24 aprile 1932 da Karl Reinmuth.  La classe di asteroidi “Apollo” comprende oggetti potenzialmente pericolosi per la Terra a causa della possibilità di un impatto catastrofico ed è per nostra sfortuna il gruppo più numeroso di oggetti vicini alla Terra, fino ad oggi sono ben 10.000 gli asteroidi registrati e tenuti sotto controllo dagli enti spaziali di tutto il nostro pianeta, che, anche se non rappresentano un immediato pericolo, potrebbero esserlo  in futuro in quanto le loro orbite anche se note possono essere influenzate dall’attrazione gravitazionale dei pianeti o asteroidi che trovano sul loro cammino e non è detto che diventino un pericolo nei secoli futuri, si avete capito bene ho scritto secoli in quanto stiamo scrivendo in scala astronomica .

Gli oggetti potenzialmente pericolosi di cui fa parte l’asteroide 2001 FO32 vengono chiamati con acronimo PHO (Potentially Hazardous Objects) e sono classificati sulla base di parametri che tengono conto del potenziale avvicinamento alla Terra.  Si tratta, per la maggior parte di questi, di  oggetti che possiedono una distanza di intersezione minima all’orbita terrestre inferiore o uguale 0,05 UA (7480000 km) e una magnitudine assoluta inferiore o uguale a 22,0 (un indicatore grezzo della dimensione).

Questo specifico asteroide è stato scoperto il 23 marzo 2001 dal telescopio della Nasa posto sull’isola di Socorro Messico dove è tuttora in essere il progetto “Linear” operativo dal 1996  (Il progetto LINEAR (acronimo di Lincoln Near-Earth Asteroid Research), è un programma di ricerca del Lincoln Laboratory del MIT, in collaborazione con l’USAF e la NASA, per l’individuazione sistematica dei NEO (near-Earth object) tramite un telescopio robotico).

Near-Earth 2001 FO32 è un asteroide di circa 1,1 km di diametro, paragonabile in lunghezza al Golden Gate Bridge e tre volte più grande della Torre Eiffel.

Sebbene 2001 FO32 sia piuttosto piccolo rispetto a grandi asteroidi come Vesta (che ha un diametro di 525 chilometri), è tuttavia più grande del 97% di tutti gli asteroidi a noi noti. È anche uno degli asteroidi più veloci che siano mai volati vicino al nostro pianeta: viaggia a una velocità di circa 34,4 chilometri al secondo, rispetto alla Terra. È 100 volte più veloce della velocità del suono!

Il suo periodo orbitale attuale è pari a trentuno anni terrestri, il passaggio di quest’anno sarà il più vicino per i prossimi 200 anni: arriverà vicino alla Terra a una distanza di 0,013 UA, o 5 distanze lunari (una distanza lunare è di circa 400.000 chilometri) il prossimo approccio ravvicinato con la terra avverrà nel 2052, essendo la sua orbita eccentrica tenderà ad allontanarsi nello spazio profondo e i prossimi passaggi noti saranno nel 2103, 2134 e 2185.

Near-Earth 2001 FO32 non rappresenterà alcuna minaccia per noi. La sua traiettoria è ben calcolata e gli astronomi sanno esattamente a quale distanza dalla Terra passerà comunque è sempre bene tenere le dita incrociate.

Ora rispondendo alle seguenti domande:

  1. Quanto arriverà vicino alla Terra 2001 FO32?
  2. Come vedere l’asteroide 2001 FO32?

Segnaliamo che:

Il 21 marzo, alle 16:03 GMT, l’asteroide 2001 FO32 si troverà nel suo punto più vicino alla Terra e raggiungerà una “magnitudine” (luminosità) calcolata in 11,7. Sfortunatamente, sarà troppo debole per essere osservato ad occhio nudo, ma si potrà facilmente individuarlo attraverso un telescopio con un’apertura minima di 8″ (20 centimetri) o più grande. Poiché l’asteroide si sta muovendo a una velocità eccezionale, si potrebbe persino essere in grado di rilevare il suo movimento nel cielo in tempo reale.

E dunque se sei un orgoglioso proprietario di un telescopio, anche se giace pieno di polvere nel ripostiglio o sei un neofita inesperto, dovresti comunque cogliere l’occasione per osservare l’asteroide più grande e più veloce conosciuto del 2021.

IL RESPIRO CONSAPEVOLE

Meditare è imparare a fermarsi e prendere un momento per noi. La meditazione ci insegna a smettere di farsi portare via dai rimorsi del passato, con la meditazione si arriva a dominare la rabbia e si impara a sopportare meglio le preoccupazioni per un futuro incerto. Meditare in pratica è l’arte del fermarsi, con essa possiamo entrare nel momento presente e farci nutrire dalla bellezza e dalle meraviglie della vita che sono tutte attorno a noi: la fragranza dei fiori, il calore del sole, il colore del cielo, può sembrare banale ma la meditazione non deve aiutarci a evitare i problemi o a fuggire dalle difficoltà ma deve permettere che abbia luogo una guarigione positiva ciò significa iniziare a capire che abbiamo il potere di scegliere. Scegliere se fermarci e rilassarci oppure di correre tutto il giorno come matti inseguendo questo o quello, perché tutto è una scelta che sia consapevole o inconsapevole. Prima di iniziare a meditare bisogna iniziare dall’apprendere la respirazione consapevole, tutti respiriamo, altrimenti non saremmo qui a chiacchierare. Il fatto è che lo diamo per scontato, e raramente pensiamo “consapevolmente” dopo tutto è ciò che ci tiene in vita, il primo punto che ho dovuto imparare è questo cioè porre l’attenzione sul mio modo di respirare; prendere consapevolezza sulla respirazione che di fatto agisce sul corpo e su tutte le sue funzioni è fondamentale per la nostra mente e il suo benessere.

Non a caso quando ho stati d’ansia il respiro si fa “corto” e ho la sensazione che quasi mi manchi il respiro, controllare il respiro e renderlo consapevole è il sistema più semplice e a portata di mano per rilasciare le tensioni e diminuire gli stati ansiogeni praticamente all’istante. Ho letto molto e mi sono documentato sull’argomento imparare a respirare consapevolmente non serve solo ai fini della meditazione ma serve al nostro corpo per purificarsi ed evitare molti accumuli di stress inoltre  migliora la circolazione sanguigna si evitano problemi digestivi, si migliora la postura del nostro corpo evitando dolori al collo, alle spalle, alla schiena, si otterrà un allentamento della frequenza cardiaca, e quindi molto utile quando sussiste tachicardia, migliora la stabilità muscolare, favorisce il rilassamento, riduce gli effetti nocivi del cortisolo (che è poi l’ormone dello stress) e quindi aiuta a ridurre i livelli di stress, migliora la resistenza nell’esercizio fisico intenso,  ideale quindi per gli atleti, rende più chiara la nostra voce quando parliamo, migliora la memoria e la concentrazione e favorisce un buon sonno rigenerante, tutto questo si ottiene adottando una respirazione consapevole e diaframmatica

Ecco una tecnica di respirazione diaframmatica consapevole efficace e facile da apprendere in pochi minuti.

1) Siediti in una posizione comoda con la schiena eretta.

2) Metti una mano sul cuore e una sulla pancia.

3) Inspira solo con il naso. Durante la respirazione la pancia si gonfierà e sgonfierà completamente, come se fosse un palloncino; il torace invece sarà pressoché fermo o si gonfierà solo leggermente a fine inspirazione e si abbasserà leggermente solo per effetto della completa espirazione.

4) Inspira solo con il naso contando lentamente fino a 4. Mentre lo fai osserva la tua mano sulla pancia che si alza mentre la gonfi, mentre la tua mano sul petto resta quasi ferma.

5) Espira solo con la bocca contando lentamente fino a 4. Fai uscire l’aria come se dovessi soffiare dentro una cannuccia. Fai uscire più aria che puoi mentre contrai i muscoli addominali. Immagina il tuo ombelico che si avvicina sempre di più alla spina dorsale. Mentre espiri puoi immaginare di veder uscire, assieme all’aria, tutte le tue tensioni, problemi, frustrazioni, ecc. Puoi immaginare lo stress che lascia il tuo corpo attraverso il respiro.

Col tempo puoi portare il tuo conteggio a 6, a 8, a 12. Ma sempre molto lentamente, quindi non avere fretta, e si procede passo dopo passo, in un secondo momento possiamo anche scegliere di controllare il nostro respiro regolando il ritmo, l’ampiezza e la durata. Così facendo passiamo da un’azione involontaria fatta in automatico ad una un’azione veramente consapevole. Imparando a modificare il nostro modo di respirare possiamo modificare il nostro stato emotivo e diminuire lo stress dalla nostra vita quotidiana. La Respirazione diaframmatica è la base di partenza per ogni tipo di rilassamento, meditazione visualizzazione, o autoipnosi. Il respiro è una parte funzione  del corpo, quindi quando la mente è in contatto con il respiro consapevole, è in contatto anche con il corpo, il rilassamento e la pace sono il naturale risultato di una respirazione cosciente in cui il corpo, il respiro e la mente diventano una cosa sola. Per praticare la meditazione del respiro consapevole non è necessario stare seduti a gambe incrociate potete praticare il respiro consapevole anche stando in piedi, camminando o in qualsiasi altra posizione, persino facendo jogging, la posizione che io preferisco è stare steso sulla schiena, comunque che camminiate o corriate, siate seduti, in piedi o sdraiati finché siete consapevoli del vostro respiro, la pace e la serenità rimarranno con voi. Iniziamo con la tecnica vera e propria: Trovate la vostra posizione più comoda possibile, sedetevi in modo da potervi godere ogni momento del vostro stare seduti. Se sedervi su un cuscino per voi è difficile, potete sedervi su una sedia. Se restando seduti provate una forte irrequietezza o resistenza, allora stendetevi la cosa importante è che siate comodi tenendo la testa e il collo allineati alla spina dorsale lasciando cadere completamente le spalle. Se invece siete distesi, rilasciate le braccia a fianco del corpo con un’angolazione che permetta alle vostre spalle di rilassarsi completamente. Le mani possono stare sulla pancia o a terra. Se avete bisogno di un cuscino, sceglietene uno che sia di uno spessore sufficiente per sostenere la testa senza mettere il collo in tensione.

Ora chiudete gli occhi e permettete ai muscoli del viso di rilassarsi completamente mantenendo le labbra a mezzo sorriso. Un mezzo sorriso vi aiuta a ritornare alla sorgente della gioia dentro di voi. Lasciate che il respiro fluisca naturalmente, permettete al fiume del respiro di portare il vostro leggero sorriso in ogni parte del corpo, i gomiti e i polsi non devono essere in tensione. Rilassate tutte le dita, se siete seduti potete mettere una mano sopra l’altra, incrociando le dita o lasciare le mani in grembo. Quando vi siete sistemati, appoggiate le mani sulla pancia e continuate a respirare naturalmente. Inspirando, lasciate che i vostri pensieri scendano al livello dell’addome e si stabiliscano lì. Espirando, lasciate che tutto il vostro corpo si senta più calmo e ripulito mentre si libera delle tensioni e degli stress. Fate questo esercizio – inspirazione, “Riposare”,  espirazione, “Calmare” – per qualche minuto o quanto volete fino a sperimentare un senso di profonda tranquillità. La vostra mente è rimasta a riposare sul morbido cuscino del vostro respiro e per questo il respiro è diventato più profondo, più calmo e più lento. Ora mettete tutta la vostra attenzione sul respiro e su nient’altro. Posate le mani sull’addome per sentirlo salire e scendere con l’inspirazione e l’espirazione. Avete notato che mentre inspirate sale e mentre espirate scende? Questa è una respirazione sana. Quando siamo tesi o presi da una forte emozione, la respirazione diventa corta e superficiale e la pancia non si muove affatto.

Ora, mentre inspirate, seguite l’aria che entra nel corpo attraverso le narici, sentite l’addome alzarsi e dite piano “Dentro, uno”. Con l’espirazione sentite l’addome scendere e dite piano “Fuori, uno”. Dite “Dentro, due” durante la seconda inspirazione e “Fuori, due” durante la seconda espirazione. Continuate per dieci respiri completi. Contare i respiri in questo modo vi aiuta a coltivare l’attenzione cosciente e la concentrazione, che sono essenziali per alimentare la pace e la felicità. All’inizio potreste trovare difficile restare consapevoli fino a dieci respiri ma, una volta riusciti a farne dieci di fila coscienti, potete continuare fino ad arrivare a quindici. E se volete farne ancora, potete continuare fino a raggiungere i venti respiri, la cosa fondamentale è riuscire a rilassare ogni fibra del nostro corpo, ho sperimentato di persona questa tecnica prima di approcciarmi alla meditazione vera e propria ed è veramente infallibile di fatto meditare diventa facile anche senza una persona che da fuori guida la nostra permanenza in stato meditativo;  per iniziare e anche se non ti interessa la meditazione vera e propria ti suggerisco di praticare la respirazione diaframmatica consapevole per almeno 10 minuti ogni giorno, vedrai il tuo corpo e la tua mente ti ringrazieranno. La respirazione consapevole è molto più che una semplice tecnica per migliorare la qualità della vita, unita alla meditazione è uno strumento veramente portentoso. Fra i diversi scopi della respirazione consapevole meditativa vi è quello di, secondo diversi autori di libri che ho letto, facilitare il riemergere di emozioni, sentimenti, paure represse nell’inconscio. Grazie alla respirazione consapevole tutte queste ferite possono riemergere e lo scopo è ovviamente affrontarle una volta per tutte. Ecco che allora potrebbe ripresentarsi la paura di soffrire, che andrà semplicemente osservata, sperimentata e lasciata andare. Restare coscienti prendendo atto di ciò che avviene nel nostro corpo, nella nostra mente, nel nostro mondo è un gesto di estremo coraggio che può veramente cambiarci la vita.

Tutti i difetti della nostra mente , l’egoismo, l’ignoranza, la rabbia, l’attaccamento, il senso di colpa e tutti gli altri pensieri molesti , sono temporanei, non permanenti e duraturi. E poiché la causa della nostra sofferenza e dei nostri pensieri molesti è temporanea, anche la nostra sofferenza è temporanea.

Prossimo articolo: CRESCITA PERSONALE …continuiamo il cammino

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ESSERE PADRONI DELLA PROPRIA VITA

Se hai ragione non hai bisogno di gridare.
(Proverbio zen)

Ci sono libri di veri e propri guru che ti dicono che diventare padroni della tua vita è elementare, che raggiungere la consapevolezza è una cosa normale e  che meditare è la cosa più facile di questo mondo, mentono sapendo di mentire!! Ora come ora, sulla terra sono poche le persone veramente padrone della loro vita persino gli “esperti i cosiddetti illuminati” che ti insegnano queste tecniche, non sono veramente consapevoli, nemmeno loro sono padroni delle loro vita, il motivo è semplice, la nostra società è strutturata in modo che tu non sia mai completamente padrone del tuo tempo. Se queste poche parole ti fanno sorgere delle domande è giusto! Anch’io me ne faccio molte, soprattutto quando per un corso di cinque incontri ti chiedono cinquecento euro, eccome se mi faccio delle domande!

Una grande illuminazione nasce
da un grande dubbio.

Porsi delle domande è giusto anche se la risposta non è sempre semplice da trovare, bisogna avere fiducia perché poco alla volta passo dopo passo “lezione dopo lezione” si percorre veramente molta strada e la cosa bella è che si inizia un percorso per scavare dentro di noi, non pensare che sia semplice infatti per l’essere umano andare in profondità è veramente complesso, perché da un lato c’è il nostro enorme ego che ci domina e dall’altro c’è la paura di scoprire dentro di noi una parte “cattiva”. Penso che questa paura venga dall’educazione ricevuta però sinceramente poco importa è tempo di lasciarsi alle spalle il passato anche perché non può essere cambiato, “il momento più prezioso al mondo è quello che tu vivi ora, e il futuro dipende solo da te, e da quello che pensi e fai in questo momento”. Io sto facendo i primi passi nella crescita personale quindi ti voglio avvisare se continuerai la lettura costante dei miei articoletti potresti avere un terremoto interiore, quando ho iniziato ho avuto l’impressione che tutto potesse crollarmi addosso e soprattutto la meditazione all’inizio mi si è ritorta contro per i troppi problemi da affrontare, ora invece la considero come una scossa ed è stata anche la prova provata che dentro di me stava effettivamente succedendo qualcosa quindi se anche a te succederà la stessa cosa non ti devi spaventare bisogna “fare pulizia per migliorare la qualità della nostra vita”.

Io ho iniziato con prestare maggiore attenzione ai miei pensieri, certo ho fatto dei corsi ma non sempre sono riuscito a mettere in pratica gli insegnamenti forse perché troppo intrisi di concettualità e poco di praticità, riuscivo a eseguire una meditazione solo se guidata poi appena finito il corso tutto tornava come prima, non basta il fatto di aver deciso di esperire una crescita personale seguendo corsi, ascoltando conferenze, leggendo libri, per renderlo possibile serve tanta forza interiore, per iniziare questo lungo cammino occorre cambiare genere di azioni se vuoi veramente che la tua vita migliori; più te lo ripeti meglio sarà, poco alla volta, passo dopo passo. Ti faccio un banale esempio: se prendiamo un bicchier d’acqua sporca di fango e molto lentamente ci versiamo dentro allo stesso bicchiere acqua limpida e pura cosa succede? Lentamente vedrai straripare il bicchiere e l’acqua contenuta in esso che prima era torpida va via via purificandosi, più versi acqua limpida più nel bicchiere rimarrà solo acqua pulita fino a che non otterrai un bicchiere di acqua limpida e trasparente, questo è quello che accada dentro di te quando entri davvero a contatto con la tua crescita personale.

L’ego è ciò che ci separa da noi stessi, da ciò che siamo veramente, è un “compagno immaginario” che tenterà di controllarci, assumendo il dominio della nostra vita, fino a che non riusciremo a riconoscerlo.

Una delle prime cose da imparare è lasciare andare il nostro ego, dominandolo avrai una sensazione sgradevole, perché riuscire ad ammettere che non siamo infallibili non è semplice, una cosa che per me è stata veramente complicata è stato il fatto di riuscire ad ammettere che altri avessero ragione e riconoscere che i loro consigli facevano al caso mio, troppo spesso il mio ego voleva imporsi nelle discussioni con la pretesa di voler cambiare le persone solo per il piacere di avere ragione; questa è una grande prova da superare ed è solo la prima tappa obbligata per tutti quelli che iniziano questo percorso, perché meglio gestiremo il nostro ego meglio potremo gestire il nostro atteggiamento verso le situazioni esterne. Primo esercizio vero e proprio di questa mini giuda verso la consapevolezza: Gestire l’ego, prendi coscienza dei tuoi pensieri soprattutto quando ti trovi in una situazione difficile che ti infastidisce, poniti delle domande: perché sta accadendo? Cosa e perché mi infastidisce? Perché questo o quello mi sta dicendo quella cosa? Come posso porvi rimedio? Ma soprattutto sto realmente ascoltando con la mia mente sgombra oppure è il mio ego che sta pensando al posto mio?

(Henepola Gunaratana)

La consapevolezza è proprio questo: vivere attimo per attimo con pienezza e senza aggiungervi interpretazione. E’ solo l’attimo. Stai facendo qualcosa di ‘spiacevole’ me se lo vivi attimo per attimo dov’è che la nozione di ‘spiacevole’ può trovare una base d’appoggio?
La consapevolezza è attenzione cosciente al momento presente; avviene nel qui ed ora; è l’osservazione di quel che succede proprio adesso, in questo preciso istante. Sta sempre nel presente, perpetuamente sulla cresta dell’onda fugace del tempo che passa. Se ti ricordi della maestra delle elementari, allora quello è ricordo; quando ti rendi conto che stai ricordando la maestra delle elementari, quella è consapevolezza; e quando concettualizzi il processo e dici tra te e te: «Oh, sto ricordando», quello è pensiero
“.

Prossimo articolo il respiro consapevole!

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STIAMO PER TORNARE SULLA LUNA?

Ebbene si stiamo per tornare sulla luna

Filmato in alta risoluzione

Ebbene sì stiamo per tornare sul nostro satellite ma questa volta per fortuna o disgrazia ci saremo anche noi italiani, e non sarà un viaggio di andata e ritorno in tempi brevi ma atterreremo sulla luna con l’intento di rimanerci, infatti questa  visione a lungo termine viene dal fatto che serve una base per portare l’uomo ancora più lontano e cioè arrivare su Marte. Dopo una ricerca tra le dichiarazioni ufficiali sembra che non questo progetto non sia solo sulla carta ma si tratta di un vero e proprio progetto già iniziato (googlate programma ARTEMIS).

Programma Artemis Luna/Marte

Questo programma mira a costruire una base permanente sul suolo lunare entro il prossimo ventennio, gode di un’ampia cooperazione internazionale logicamente a trazione principale USA che con il suo ente spaziale NASA guiderà il programma in collaborazione con le agenzie spaziali di Canada, Giappone e l’Europea ESA (European Space Agency) nello specifico all’interno della composizione dell’agenzia ESA l’Italia avrà un ruolo di primo piano che andrà al di fuori della semplice e già esistente filiera dello spazio. L’Agenzia Spaziale Italiana infatti sta già collaborando con molte industrie Italiane che hanno il compito di realizzare molteplici componenti non che i veri e propri moduli abitativi. Il primo punto del programma è costruire una stazione orbitale che orbiti attorno al nostro satellite e utilizzare la stessa come base d’appoggio, una sorta di magazzino spaziale per poi in un secondo momento costruire veri e propri moduli abitativi autosufficienti sul suolo lunare.

Il “lunar gateway”, così sarà chiamato la copia in formato ridotto della attuale stazione spaziale orbitale (ISS), avrà il compito di ospitare gli astronauti prima della discesa sulla luna, i primi lanci per la costruzione di questa stazione orbitale lunare sono in programma per il 2024. Si tratta di una sfida epocale e per l’Italia non sarà sicuramente un compito facile, d’altronde tutto questo programma impone uno sforzo ingegneristico fuori dal comune, percorrere i 400.000 chilometri che ci separano dal nostro satellite garantendo la sicurezza dell’equipaggio non solo nella traversata ma anche nella permanenza orbitale all’interno di una capsula sicuramente non sarà cosa da poco ancora oggi visto le difficoltà riscontrate, molti si chiedono se sia vera la storia che l’uomo abbia già calpestato il suolo lunare, il seme di questo avveniristico programma è stato piantato ora dovremo solo aspettare per vedere i risultati che arriveranno nei prossimi anni.

ALLA SCOPERTA DELLA CONSAPEVOLEZZA

Vi siete mai chiesti cosa ci fate sulla terra?

Qual è lo scopo, il fine ultimo della nostra presenza su questo pianeta?

Penso che quasi tutte le persone ignorino queste due semplici e al contempo difficili domande, anche se rispondere a questi quesiti, se ci guardassimo dentro, risulterebbe meno complesso di come pensiamo, la risposta corretta ad entrambe le domande sarebbe che il nostro scopo è quello di “evolverci per prendere coscienza di chi realmente siamo”.

Tutto quello che può definirsi vita su questo splendido pianeta blu deve crescere ed evolvere; basta guardarsi intorno: tutto nasce, evolve e muore, alberi, fiori, animali, insetti, e accade la stessa cosa per l’essere umano a cui tocca crescere e proseguire nella sua evoluzione.

Crescere in parte per l’essere umano significa “crescere interiormente” non pensiate che una volta finito lo sviluppo fisico, quando il corpo è oramai adulto non smetta di crescere perché non è così. E’ la nostra anima che deve continuare a crescere, e qua sorge spontaneamente la domanda veramente complicata: come si fa a crescere interiormente?

Ebbene prima di tutto bisogna smettere di crearsi problemi ulteriori rispetto a quelli che già la vita ci presenta sempre giorno dopo giorno dinnanzi al nostro cammino, io sono ateo ma mi ritrovo in due principi fondamentali presenti nella Bibbia, e che probabilmente sono presenti in qualsiasi altra religione esistente, io per meglio esprimere il concetto faccio un meltinpot della religione cristiana e buddista: l’uomo cresce e non smette di farlo attraverso l’amore e la fede. Non ci sarebbe nulla di complicato in questo concetto che però non può essere appreso fino a che non si riuscirà a guadare i nostri problemi con occhi diversi.

Amare può essere inteso in molteplici modi, io lo intendo come amare profondamente noi stessi, avere fede nelle nostre capacità, queste due semplici regole ci porteranno a vivere con intelligenza e nella piena consapevolezza.

Logicamente non si possono fare miracoli ma se si inizia anche lentamente passo dopo passo a pensare positivo e ci si dà come scopo mantenersi in buona salute fisica, mentale ed emotiva allora sarà possibile vedere il cambiamento, ogni essere umano va visto come una piccola cellula di questo grande universo.

Siamo su questo pianeta per evolvere, spendere energie per giudicare continuamente gli altri è solo una perdita di tempo, spesso perdiamo molte energie a vivere una vita “altrui” senza pensare veramente alla nostra, smettere di vivere la  vita solo tramite i social per essere sempre presente ad ogni costo è il punto di partenza, diventare veramente padrone del nostro tempo senza sprecarlo,  ecco il primo passo da fare, non conta essere credente o ateo siamo comunque tutti in cerca di benessere ma se non riusciremo ad avere come primo obiettivo il nostro benessere interiore nulla potrà mai cambiare.

Ci piace davvero come sta evolvendo questa umanità composta di futili social media dove ci spronano ad essere sempre al massimo delle nostre possibilità, dove cercano sempre di indottrinarci con questo nuovo modo di vivere dove “se non hai non sei”, attorno a noi le persone sono sempre più provate dalle malattie fisiche e mentali, prigioni, ospedali, farmacie continuano a moltiplicarsi come funghi in autunno, ogni giorno compaiono nuove e sconosciute patologie tutte da curare con semplici pilloline, i mass media ci vogliono tristi perché non possiamo  permetterci una vita da sogno (il sogno consumistico), i telegiornali ci propinano ogni giorno nuove atrocità, i nuovi virus da noi creati ci costringono ad una vita di reclusione, cerchiamo di colmare il vuoto immenso con nuovi inutili acquisti.

Come si può pensare realmente che tutto questo sia frutto di una evoluzione intelligente?

Se siete arrivati a questo punto della lettura significa che condividete questi pensieri e non vi ho ancora annoiati! Allora basta guardarsi attorno, ma bensì guardiamoci dentro: iniziamo insieme un percorso di crescita. Ho aperto questa sezione del mio blog perché io voglio crescere e so che è possibile farlo, è difficile e forse lo sarà sempre di più, ammetto che ho iniziato questo percorso tempo fa poi abbandonato come ho scritto nell’articolo precedente perché non vedevo risultati soddisfacenti ma ho tanto da dire in quanto mi sono creato il mio personale metodo adatto ai più scettici in pratica quelli che come me non credono alle religioni e hanno poco tempo libero ma che comunque pensano sia davvero importante prendersi del tempo anche se pochi minuti al giorno per evolvere e sentirsi migliori e più a contatto con la vera natura della realtà che ci circonda, gli articoli avranno una cadenza bisettimanale, non saranno difficili e non solo improntati al lato spirituale ma una vera e propria tecnica replicabile in qualsiasi momento della giornata, passo dopo passo senza fretta.

Il momento presente cambia così rapidamente che spesso non ci accorgiamo nemmeno della sua esistenza. Ogni momento mentale è come un’immagine d’una serie che passa attraverso un proiettore: alcune immagini vengono dalle impressioni sensoriali, altre vengono dalla memoria delle esperienze precedenti o dalle fantasie sul futuro. La presenza mentale è una specie di fermo immagine che ci mette in condizione di diventare coscienti delle sensazioni ed esperienze così come sono, senza la deflorante colorazione delle risposte socialmente condizionate o delle reazioni abituali.

“La consapevolezza non è soltanto una parola, ma un significativo stato mentale. Significa che dobbiamo essere presenti a noi stessi qui e ora, in questo preciso momento e dobbiamo essere coscienti di ciò che sta accadendo, fuori e dentro di noi. Significa stare attenti alle nostre motivazioni e imparare a cambiare le emozioni e i pensieri da malsani in sani. La consapevolezza è un’attività mentale che a tempo debito elimina tutta la sofferenza”.

PROSSIMO ARTICOLO: ESSERE PADRONI DELLA PROPRIA VITA (darà inizio al percorso di crescita personale)

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