L’asteroide 2001 FO32 domani passerà molto vicino alla Terra

Il 21 marzo, l’asteroide di classe “APOLLO” con il nome di near-Earth 2001 FO32 passerà molto vicino alla Terra, viaggerà alla velocità di 34.413 chilometri al secondo intersecando l’orbita terreste, il suo passaggio raggiungerà una distanza minima di due milioni di chilometri.

Gli asteroidi appartenenti alla classe “Apollo” sono un gruppo di asteroidi detti anche near-Earth caratterizzati da un’orbita eccentrica, il primo oggetto di questo tipo ad essere scoperto fu individuato il 24 aprile 1932 da Karl Reinmuth.  La classe di asteroidi “Apollo” comprende oggetti potenzialmente pericolosi per la Terra a causa della possibilità di un impatto catastrofico ed è per nostra sfortuna il gruppo più numeroso di oggetti vicini alla Terra, fino ad oggi sono ben 10.000 gli asteroidi registrati e tenuti sotto controllo dagli enti spaziali di tutto il nostro pianeta, che, anche se non rappresentano un immediato pericolo, potrebbero esserlo  in futuro in quanto le loro orbite anche se note possono essere influenzate dall’attrazione gravitazionale dei pianeti o asteroidi che trovano sul loro cammino e non è detto che diventino un pericolo nei secoli futuri, si avete capito bene ho scritto secoli in quanto stiamo scrivendo in scala astronomica .

Gli oggetti potenzialmente pericolosi di cui fa parte l’asteroide 2001 FO32 vengono chiamati con acronimo PHO (Potentially Hazardous Objects) e sono classificati sulla base di parametri che tengono conto del potenziale avvicinamento alla Terra.  Si tratta, per la maggior parte di questi, di  oggetti che possiedono una distanza di intersezione minima all’orbita terrestre inferiore o uguale 0,05 UA (7480000 km) e una magnitudine assoluta inferiore o uguale a 22,0 (un indicatore grezzo della dimensione).

Questo specifico asteroide è stato scoperto il 23 marzo 2001 dal telescopio della Nasa posto sull’isola di Socorro Messico dove è tuttora in essere il progetto “Linear” operativo dal 1996  (Il progetto LINEAR (acronimo di Lincoln Near-Earth Asteroid Research), è un programma di ricerca del Lincoln Laboratory del MIT, in collaborazione con l’USAF e la NASA, per l’individuazione sistematica dei NEO (near-Earth object) tramite un telescopio robotico).

Near-Earth 2001 FO32 è un asteroide di circa 1,1 km di diametro, paragonabile in lunghezza al Golden Gate Bridge e tre volte più grande della Torre Eiffel.

Sebbene 2001 FO32 sia piuttosto piccolo rispetto a grandi asteroidi come Vesta (che ha un diametro di 525 chilometri), è tuttavia più grande del 97% di tutti gli asteroidi a noi noti. È anche uno degli asteroidi più veloci che siano mai volati vicino al nostro pianeta: viaggia a una velocità di circa 34,4 chilometri al secondo, rispetto alla Terra. È 100 volte più veloce della velocità del suono!

Il suo periodo orbitale attuale è pari a trentuno anni terrestri, il passaggio di quest’anno sarà il più vicino per i prossimi 200 anni: arriverà vicino alla Terra a una distanza di 0,013 UA, o 5 distanze lunari (una distanza lunare è di circa 400.000 chilometri) il prossimo approccio ravvicinato con la terra avverrà nel 2052, essendo la sua orbita eccentrica tenderà ad allontanarsi nello spazio profondo e i prossimi passaggi noti saranno nel 2103, 2134 e 2185.

Near-Earth 2001 FO32 non rappresenterà alcuna minaccia per noi. La sua traiettoria è ben calcolata e gli astronomi sanno esattamente a quale distanza dalla Terra passerà comunque è sempre bene tenere le dita incrociate.

Ora rispondendo alle seguenti domande:

  1. Quanto arriverà vicino alla Terra 2001 FO32?
  2. Come vedere l’asteroide 2001 FO32?

Segnaliamo che:

Il 21 marzo, alle 16:03 GMT, l’asteroide 2001 FO32 si troverà nel suo punto più vicino alla Terra e raggiungerà una “magnitudine” (luminosità) calcolata in 11,7. Sfortunatamente, sarà troppo debole per essere osservato ad occhio nudo, ma si potrà facilmente individuarlo attraverso un telescopio con un’apertura minima di 8″ (20 centimetri) o più grande. Poiché l’asteroide si sta muovendo a una velocità eccezionale, si potrebbe persino essere in grado di rilevare il suo movimento nel cielo in tempo reale.

E dunque se sei un orgoglioso proprietario di un telescopio, anche se giace pieno di polvere nel ripostiglio o sei un neofita inesperto, dovresti comunque cogliere l’occasione per osservare l’asteroide più grande e più veloce conosciuto del 2021.

STIAMO PER TORNARE SULLA LUNA?

Ebbene si stiamo per tornare sulla luna

Filmato in alta risoluzione

Ebbene sì stiamo per tornare sul nostro satellite ma questa volta per fortuna o disgrazia ci saremo anche noi italiani, e non sarà un viaggio di andata e ritorno in tempi brevi ma atterreremo sulla luna con l’intento di rimanerci, infatti questa  visione a lungo termine viene dal fatto che serve una base per portare l’uomo ancora più lontano e cioè arrivare su Marte. Dopo una ricerca tra le dichiarazioni ufficiali sembra che non questo progetto non sia solo sulla carta ma si tratta di un vero e proprio progetto già iniziato (googlate programma ARTEMIS).

Programma Artemis Luna/Marte

Questo programma mira a costruire una base permanente sul suolo lunare entro il prossimo ventennio, gode di un’ampia cooperazione internazionale logicamente a trazione principale USA che con il suo ente spaziale NASA guiderà il programma in collaborazione con le agenzie spaziali di Canada, Giappone e l’Europea ESA (European Space Agency) nello specifico all’interno della composizione dell’agenzia ESA l’Italia avrà un ruolo di primo piano che andrà al di fuori della semplice e già esistente filiera dello spazio. L’Agenzia Spaziale Italiana infatti sta già collaborando con molte industrie Italiane che hanno il compito di realizzare molteplici componenti non che i veri e propri moduli abitativi. Il primo punto del programma è costruire una stazione orbitale che orbiti attorno al nostro satellite e utilizzare la stessa come base d’appoggio, una sorta di magazzino spaziale per poi in un secondo momento costruire veri e propri moduli abitativi autosufficienti sul suolo lunare.

Il “lunar gateway”, così sarà chiamato la copia in formato ridotto della attuale stazione spaziale orbitale (ISS), avrà il compito di ospitare gli astronauti prima della discesa sulla luna, i primi lanci per la costruzione di questa stazione orbitale lunare sono in programma per il 2024. Si tratta di una sfida epocale e per l’Italia non sarà sicuramente un compito facile, d’altronde tutto questo programma impone uno sforzo ingegneristico fuori dal comune, percorrere i 400.000 chilometri che ci separano dal nostro satellite garantendo la sicurezza dell’equipaggio non solo nella traversata ma anche nella permanenza orbitale all’interno di una capsula sicuramente non sarà cosa da poco ancora oggi visto le difficoltà riscontrate, molti si chiedono se sia vera la storia che l’uomo abbia già calpestato il suolo lunare, il seme di questo avveniristico programma è stato piantato ora dovremo solo aspettare per vedere i risultati che arriveranno nei prossimi anni.

LA LUNA DEL LUPO

Questa notte sarà visibile la Luna piena del lupo

Foto scattata il 28/01/2021 località Parma con telescopio Ts Optics 70mm f/6 Rifrattore ED APO editazione con software Pixinsight

Nel linguaggio comune, la Luna può essere definita piena per alcuni giorni, però in termini astronomici, diventa piena in un preciso momento e cioè quando si trova direttamente in opposizione al Sole; quindi anche se il disco lunare intero sembra visibile per almeno un paio di giorni, in realtà la luna sarà “piena”, parlando sempre in termini astronomici, solamente oggi 28 gennaio 2021, alle 19:16 GMT, esattamente in quel ora specifica si potrà osservare uno scostamento tra il Sole e la Luna pari a 180°. Il luminosissimo disco lunare illuminerà la parte orientale del cielo tra le stelle della costellazione del Cancro. Alle 23,54 del 28 gennaio, appena prima della mezzanotte la Luna piena chiamata anche “luna del lupo” raggiungerà il suo punto più alto nel cielo chiamato “zenith” e nel suo percorso notturno sulla volta celeste si potrà vedere la Luna che brilla anche a occidente appena prima dell’alba.

Dalle prossime notti, la Luna apparirà sopra la linea dell’orizzonte un’ora più tardi ogni giorno.

Perché si chiama Luna piena del lupo?

Tutti i nomi delle lune piene derivano dai nativi americani, tali nomi sono associati ai tratti caratteristici di una determinata stagione. I nativi americani diedero alla Luna piena di gennaio questo nome prendendolo direttamente dall’ululato dei lupi; il motivo specifico infatti è questo: il loro ululato in questo periodo può essere udito molto più spesso che in qualsiasi altra stagione.

Cieli limpidi e buona osservazione delle stelle.

STRANE LUCI SUL SUOLO LUNARE

“fenomeni lunari luminosi transitori”

La Luna è il nostro unico satellite naturale, ha da sempre affascinato e inspirato tutti gli abitanti della Terra non solo gli uomini, di fatto ci sono correlazioni con il comportamento degli animali che adottano particolari comportamenti a seconda delle fasi lunari, questa sua influenza scientificamente provata ha dato anche origine a miti e leggende. Dopo decenni di studi, esperienze e viaggi sul suolo lunare la Luna è uno dei corpi celesti che celano meno segreti.

Sr.Patrick Moore

“Celare meno segreti” non significa però che l’essere umano abbia di fatto capito tutto di questo satellite, infatti sono presenti dei fenomeni ancora scarsamente conosciuti ma molto ben documentati. Sto per parlarvi dei fenomeni lunari transitori: acronimo “TLP” .  Questo termine è stato coniato da Patrick Moore e compare nel Rapporto tecnico Nasa R-277, dove vengono catalogati cronologicamente gli eventi lunari e badate bene non solo quelli spiegabili scientificamente, questo rapporto è stato pubblicato nel 1968. Patrick Moore ha solo preso coscienza e catalogato quello che era noto da molto tempo, infatti le prime notizie di “brillamenti” sul suolo lunare risalgono ad almeno un migliaio di anni fa. Venerdì 8 gennaio alle ore 5,36 ho potuto assistere in diretta ad uno di questi fenomeni e constatare con i miei occhi che esistono realmente, purtroppo come molti astronomi “dilettanti” indipendenti non ho un adeguato metodo di controllo scientificamente approvato per distinguerne le diverse ipotesi che vanno a spiegare la natura esatta del fenomeno a cui ho assistito.

TLP osservato il 09/01/2021

Ho letto molte pubblicazioni soprattutto della Julius Maximilians Universität Würzburg, che sta impiegando risorse per cercare di carpire i segreti di questi bagliori, questi studiosi hanno anche notato che non esistono solo i fenomeni luminosi transitori ma anche il loro opposto cioè hanno segnalato un effetto contrario che provoca l’oscuramento di porzioni piccole e grandi di superficie lunare, hanno anche accertato che questi fenomeni transitori, bagliori o oscuramento si verificano più volte durante la settimana  la loro durata è sempre brevissima da un decimo di secondo ai due secondi mai di più.

Al vaglio per spiegare questi fenomeni ci sono molte ipotesi, sebbene comunque su una percentuale di 100 fenomeni luminosi che compaiono sulla superficie lunare ben l’80% rimangono di fatto sconosciuti. Hakan Kayal, professore di tecnologia spaziale presso l’università  Julius Maximilians Universität Würzburg, ha affermato “Le attività sismiche sono state osservate anche sulla luna, quando la superficie si muove, potrebbero fuoriuscire gas dall’interno della crosta che riflettono la luce del sole”. Ciò spiegherebbe solo i fenomeni che hanno una durata superiore al minuto, per ciò che concerne invece i fenomeni che hanno una durata inferiore a due secondi per il momento è possibile solo escludere l’impatto di un meteorite, tali fenomeni devono ancora essere opportunamente studiati per chiarirne il mistero.

Prof. Dr.-Ing. Hakan Kayal

Professor of Space Technology
Julius-Maximilians-Universität Würzburg
Department of Computer Science

Hakan Kayal, ammette “La scienza non sa esattamente come si verificano questi fenomeni sulla luna” però cerca di spiegarli con diverse ipotesi: Questi lampi possono verificarsi quando particelle del vento solare caricate elettricamente reagiscono con la polvere lunare, senza mai escludere l’ipotesi sicuramente meno complessa cioè l’impatto di una meteora, ma come abbiamo già annotato sopra tutti questi impatti, anche i più piccoli vengono registrati e catalogati, al momento non esiste alcuna spiegazione scientifica per i flash di luce più brevi.

Curiosità documentata: durante la missione Apollo 11 ci fu anche un avvistamento diretto che andrebbe a consolidare la teoria di fuoriuscita di gas dal sottosuolo lunare, Michael Collins astronauta statunitense al suo secondo volo spaziale in qualità di pilota del Modulo di Comando Apollo 11, riferì: “Ehi, Houston, sto guardando verso nord verso Aristarco adesso, e c’è un’area che è considerevolmente più illuminata di quella circostante. Sembra che abbia una leggera quantità di fluorescenza”.

Filmato registrato il 09/01/2021 con telecamera astronomica a bassa risoluzione rallentato per permettere la visione del “fenomeno lunare luminoso transitorio”

Catalogo spiegazioni plausibili per TLP di media e lunga durata:

  • Alcuni TLP possono essere causati dalla fuoriuscita di gas dalle cavità sotterranee. Si presume che questi eventi gassosi mostrino una caratteristica tonalità rossastra, mentre altri sono apparsi come nuvole bianche o foschia indistinta. A sostegno dell’ipotesi del degassamento, i dati dello spettrometro alfa delle particelle Lunar Prospector indicano il recente degassamento del radon in superficie.
  • Eventi di impatto che si verificano continuamente sulla superficie lunare. Gli eventi più comuni sono quelli associati ai micro meteoriti, come potrebbero verificarsi durante le piogge di meteoriti. I lampi di impatto sono noti e tutti documentati.
  • Effetti elettrodinamici legati alla fratturazione di materiali vicini alla superficie possono caricare di energia elettrostatica i gas già presenti sul suolo o appena fuoriusciti dal sottosuolo lunare innescando un breve rilascio di energia

È anche possibile che molti fenomeni transitori potrebbero non essere associati alla Luna stessa, ma potrebbero essere il risultato di condizioni di osservazione sfavorevoli o fenomeni associati al nostro pianeta.

Dopo aver selezionato e scartato ogni altra spiegazione ad oggi non ci sono spiegazioni scientificamente plausibili per i “fenomeni lunari luminosi transitori” di brevissima durata.

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IL SENTIERO DELLE STELLE

Mi sono cimentato a realizzare immagini di Star Trail ovvero la scia che lasciano impressa nelle immagini le stelle nel loro moto “rotatorio apparente”

Questa tipologia di scatti che viene definita con il nome inglese di star trail (sentiero delle stelle) non è altro che una tipologia di immagine dove andremo ad imprimere sul sensore il moto di rotazione apparente delle stelle, apparente perché a tutti gli effetti è il nostro pianeta a muoversi, quindi la macchina fotografica essendo stabile sul cavalletto registrerà questo movimento tramite la cosiddetta “strisciata” in pratica per definire in modo scientifico questo fenomeno “terrapiattisti” a parte possiamo senza ombra di dubbio affermare che la rotazione della Terra durante la notte sposta di continuo la posizione di ogni stella, creando le suggestive scie visibili nelle immagini, nello specifico il punto centrale intorno a cui tutte le stelle sembrano ruotare è il polo celeste visibile dal luogo della Terra in cui si trova il fotografo, l’altezza del polo celeste sull’orizzonte dipende dalla latitudine locale.

Se il nostro intento è realizzare centri concentrici dovremo come prima operazione individuare l’esatta posizione del Polo celeste in pratica è situato sulla sfera celeste nelle vicinanze della stella Polaris (stella polare) nella costellazione dell’Orsa Maggiore “sto parlando di emisfero boreale” questo sarà il punto in cui le stelle inizieranno a ruotare infatti l’asse di rotazione terrestre passa all’incirca proprio in corrispondenza della stella Polaris, quindi nelle nostre immagini ci apparirà fissa, con tutte le altre stelle che gli ruotano attorno. Ribadisco questo succede solo se vi trovate a fotografare nell’emisfero boreale, mentre a sud dell’equatore, quindi emisfero australe la stella polare non sarà visibile dovrete ricercare Octantis che attualmente è la stella visibile ad occhio nudo più vicina al polo sud celeste, se invece vi trovate a fotografare all’equatore non potrete ottenere l’effetto dei centri concentrici vedrete le stelle lasciare una strisciata dritta e parallela le une con le altre. Appena sarete riusciti ad individuare la stella polare, questa andrà inclusa nella vostra inquadratura, ricordate tutte le stelle ruotano attorno al polo celeste solo così otterrete uno star trail circolare più vi discosterete dalla stella Polare più i centri concentrici appariranno ampi.

La scelta del luogo è molto importante, dovrete ricercare una zona particolarmente buia per realizzare i vostri scatti. In pratica dovete andare lontano dai centri abitati e cercare per quanto sia possibile zone sgombre da fonti luminose artificiali o naturali, per questo motivo è meglio scegliere le notti senza Luna inoltre come logico il cielo deve essere completamente libero da nuvole. Se utilizzerete una macchina fotografica analogica, basta fare una singola foto con tempo di esposizione di qualche ora, per ottenere subito impressionata sulla pellicola il sentiero delle stelle, con il digitale purtroppo questo non è possibile i sensori sia APSC che FULL FRAME montati sul 99% delle reflex in commercio potrebbero pericolosamente scaldarsi, inoltre il rumore creato da una esposizione così lunga non vi farebbe sprecare tutto il lavoro fin qua eseguito se invece possedete una camera con sensore raffreddato non avrete problemi e il lavoro risulterà molto semplice. Veniamo alle informazioni di base: per ottenere un discreto risultato si deve necessariamente realizzare una sequenza di immagini a lunga esposizione, ogni scatto dovrà durare da 30 a 40 secondi, il totale degli scatti che servono sono da 200 a 300 che verranno poi “fusi” in un’unica fotografia utilizzando programmi appositi. Con questa prima impostazione abbiamo così bypassato il problema del digitale, andando a spezzare un’esposizione lunghissima in tante esposizioni più brevi.

ATTREZZATURA NECESSARIA:

Primo attrezzo necessario per realizzare gli star trail è il treppiede, utilizzatene uno solido e di buona fattura, la macchina fotografica durante tutti gli scatti non deve assolutamente muoversi.
Secondo accessorio indispensabile per gli STARTRAIL è l’intervallometro (telecomando di scatto remoto programmabile) se la vostra macchina fotografica reflex ha un intervallometro integrato allora non c’è bisogno di questo accessorio. Obbiettivo grandangolare o piccolo zoom importante che sia abbastanza luminoso, nei miei molti esperimenti ho notato che avere una apertura di 2.8 per questo genere di scatti è la soluzione migliore, sconsiglio l’utilizzo di corpi macchina “mirrorles” in quanto hanno ancora una durata delle batterie troppo breve

COMPOSIZIONE DELLA SCENA E MESSA A FUOCO:

Una volta individuata nel cielo la stella Polais, quindi il nord celeste, piazzate la macchina fotografica sul treppiede assicurandovi che sia ben stretta sull’attacco della testa del cavalletto, ora componete l’inquadratura includendo, oltre alla stella Polaris, anche qualche oggetto terrestre come montagne o alberi per accentuare l’idea del movimento delle stelle e rendere migliore graficamente l’immagine.
Ricordatevi di non includere fonti di luce diretta nella inquadratura perché la lunga esposizione la farebbe sicuramente prevalere sulla luce delle stelle. La stessa cosa vale anche per la Luna preferite sempre eseguire gli scatti in assenza del nostro satellite. Dovete necessariamente disattivare la messa a fuoco automatica, potete aiutarvi con il Live View e la funzione di ingrandimento del display, prendendo come riferimento una stella nel cielo che sia particolarmente brillante e ruotiamo la ghiera della messa a fuoco finché questa non sarà perfettamente nitida nello schermo, può essere molto utile avere una maschera di Batinov da appore sull’obbiettivo durante la messa a fuoco, sicuramente questa maschera semplificherà di molto tutte le operazioni di messa a fuoco evitando quella fastidiosa sfocatura che si vedrebbe solo a fine lavorazione. Cercate di essere precisi in questa operazione di messa a fuoco perché se sbagliate il risultato sarà pessimo e butterete via tutta la sequenza di scatti.

IMPOSTAZIONI CONSIGLIATE:

Dare delle impostazioni specifiche non sarebbe tecnicamente corretto in quanto dipendono dal luogo in cui scattate, dalla temperatura, se è presente tanto o poco inquinamento luminoso, in pratica molto del lavoro lo dovrete fare da soli.
Primi esperimenti di StarTrail

Ma ci sono comunque alcuni consigli che vi posso fornire per evitarvi errori che anch’io in precedenza ho commesso, partiamo da un elemento importantissimo, bisogna scattare in modalità MANUALE, a molti principianti la lettera M sulla ghiera spaventa ma fate uno sforzo e giratele fino a quel punto. Ora passate ad impostare la posa Bulb, su alcune fotocamera è indicata come posa B, da qua in avanti sono solo indicazioni perché ogni luogo e ogni notte cambia ma soprattutto cambia in rapporto all’obbiettivo che sceglierete di utilizzare io per questi scatti ho utilizzato un 20 mm F 1.4 anche se con il senno dipoi ritengo F 2.8 migliore per questa tipologia di scatti  (so bene cosa stai pensando: ma la profondità di campo con un diaframma così aperto va a farsi benedire! Non ti preoccupare anche con apertura molto ampia la profondità di campo risulta elevata, le stelle sono così lontane da apparire approssimativamente tutte allo stesso piano focale e quindi risultano tutte a fuoco anche con un diaframma molto aperto). ISO da 200 ad un massimo di 400 non oltre! Tempo di scatto 30 secondi massimo 40. Disattivate la funzione di riduzione rumore di default presente sulla maggior parte delle macchine fotografiche, questa funzione potrebbe dar luogo ad un ritardo tra uno scatto e l’altro quindi una volta che le fotografie saranno unite, la strisciata non sarà continua ma tratteggiata. Scattate sempre in formato RAW in modo da avere in fase di postproduzione un controllo maggiore delle immagini prodotte. Bilanciamento del bianco impostatelo su luce diurna vi eviterà di intervenire successivamente in fase di postproduzione, se vi dimenticherete come ho fatto io nei primi esperimenti, dovrete necessariamente applicare una correzione a tutta la sequenza di immagini. Dopo aver fatto tutte le opportune verifiche partite con i primi scatti di prova, controllate e ricontrollate messa a fuoco ed esposizione, solo quando siete sicuri passate allo step definitivo impostando sull’intervallometro o sulla fotocamera (per chi ha questa funzione) un minimo di 200 scatti assicurandovi di impostare una pausa dopo un massimo di 20/30 scatti oppure cosa seconda opzione impostando una pausa di 5/10 secondi ogni scatto

Ora siete pronti per realizzare il vostro Star Trail

non dimenticatevi mai di controllare e ricontrollare tutto almeno tre volte

Se vuoi creare un sentiero di luce molto lungo, oppure cerchi completi, servono molti scatti, quindi devi preventivare almeno tre, quattro ore di riprese ma non ti spaventare mediamente per apprezzare un minimo la fotografia in star trail ma soprattutto per i tuoi primi esperimenti basterà una o due ore, come già detto la macchina non deve assolutamente muoversi, se questa malaugurata ipotesi dovesse accadere allora dovrete iniziare da capo tutto il lavoro.

ELABORAZIONE DELLE IMMAGINI:

Questo è ultimo passaggio, richiederà l’impiego ovviamente di un computer e di software specifici, on line ne trovi a centinaia, ma io sono abituato ad utilizzare: Adobe Lightroom, Pixinsight, Adobe Photoshop in questo preciso orine. In pratica la procedura da eseguire in inglese è chiamata stacking, si tratta di prendere tutte le immagini realizzate e successivamente posizionarle una sopra l’altra e fonderle. Se la procedura sarà corretta il movimento delle stelle, in origine spezzettato nelle singole immagini, si andrà comporre senza interruzioni. Esiste anche una procedura simile utilizzando solo Adobe Photoshop importando ciascuna immagine su un livello sottostante fondendo il tutto con l’opportuno metodo di fusione ma davvero ve lo sconsiglio vivamente.

EDITAZIONE IN BREVE:

Primo passaggio: scaricare tutte le immagini e importare la sequenza esatta in Adobe Lightroom, correggere o comunque se necessario fare le opportune correzioni e copiare la modifica su tutte le immagini (bastano due clik)

Secondo passaggio: passare tutte le immagini in software specifico che andrà a riconoscere l’esatta sequenza e fonderà i vostri scatti io uso Pixinsight ma visto la sua complessità e soprattutto il costo potrete trovare in rete programmi simili esempio: deep sky stacker oppure Startrails.exe che tra l’altro è il più utilizzato

Terzo passaggio: Adobe Photoshop per i ritocchi finali, ma soprattutto con Photoshop potrete prendere tutte le immagini precedentemente lavorate da Lightroom (vi basterà cambiare il formato da raw in jpeg) per creare un filmato di Star Lapse veramente emozionante.

Non andate in confusione se, oltre alla striscia delle stelle, sulle immagini vi appariranno anche altre linee che non seguono il verso dello Star Trail, non sono UFO! Ma sono aerei se la linea sarà tratteggiata oppure satelliti se la linea sarà continua, non mancheranno nemmeno asteroidi che impattano nell’atmosfera, nelle immagini potrebbero essere presenti anche gli IRIDIUM FLARES ossia i riflessi causati dalle antenne dei satelliti per telecomunicazioni che lasciano un flash di luce molto particolare quindi non andate a gridare ai quattro venti HO FOTOGRAFATO UN UFO.

Le stelle sono uno degli spettacoli più belli della natura. Il solo guardarle ci mette davanti la nostra piccola esistenza rispetto all’immensità di quello che ci circonda e ci ricorda quanto la nostra vita sia un viaggio all’interno di qualcosa di così grande che non riusciamo neanche a immaginare.

Ma un cielo pieno di stelle Ã¨ anche una visione romantica che ci toglie il fiato, e che sogniamo di ammirare una notte d’estate in compagnia della persona che amiamo con la speranza che il tempo si fermi per sempre.