Il comunista medio Italiano

Pensieri e perplessità….

Mi sfugge il motivo dell’attrazione del comunista medio italiano per la sharia.
Una sorta di desiderio recondito e inespresso?
Io penso che il comunista medio Italiano ama tutto ciò che si oppone a: economia di mercato, pensiero liberale, capitalismo, ecc. In questo insieme c’è un po’ di tutto, da Cuba alla Cina (a cui guarda con amministrazione) e “duce” sin fundo ora non maschera una simpatica ammirazione per i Talebani che hanno messo in ginocchio il grande imperialismo USA, ha solo una notevole eccezione, l’Arabia Saudita, perché c’è stato Renzi😂

Un ciclista è un disastro per l’economia

La bicicletta è la morte lenta del pianeta.Il CEO di Euro Exim Bank Ltd. ha fatto riflettere gli economisti quando ha dichiarato: ′′Un ciclista è un disastro per l’economia del paese: non compra auto e non prende soldi in prestito per comprarne. Non paga polizze assicurative. Non compra carburante, non paga per sottoporre l’auto alla necessaria manutenzione e riparazione. Non utilizza parcheggi a pagamento. Non causa incidenti rilevanti. Non richiede autostrade a più corsie. Non diventa obeso, persone sane non sono necessarie né utili all’economia. Non comprano medicine. Non vanno negli ospedali né dai medici. Non aggiungono nulla al PIL del paese.Al contrario, ogni nuovo punto vendita di McDonald crea almeno 30 posti di lavoro, fa infatti lavorare 10 cardiologi, 10 dentisti, 10 esperti dietologi e nutrizionisti, oltre ovviamente alle persone che lavorano nel punto vendita stesso”.

Scegli con attenzione: un ciclista o un Mc Donald? Vale la pena pensarci.PS: camminare è ancora peggio. I pedoni non comprano nemmeno una bicicletta.

Naturalmente non parlava delle ebike, poiché l’economia diretta del nuovo settore biciclette elettriche solo in Europa vale 57,2 miliardi euro (13,2 per produzione e riparazione e 44 di cicloturismo).

Il contributo del cicloturismo ebike, stimato dallo studio The Benefit of Cycling di Ecf in 44 miliardi di euro, grazie a 2,3 miliardi di viaggi/anno in Ue, ha un’occupazione di 525.000 addetti. L’Italia è meno brillante rispetto ad altri Paesi registrando, secondo il Rapporto Isnart-Legambiente 2020, un giro d’affari intorno ai 4,7 miliardi di euro, pari al 5,6% delle entrate generate dal turismo. Il merito è dei 55 milioni di pernottamenti, dei quali 34,1 (il 63%) derivato da utenti stranieri che portano nelle casse italiane 2,9 miliardi.

I tedeschi sono primi per numero di occupati diretti (9.478 contro i 5.704 dell’Italia, seconda in classifica) e per giro d’affari, pari a 5,2 miliardi di euro. La crescita per luso delle due ruote elettriche porterebbe diversi vantaggi, a cominciare dal rilancio dell’economia.

Ad esempio dei 20 milioni di bici vendute in Europa nel 2019, ben 12.7 sono state prodotte nel Vecchio Continente generando, secondo lo studio The Benefit of Cycling di Ecf nel 2018, un giro d’affari di 13,2 miliardi di euro, in cui è compreso produzione totale di biciclette, componenti e accessori. Un valore, secondo le previsioni, destinato a crescere con effetti positivi anche sull’occupazione. “The way foward”, report realizzato da 346 esperti di mobilità di tutto il mondo per l’associazione Transport for under two degrees, ha detto che nel 2050 quasi sei cittadini su dieci (58%) pedaleranno.

Il vero problema se vogliamo essere sinceri fino in fondo è nascosto dentro al progresso, sicuramente la “bicicletta” in se non inquina, fa bene alla salute e sicuramente non ingrassa quell’economia mondiale estremamente malata, invece tutto ciò che comporta una rivoluzione elettrica, quella che ora chiamano green economy nasconde un lato molto oscuro, prima di esaltare e acquistare mezzi ibridi o elettrici dovete quanto meno fermarvi a riflettere, come prima cosa ancora l’87% della produzione di energia elettrica mondiale è ancora derivante da combustione fossile ma il vero problema sta proprio nella produzione e nello smaltimento delle batterie, fino a che non ci saranno sistemi di produzione e smaltimento in grado di rendere veramente ecologico questo nuovo modo di concepire il mondo della mobilità nulla cambierà veramente e la rivoluzione green sarà solo una bella facciata per pulirvi la coscienza e Il CEO di Euro Exim Bank Ltd troverà il modo per sfruttare la situazione a suo vantaggio, in conclusione bicicletta si ma per il momento non elettrica!!!

Il pensiero unico del nuovo regime

Ammettiamolo: Fedez ha capito tutto

Per quanto mi stia sulle palle e rappresenti tutto ciò che considero tossico al giorno d’oggi, non posso esimermi dal fargli i complimenti. Il modo con cui sta sfruttando i suoi seguaci, cavalcando magistralmente l’ipocrita e sciocca indignazione del momento, è fantastico.

Pensateci. Fedez rappresenta in tutto e per tutto quello che chiamiamo “pensiero unico”.

Fedez è una delle miriadi di propaggini, tutte uguali, dell’assolutismo progressista. Ogni sua presa di posizione, ogni suo intervento, ogni sua diretta, ogni cosa partorita da lui e dalla sua compagna è perfettamente in linea con l’ordine del giorno.

Non sentirete mai, mai e poi mai fuoriuscire dalla bocca di Fedez un concetto che non combaci perfettamente con i dogmi attuali. Che si parli di immigrazione, mondo LGBT o Europa, non cambia nulla. Dietro il tripudio di tatuaggi vi è la più allineata mentalità e il più disarmante convezionalismo che si possano immaginare. Un conformismo totale, nascosto da una patina di glitter, perfetto per essere venduto ad una platea di giovani che vogliono sentirsi “fuori dagli schemi” ma senza esserlo davvero. Diversi sì, ma come tutti gli altri.

Ed è qui che sta la bravura di Fedez e di quelli come lui. Nell’aver trovato in questo mondo artificale una vena d’oro, da prendere freneticamente a picconate per estrarne ricchezza a non finire. Soldi, visibilità, sponsor. Il tutto riuscendo persino ad apparire, al suo folto pubblico, come un eroe.

Così ecco il nostro martire della libertà di pensiero che si batte contro la cattiva Rai oscurantista per poter parlare del DDL ZAN, attaccando una precisa forza politica, dal palco del Concerto del 1 Maggio. Ecco il nostro guerriero che piange, grida e si infervora. E intanto, tra un’espressione sconvolta e un’altra, ci ficca lo spot per la nuova linea di smalti. Grandioso.

La verità? È l’esatto opposto di ciò che sta andando in onda.

Il Concertone vede da anni monologhi di centrosinistra e attacchi diretti alla controparte. La Rai è un feudo del PD, come dimostrano i suoi TG e le sue trasmissioni palesemente schierate, fino all’inguardabile Sanremo. Solamente, trovandosi oggi la Lega assieme al PD dentro l’orrendo Governo Draghi, è stato chiesto a Fedez di abbozzare. E tanto è stata forte e sentita questa pressione che Fedez se n’è fregato bellamente. Com’era da programma.

Una buffonata, tutto qua. Il PD che chiede le “scuse” dei propri servi in Rai? Ridicolo. Così come è ridicolo sentir parlare di “attacco alla libertà di espressione” chi appoggia Fedez, quando si tratta degli stessi omuncoli complessati che oggi stanno crocifiggendo Pio e Amedeo per aver usato le “parole proibite”. Siamo dinnanzi ad un finto litigio in famiglia montato ad arte.

Nel frattempo, migliaia di utenti, pagine, profili e canali vengono realmente censurati e ostracizzati su tutti i media. Perché? Perché non la pensano come Google, come Netflix, come Amazon, come Davos, come la Silicon Valley, come Hollywood, come la stragrande maggioranza delle multinazionali, delle tv, dei giornali e delle radio.

Insomma, ecco perché non la pensano come Fedez.

Matteo Brandi

articolo di, Matteo Brandi

https://www.youtube.com/c/matteobrandi

https://www.facebook.com/MatteoBrandiFB/

ODIO IN RETE: I FAMIGERATI LEONI DA TASTIERA

Mi sono imbattuto in un articolo che parlava, in modo devo dire molto generico, sui tanto oramai decantati HATE SPEECH, meglio italianizzare per i non “globalizzati” i tanto famigerati LEONI DA TASTIERA. Chi di noi non si è mai trovato a commentare anche in modo civile un post o pubblicare un “cinguettio” per poi ritrovarsi coperto da gratuiti insulti? Attacchi personali che talvolta esulano anche dalla natura specifica di ciò che avete scritto o postato. Bene, penso che nessuno di noi oggi giorno possa non sentirsi vittima di questi bulli da tastiera, io dopo l’ultima litigata virtuale ci penso almeno tre volte prima di pubblicare e mi sono anche messo in discussione valutando se ne valesse veramente la pena continuare a pubblicare contenuti sui miei profili social per poi essere non solo criticato ma offeso, minacciato, fino a sentirmi veramente perseguitato, e non penso di esagerare perché spesso questi litigi sotto i post si spostano di social in social, cioè il leone da tastiera di turno in pratica dopo aver intasato il tuo post con offese spesso fa anche una ricerca e preso dalla frustrazione perché magari tu gli hai risposto per le rime, va su ogni tuo profilo e sotto ogni post inizia una vera e propria delazione infischiandosene delle leggi appena approvate che dovrebbero limitare l’odio in rete.

“Molti si chiudono nel social, perché incapaci di vivere e reagire nella vita reale, si sono dimenticati l’importanza di vivere la vita con gli occhi, ed ascoltare con il cuore!”

Una vera e propria spinta verso l’interazione globalizzata con veri e propri ignoranti, maleducati e frustrati l’ha data proprio questa pandemia che ha fatto emergere digitalmente il peggio della disumanità, eppure sarebbe semplice evitare di litigare, basterebbe ignorare un post che non ci piace, e se la sola vista ci fa salire il sangue al cervello basta bloccare la persona che ha pubblicato quello specifico post, perché la cosa interessante è che nessuno ci obbliga! Sui social ci andiamo liberamente e sempre liberamente decidiamo a quale discussione partecipare, sempre noi decidiamo a cosa mettere like e cosa condividere e se non ci piace una pagina o un profilo basta scorrere o bloccare e tutto sparisce in pochi secondi, statistiche alla mano dicono che un buon 94% degli utenti delle pagine social si dimentica di queste due semplici operazioni, è  un po’ come se leggendo un post che non ci aggrada scattasse un meccanismo di difesa e veniamo presi dall’incontenibile voglia di censurare e regolare cosa gli altri possono dire e non dire a seconda di quale sia il nostro pensiero in merito ad uno specifico argomento, senza pensare che così facendo invadiamo spazi che dovrebbero essere deputati ad un confronto civile con vagonate di odio che non fanno solo emergere le frustrazioni del leone da tastiera di turno, in pratica il litigio sul web alla fin dei conti è solo un sintomo che qualcosa dentro di noi non va trasportato nel digitale che viene usato come valvola di sfogo trasformando i social network in veri e propri campi di battaglia e per i più “intelligenti” invece in grandissime palestre di self control, dicendo questo non voglio banalizzare un fenomeno che andrebbe studiato sul singolo individuo per via della complessità della natura umana, sintetizzando vorrei porre l’accento su due parole che tutti dovrebbero conoscere: Dissentire e Litigare, mentre la prima significa mostrare un punto di vista diverso argomentando una propria opinione giusta o sbagliata che sia, Litigare è l’equivalente di arrendersi durante una battaglia rifugiandosi dietro le linee nemiche annullando quei pochi neuroni rimasti sparando veri e propri attacchi tesi solo ad annientare l’interlocutore.

Ho stilato una classifica su dove vengono attirati i “frustrati da tastiera”

Eliminando oppure evitando questi post dai nostri contenuti social si evita il 99% di possibilità di incorrere in furibonde virtuali litigate.

Purtroppo la nostra attuale società che è basata sulla televisione ci ha inculcato questo modello di vita fatto da continui pubblici litigi in tutti i talk show dove nessuno è escluso:  politici, influencer o anche solo semplici opinionisti mostrano il peggio di questa disumanità globalizzata per non parlare poi della nuova evoluzione umana, anello di congiunzione diretta con la linea di sangue dei neanderthal, i famigerati “buonisti” sempre schierati sul politicamente corretto, basta una semplice nota di dissenso per vederli trasformare sia intellettualmente che fisicamente in veri e propri animali da battaglia senza regole morali (loro che si vantano di correttezza intellettuale sempre pronti a stigmatizzare ogni parola fuori posto, in pratica una vera e propria contraddizione culturale), tutto ciò accade perché sia in televisione che nei social network le polemiche distruttive accendono passioni da stadio infatti tutto ciò che c’è di peggio sul mainstream, viene riproposto sui social creando meme o brevi clip che spostano il litigio dalla persone così dette “pubbliche” alle persone normali che ripropongono e accendono la battaglia annullando anche quel minimo di civiltà mostrando in tutto e per tutto la nostra globale ignoranza rendendo talvolta virali contenuti spazzatura e tutto ciò accade perché oramai la nostra società è basata solo su visualizzazioni e like in pratica il peggio di questa umanità aiuta ad acquisire nuovi followers con veri e propri contenuti spazzatura ma si sa oramai è acclarato mantenere un comportamento corretto annoia e basta.

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L’asteroide 2001 FO32 domani passerà molto vicino alla Terra

Il 21 marzo, l’asteroide di classe “APOLLO” con il nome di near-Earth 2001 FO32 passerà molto vicino alla Terra, viaggerà alla velocità di 34.413 chilometri al secondo intersecando l’orbita terreste, il suo passaggio raggiungerà una distanza minima di due milioni di chilometri.

Gli asteroidi appartenenti alla classe “Apollo” sono un gruppo di asteroidi detti anche near-Earth caratterizzati da un’orbita eccentrica, il primo oggetto di questo tipo ad essere scoperto fu individuato il 24 aprile 1932 da Karl Reinmuth.  La classe di asteroidi “Apollo” comprende oggetti potenzialmente pericolosi per la Terra a causa della possibilità di un impatto catastrofico ed è per nostra sfortuna il gruppo più numeroso di oggetti vicini alla Terra, fino ad oggi sono ben 10.000 gli asteroidi registrati e tenuti sotto controllo dagli enti spaziali di tutto il nostro pianeta, che, anche se non rappresentano un immediato pericolo, potrebbero esserlo  in futuro in quanto le loro orbite anche se note possono essere influenzate dall’attrazione gravitazionale dei pianeti o asteroidi che trovano sul loro cammino e non è detto che diventino un pericolo nei secoli futuri, si avete capito bene ho scritto secoli in quanto stiamo scrivendo in scala astronomica .

Gli oggetti potenzialmente pericolosi di cui fa parte l’asteroide 2001 FO32 vengono chiamati con acronimo PHO (Potentially Hazardous Objects) e sono classificati sulla base di parametri che tengono conto del potenziale avvicinamento alla Terra.  Si tratta, per la maggior parte di questi, di  oggetti che possiedono una distanza di intersezione minima all’orbita terrestre inferiore o uguale 0,05 UA (7480000 km) e una magnitudine assoluta inferiore o uguale a 22,0 (un indicatore grezzo della dimensione).

Questo specifico asteroide è stato scoperto il 23 marzo 2001 dal telescopio della Nasa posto sull’isola di Socorro Messico dove è tuttora in essere il progetto “Linear” operativo dal 1996  (Il progetto LINEAR (acronimo di Lincoln Near-Earth Asteroid Research), è un programma di ricerca del Lincoln Laboratory del MIT, in collaborazione con l’USAF e la NASA, per l’individuazione sistematica dei NEO (near-Earth object) tramite un telescopio robotico).

Near-Earth 2001 FO32 è un asteroide di circa 1,1 km di diametro, paragonabile in lunghezza al Golden Gate Bridge e tre volte più grande della Torre Eiffel.

Sebbene 2001 FO32 sia piuttosto piccolo rispetto a grandi asteroidi come Vesta (che ha un diametro di 525 chilometri), è tuttavia più grande del 97% di tutti gli asteroidi a noi noti. È anche uno degli asteroidi più veloci che siano mai volati vicino al nostro pianeta: viaggia a una velocità di circa 34,4 chilometri al secondo, rispetto alla Terra. È 100 volte più veloce della velocità del suono!

Il suo periodo orbitale attuale è pari a trentuno anni terrestri, il passaggio di quest’anno sarà il più vicino per i prossimi 200 anni: arriverà vicino alla Terra a una distanza di 0,013 UA, o 5 distanze lunari (una distanza lunare è di circa 400.000 chilometri) il prossimo approccio ravvicinato con la terra avverrà nel 2052, essendo la sua orbita eccentrica tenderà ad allontanarsi nello spazio profondo e i prossimi passaggi noti saranno nel 2103, 2134 e 2185.

Near-Earth 2001 FO32 non rappresenterà alcuna minaccia per noi. La sua traiettoria è ben calcolata e gli astronomi sanno esattamente a quale distanza dalla Terra passerà comunque è sempre bene tenere le dita incrociate.

Ora rispondendo alle seguenti domande:

  1. Quanto arriverà vicino alla Terra 2001 FO32?
  2. Come vedere l’asteroide 2001 FO32?

Segnaliamo che:

Il 21 marzo, alle 16:03 GMT, l’asteroide 2001 FO32 si troverà nel suo punto più vicino alla Terra e raggiungerà una “magnitudine” (luminosità) calcolata in 11,7. Sfortunatamente, sarà troppo debole per essere osservato ad occhio nudo, ma si potrà facilmente individuarlo attraverso un telescopio con un’apertura minima di 8″ (20 centimetri) o più grande. Poiché l’asteroide si sta muovendo a una velocità eccezionale, si potrebbe persino essere in grado di rilevare il suo movimento nel cielo in tempo reale.

E dunque se sei un orgoglioso proprietario di un telescopio, anche se giace pieno di polvere nel ripostiglio o sei un neofita inesperto, dovresti comunque cogliere l’occasione per osservare l’asteroide più grande e più veloce conosciuto del 2021.