PORTFOLIO

La creazione del portfolio è una delle cose più importanti e difficili che un fotografo possa fare con la propria produzione.

Anche se non sembra ho studiato fotografia, nei vari corsi di preparazione mi hanno insegnato che si deve intendere per PORTFOLIO un complesso coerente di immagini finalizzate a esprimere un’idea centrale. I soggetti delle singole foto (il cosa) e il modo scelto dal fotografo per rappresentarli e ordinare le immagini in sequenza utilizzando il valore espressivo degli accostamenti (il come) devono essere in grado di comunicare con logica e chiarezza l’idea scelta dall’autore e, cioè, il significato del portfolio (il perché). I significati possono spaziare in molte direzioni: documentaristica narrativa, tematica, artistica, creativa, concettuale e altre ancora.

Quello che vado a presentare non è un vero e proprio portfolio in quanto sono una persona disordinata, incostante e assolutamente incoerente, non ho uno “stile” passo dalle reflex digitali alle “analogiche” a 35mm senza farmi troppi problemi, il corpo macchina che uso principalmente è Hasselblad 500 EL, stampando le immagini in camera oscura , odio la categorizzazione che c’è in questo settore, ho sempre la macchina fotografica tra le mani e fotografo ogni persona, oggetto, situazione o semplicemente panorama che attrae la mia attenzione.

Sicuramente sbagliando vado a presentare un “meltimpot” di immagini che rappresentano quasi trent’anni di vita passata con la reflex tra le mani

THE STREET ON THIRD WORLD

G

Nel mondo occidentale, quello che comunemente chiamiamo “il nord sviluppato” perché chiamarlo mondo di merda in cui vivere può infastidire chi nega la realtà, è veramente difficile farsi apprezzare o comunque trovare e fare amicizie, siamo tutti occupati a farci i cazzi nostri, sempre chini su quel maledetto schermo dello smartphon, la maggioranza di persone che trovi per strada hanno tutto e tu non puoi dare nulla, quelli che hanno poco o nulla fingono di avere, i veri poveri nel “nostro mondo” sono invisibili e facciamo di tutto perché rimangano tali, ci siamo ridotti a chiamare amici quello che è un semplice contatto sul social di turno, ci siamo dimenticati di vivere il momento con le persone che ci stanno accanto, creando un nuovo tipo di società in cui non mi riconosco più. Nei miei viaggi in quello che chiamiamo il sud del mondo è tutto diverso non nego che siano posti pericolosi ma qua nel “terzo mondo” basta un sorriso per avere un sorriso………

G

Fotografia e dark cosplay

G

Meltinpot

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...