ASTROFOTOGRAFIA

IO PARTO DA ZERO

Il mio approccio all’astronomia e di conseguenza all’astrofotografia è veramente molto recente, una mattina mi sono imbattuto navigando su un social molto famoso, in un post che parlava della Luna di sangue, viene anche chiamata Luna rossa, mi sono incuriosito in quanto avevo già fotografato una luna tutta rossa senza conoscere cosa stessi osservando.

Eclissi Lunare 21 gennaio 2019

In pratica per semplificare non è altro che una eclissi totale o “quasi” del nostro amato satellite, nel post erano specificati data e ora dell’evento definito come epocale. Non so bene per quale ragione seguendo la lettura del post ho appreso che la Luna si sarebbe trovata in opposizione a Marte. Cosa definisca questo evento come epocale ancora non so ad ogni modo mi sono segnato in agenda la data e il 27 Luglio 2020 mi sono fatto trovare pronto all’appuntamento. Quella notte neanche a farlo apposta non c’è stata nessuna eclissi, niente Luna rosso sangue, di fatto ciò mi ha fatto capire quanto possano essere sbagliate le informazioni che ci piovono addosso così a caso sui vari social.

miglior scatto della serata presentata nell’articolo, Luna del 27 Luglio 2020

Niente eclissi ma la Luna era lì come sempre sembrava fare da cornice ad uno splendido cielo stellato estivo, un po’ come la “prima ballerina” che pur esibendosi tra tante altre danzatrici, primeggia per bellezza e bravura. Oramai ero li solo in mezzo al campo con tutta la mia rudimentale attrezzatura, quindi mi sono piazzato la macchina fotografica sul cavalletto ho montato l’obbiettivo con la maggior lunghezza focale che possiedo (Canon EF 400 mm f/5.6 USM non stabilizzato), ho piazzato anche il piccolo telescopio economico (Celestron Travel Scope 70) e mi sono messo a fare quello che “penso” saper fare meglio: scattare foto. Dopo 20 scatti di prova, mi è stato chiaro che fotografare un astro molto illuminato come la Luna non è poi così semplice o meglio non è semplice far risaltare i vari dettagli, le difficoltà non si riducono solo a far apparire i dettagli della crosta lunare, nello

specifico ci sono diversi fattori ambientali che mi hanno tenuto impegnato una buona mezz’oretta, primo problema l’inquinamento luminoso, secondo il “seeing” scendendo nel tecnicismo questo termine viene impiegato in astronomia per definire i vari fenomeni correlati principalmente all’atmosfera terrestre, parlando invece con terminologia e frasi comprensibili il seeing non è altro che vedere dall’obbiettivo della macchina fotografica o da qualsiasi telescopio come un forte tremolio, a seconda di quanto è accentuato descrive visivamente la perturbazione dell’atmosfera terrestre, terzo problema riscontrato la rotazione terreste, quarto e ultimo problema ma per questo non meno importante mi sono scontrato con una brezza che a tratti diventava vere e proprie folate di vento. Sinceramente non ci avrei creduto se non l’avessi vissuto, pur avendo un cavalletto da studio con testa Manfrotto veramente molto stabile la superficie che esponevo al vento data dal corpo macchina e dall’obbiettivo risentiva di molte vibrazioni dandomi un micro mosso su quasi tutti gli scatti anche se stavo utilizzando uno scatto remoto, non è stato facile ma non mi sono arreso concentrandomi solo sui problemi risolvibili nell’immediato quindi sulla sola stabilità della ripresa fotografica e su come riuscire ad inseguire al meglio possibile la Luna anche perché su seeing e inquinamento luminoso al momento non potevo fare proprio nulla ho rimandato questi due problemi cercando un rimedio in post produzione con l’editazione delle immagini.

Anche con l’inesistente esperienza e la basica attrezzatura fotografica riadattata per astronomia ho comunque realizzato una ventina di buone immagini della Luna in diverse fasi, diciamo che già al decimo scatto mi ero accorto che più di così non potevo fare, si tratta infatti di immagini per lo più ripetitive dove le micro differenze le ho potute osservare solo in post produzione ingrandendo l’immagine all’inverosimile.

Non potendo fare di più ho riposto la macchina fotografica e mi sono messo ad osservare il nostro satellite con il telescopio, di fatto il Travel Scope 70 della Celestron si fregia del titolo immeritato di telescopio, a tutti gli effetti è un piccolo telescopio montato su di un ridicolo cavalletto traballante, datemi retta funziona solo per osservazioni terrestri alla luce del giorno, di fatto la rotazione terrestre è molto veloce in pratica non facevo a tempo ad inquadrare e a mettere a fuoco che la Luna non era più inquadrata anche per colpa della stabilità del cavalletto che continuava a vibrare ad ogni piccola correzione, in pratica sono durato solo dieci minuti perché sentivo lo stress salire al pensiero di aver buttato cento euro in un oggetto praticamente inutile.

Pensavo che quella serata fosse finita mentre riponevo “ordinatamente” il telescopio nella sua valigetta, ho messo tra virgolette ordinatamente in quanto sinceramente volevo solo distruggere quell’inutile aggeggio, comunque ho fatto il bravo messo via tutto e preparato per il trasporto ho dato un’ultima sbirciata al cielo, in pratica sono rimasto altre due ore con il naso all’insù, ipnotizzato da quella moltitudine di puntini luminosi che sembrano accendersi e spegnersi in una danza senza fine, più osservavo più pensavo che doveva esserci di più e che sicuramente potevo realizzare immagini migliori conscio che è davvero difficile e complicato. Come al solito parto da completo autodidatta, con pochissimi mezzi a disposizione cercando di progredire passo passo, è per questo che ho aggiunto questa sezione di astro fotografia al mio sito internet, scrivere e cercare di trasmettere un’esperienza non è un mero esercizio edonistico, che mi leggiate in due come accade ora o mille a me sinceramente importa poco, in rete si trovano milioni di articoli di affermati astrofili o tutorial di ogni tipo che spiegano questa materia nel dettaglio, come chi inizia anch’io ne ho letti di questi articoli e ho visto anche centinaia di tutorial di persone sicuramente competenti, ciò che non ho trovato è una descrizione di come hanno iniziato, quali sono le reali difficoltà e sinceramente nessuno di questi ha saputo trasmettermi la passione per questa disciplina ciò che li motiva a proseguire le osservazioni, è come se gli astrofili fossero come una grande ciambella con un grande buco nel mezzo, buonissima intorno ma impossibile trovare il centro, il punto di partenza se vuoi fare buone osservazioni senza essere un milionario. Quello che mi prefiggo in questa sezione è proprio questo, mostrare il big bang dell’astronomo amatoriale, mostrando passo passo i risultati ma soprattutto dando molto spazio ai problemi affrontati, parto da totale ignorante in materia, sperando di progredire in questa altra faccia della fotografia esercitandomi con le diverse tecniche di ripresa Time Lapse, Star Trail, Astrofotografia- pianeti e nebulose.

NB: gli scatti ripresi si riferiscono a più serate di osservazione