STIAMO PER TORNARE SULLA LUNA?

Ebbene si stiamo per tornare sulla luna

Filmato in alta risoluzione

Ebbene sì stiamo per tornare sul nostro satellite ma questa volta per fortuna o disgrazia ci saremo anche noi italiani, e non sarà un viaggio di andata e ritorno in tempi brevi ma atterreremo sulla luna con l’intento di rimanerci, infatti questa  visione a lungo termine viene dal fatto che serve una base per portare l’uomo ancora più lontano e cioè arrivare su Marte. Dopo una ricerca tra le dichiarazioni ufficiali sembra che non questo progetto non sia solo sulla carta ma si tratta di un vero e proprio progetto già iniziato (googlate programma ARTEMIS).

Programma Artemis Luna/Marte

Questo programma mira a costruire una base permanente sul suolo lunare entro il prossimo ventennio, gode di un’ampia cooperazione internazionale logicamente a trazione principale USA che con il suo ente spaziale NASA guiderà il programma in collaborazione con le agenzie spaziali di Canada, Giappone e l’Europea ESA (European Space Agency) nello specifico all’interno della composizione dell’agenzia ESA l’Italia avrà un ruolo di primo piano che andrà al di fuori della semplice e già esistente filiera dello spazio. L’Agenzia Spaziale Italiana infatti sta già collaborando con molte industrie Italiane che hanno il compito di realizzare molteplici componenti non che i veri e propri moduli abitativi. Il primo punto del programma è costruire una stazione orbitale che orbiti attorno al nostro satellite e utilizzare la stessa come base d’appoggio, una sorta di magazzino spaziale per poi in un secondo momento costruire veri e propri moduli abitativi autosufficienti sul suolo lunare.

Il “lunar gateway”, così sarà chiamato la copia in formato ridotto della attuale stazione spaziale orbitale (ISS), avrà il compito di ospitare gli astronauti prima della discesa sulla luna, i primi lanci per la costruzione di questa stazione orbitale lunare sono in programma per il 2024. Si tratta di una sfida epocale e per l’Italia non sarà sicuramente un compito facile, d’altronde tutto questo programma impone uno sforzo ingegneristico fuori dal comune, percorrere i 400.000 chilometri che ci separano dal nostro satellite garantendo la sicurezza dell’equipaggio non solo nella traversata ma anche nella permanenza orbitale all’interno di una capsula sicuramente non sarà cosa da poco ancora oggi visto le difficoltà riscontrate, molti si chiedono se sia vera la storia che l’uomo abbia già calpestato il suolo lunare, il seme di questo avveniristico programma è stato piantato ora dovremo solo aspettare per vedere i risultati che arriveranno nei prossimi anni.

L’incongruenza dell’ovvio

Un paese in cui riaprono le discoteche ma in cui restano chiuse le scuole e le università a mio modesto avviso, non è un paese normale.

l’incongruenza dell’ovvio

Un paese in cui riaprono le discoteche ma in cui restano chiuse le scuole e le università a mio modesto avviso, non è un paese normale. Anche il campionato riparte, ovvero tutti i mezzi di svago e divertimento che servono a distrarre e a non far pensare troppo l’opinione pubblica.
Poi penso: Strano che i sinistrati pseudo intellettuali della cultura che vantano “sprezzanti” il sostegno a questo governo non si ribellino a decisioni politicamente incomprensibili.

Un po’ in ritardo, amareggiato, capisco e di fatto colgo l’incongruenza dell’ovvio.

Un po’ in ritardo, amareggiato, capisco e di fatto colgo l’incongruenza dell’ovvio.
“Quando il male è irreversibile, si aspetta la solo la morte!”

Il cinque percento delle persone pensa; il dieci per cento delle persone crede di pensare; e l’altro ottantacinque percento preferirebbe morire piuttosto che pensare.

Il cinque percento delle persone pensa; il dieci per cento delle persone crede di pensare; e l’altro ottantacinque percento preferirebbe morire piuttosto che pensare.

NEGRAMARO – Senza fiato – feat. Dolores O’Riordan (video ufficiale)
“Ti ho vissuta sempre come un sogno. Lo sapevo che non avrei dovuto farlo”

Come da Italiano ho vissuto la quarantena da coronavirus, aspettando un rientro alla normalità

Questa brutta avventura chiamata QUARANTENA è stato un cambiamento epocale di tutto il genere umano o solo una gigante follia collettiva?

Il coronavirus, volente o nolente, ci ha costretto ad una lunga pausa, sarebbe meglio dire che l’attuale governo “Conte” ha sospeso temporaneamente la democrazia costringendoci ad una lunga attesa chiusi nelle nostre abitazioni.

covid-Sarcop19

Ci siamo ritrovati di fronte ad un governo impreparato e a tratti incompetente che ha fatto il possibile per non perdere soprattutto il consenso popolare, l’unica cosa certa era la diretta Facebook serale, in pratica un’intera ora o più spesa in parole prive di un qualunque contenuto, nessuna spiegazione, DPCM scritti in modo incomprensibile, dove noi poveri cittadini comuni ci siamo trovati di fronte al nulla più assoluto, l’unica cosa certa è che si doveva stare in casa, e che erano vietati tutti gli spostamenti se non per stretta necessità (su un DPCM compariva anche la dicitura, che erano vietate le grigliate in giardino)

Ciò a cui ho assistito in questi mesi di pausa forzata dove gli unici riferimenti erano solo Internet con la sua rete e una televisione priva di contenuti è stata la costante, se non unica informazione sugli sviluppi della pandemia;  troppo spesso questa informazione h24 si è tramutata in totale disinformazione di massa che per l’appunto subito dopo veniva riversata, anzi vomitata sui vari social più di tendenza, dove una sola era la parola d’ordine “io resto a casa” seguita subito dalla frase “andrà tutto bene” tutto questo è sì molto bello, però ha messo in luce il vero volto di quella Italia privilegiata purtroppo scollegata dalla realtà di chi cerca di sopravvivere giorno per giorno senza perdere il sorriso, sperando in un futuro migliore pur sapendo che le speranze dietro quel pensiero utopico giorno dopo giorno andavano via via dissolvendosi come la nebbia del mattino. Io personalmente sono arrivato al punto di cambiare canale o addirittura spegnere il televisore appena comparivano i messaggi “incoraggianti” di certi personaggi pubblici, quel “io resto a casa”, “andrà tutto bene”, detto da un volto noto che si filma nella sua lussuosa casa di 300 metri quadri talvolta condito da un “ma non restate fermi” fate come me io al mattino mi alzo e mi alleno nella mia palestra nel piano interrato, sinceramente potevano quantomeno risparmiarcelo. A noi cittadini comuni, talvolta in quattro o cinque persone in 50 metri quadri, quel “io resto a casa, andrà tutto bene, ma non restate fermi” ha suonato solo come promemoria alla nostra infame sorte qual ora ci fossimo ammalati, cioè noi cittadini comuni siamo e saremo sempre di serie B anche durante una pandemia che dovrebbe vedere quanto meno livellata e garantita la salute di ogni cittadino, invece no, tamponi con corsie preferenziali per personaggi noti, calciatori e relative mogli, e dall’altro canto cure effettuate in modalità triage, questo perché negli ultimi vent’anni il continuo taglio alla sanità con relativa corruzione ha indebolito il nostro sistema sanitario con il beneplacito di tutti i  politici che si sono susseguiti nel corso del tempo.

La paura ci ha spinti ad adottare scrupolosamente ogni regola preventiva, cosa per altro che evidentemente chi ci governa considerava molto difficile da far capire al popolo, visto il tono paternalistico utilizzato ogni giorno in quelle dirette interminabili vuote di contenuti, vuote di indicazioni chiare e univoche, mascherina si, mascherina no, la lista sarebbe troppo lunga per elencare tutte le parole contenenti indicazioni inutili, dette talvolta frettolosamente, rimangiate o smentite il giorno seguente. Posso testimoniare di aver assistito a circa quaranta minuti di soli ringraziamenti, in pratica i membri del governo si ringraziavano a vicenda ringraziando a loro volta i vari tecnici che a loro volta rigiravano i ringraziamenti, sono stati momenti folli che sicuramente come molte altre storie andranno rapidamente nel dimenticatoio. La frustrazione e anche l’invidia hanno preso piede giorno dopo giorno facendomi pensare che il mondo digitale o televisivo non facessero più per me, se mai mi sono sentito parte di questo finto mondo, quello a cui ero sottoposto giornalmente non ha fatto che acuire la frustrazione causata dall’assistere a scontri tra fazioni politiche, quando invece sarebbe servita unità tra le forze in campo, il tutto riproposto con toni da manicomio sui social, perché il virus si è combattuto anche lì. Se non hai nulla da fare e sei pro governo o pro opposizione, perché non passare la giornata ad insultare chi non la pensa come te, non che questo prima non succedesse ma sicuramente la clausura forzata ha dato una buona mano a milioni di decelerati pronti ad esprimere opinioni non richieste, facendo vacillare quel poco di senso democratico ancora presente in me. Non nego l’invidia per quelli che potevano permettersi una migliore “prigionia” tanto ostentata nei loro video messaggi, sono arrivato anche ad invidiare quei pochi “runner” che venivano rincorsi da elicotteri e droni come in un film d’azione, avrei voluto avere il coraggio di correre “da solo” sulla spiaggia contro tutto e tutti gridando, fanculo non mi prenderete mai, ma me ne sono stato bravo bravo chiuso tra le mie quattro mura.

Lo spettacolo a cui ho assistito è vergognoso, multe per assembramenti che assembramenti non erano, palesi errori di comunicazione governativa (per la prossima pandemia spero che ci siano politici in grado di scrivere regole e leggi comprensibili e non interpretabili ma questa è sicuramente una speranza vana). L’Europa come è stata fondata e come ha dimostrato di essere è totalmente inutile, a mio avviso proprio come il governo italiano ha perso una ottima occasione per sburocratizzare il sistema oramai in metastasi anche l’unione Europea ha perso l’occasione di rinnovarsi e unificarsi veramente fondando gli Stati Uniti d’Europa, così veramente non serve a nulla, troppi gli interessi Tedeschi in gioco, anche se oramai è chiaro che quello che la Germania non è riuscita ad ottenere  con due guerre l’ha ottenuto con la potenza economica che “involontariamente” gli stati fondatori dell’unione gli hanno affidato.

Ora finalmente  proverò a tornare ad una parvenza di normalità questa pandemia da corona virus sicuramente mi lascia con un sacco di perplessità e domande che non hanno risposta, mi lascia amareggiato per quanto ho vissuto sui maggiori social, ma sicuramente mi lascia anche un sentimento di profonda armonia, mai come ora mi sento legato a mia moglie, questa coabitazione forzata 24 ore al giorno, specifico “solo dal mio punto di vista non quello di lei” mi ha fatto sentire bene, i primi giorni sono stati comunque difficili, ma trascorsi quelli i mesi sono passati quasi senza che me ne accorgessi, anche perché molto tempo l’ho passato a scrivere smettendo di seguire post o trasmissioni varie. Osservarla mentre lavorava, cercando di entrare in quella nuova modalità chiamata “smart working” è stato istruttivo soprattutto perché non sapevo che facesse tutto quel lavoro anche normalmente, ora reso più difficile e complicato da una tecnologia a cui noi italiani non siamo abituati, era sempre indaffarata a cercare di svolgere un lavoro già di per se complesso reso ancor più difficile dalla mancanza di relazione personale, dall’analfabetismo informatico e difficoltà tecnologiche delle persone, e dai limiti di una rete sovraccarica; infatti un’altra cosa che il coronavirus ha messo in luce sono tutti i limiti delle infrastrutture tecnologiche italiane. Scostandomi dai soliti social dove impazzavano legioni di mono neuroni come non ci fosse un domani ho potuto assistere anche a quella che spero sia una inversione di tendenza non dico che sia stata cancellata quella che i filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici hanno definito ”Società della performance”, mi spiego meglio ho potuto costatare che molti si sono distaccati dalle piattaforme sociali o quanto meno hanno iniziato ad utilizzare altri servizi che prima giacevano inutilizzati, parlo della videochiamata anche delle chiamate di gruppo.

E’ stato bello vedersi in video chiamata la mattina con gli amici per il buon giorno o per qualsiasi altra cosa, questa pandemia spero abbia dato un forte rilancio alla socialità che ci siamo persi per strada negli ultimi anni pregni del sistema imposto dai vari social basato sulla sola espressione ed esibizione del sé in una società costantemente alla ricerca di opinioni, condivisioni ed esibizioni talvolta estreme per il solo scopo di addomesticare la paura di non sentirsi parte di questo grandissimo inganno sociale che non fa altro che generare nella nostra mente la paura del silenzio digitale. Fondamentale  capire che l’amicizia non è il “segui” su Instagram il contatto di Facebook, spero che questa pandemia soprattutto ci abbia insegnato che i social vanno utilizzati con intelligenza e che una foto con una tazza di caffè con scritto buongiorno non vale quanto trovarsi per fare colazione insieme al bar oppure  perché no conoscendo i tuoi orari ti faccio una video chiamata e ci prendiamo il caffè comunque assieme, il pollicione in su sotto un post non sarà mai come un abbraccio nella vita reale. Speriamo che questo virus abbia fatto capire queste semplici cose che erano all’ordine del giorno venti anni fa, ora abbiamo una marcia in più usiamola bene!

Questa brutta avventura chiamata QUARANTENA è stata un cambiamento epocale di tutto il genere umano o solo una gigante follia collettiva?

Purtroppo come dimostrano alcune foto, molte pessime abitudini non sono cambiate, siamo forse destinati all’estinzione?????

Più che in ogni altra epoca storica, l’umanità si trova a un bivio. Una strada porta alla disperazione e allo sconforto più assoluto. L’altra alla totale estinzione. Preghiamo il cielo che ci dia la saggezza di fare la scelta esatta.
(Woody Allen)

Sta arrivando una grande depressione economica?

Una nuova grande depressione economica è in arrivo, i primi sintomi ci sono tutti, siamo ancora in tempo per fermarla? Tutti gli economisti e i ministri delle finanze dicono di stare tranquilli.

29 OTTOBRE 1929 LA GRANDE DEPRESSIONE

A mio modesto avviso una nuova grande depressione potrebbe presto coinvolgere l’intera economia mondiale. Non mi sento però di escludere la possibilità di una inversione di tendenza per il prossimo semestre 2020, ciò non toglie che il momento storico che stiamo vivendo è a dir poco drammatico, visto come si stanno muovendo tutti gli stati europei e non solo, verso la fine del decennio ci sarà una nuova grande depressione con forma a L questa particolare dicitura tecnica si riferisce ad un crollo senza rimbalzo (crollo dei mercati e di tutte le economie senza una vicina ripresa) capisco che questi termini possono essere ostici per chi è digiuno di economia.

PRECISAZIONE

“Non voglio affrontare l’argomento prendendo come esempio attuale l’andamento economico Italiano in quanto ritengo l’attuale governo essere composto da persone poco preparate in materia economica e politica (in verità sono trent’anni che non ci sono figure preparate in materia al governo), avendo dimostrato con le ultime dispute con l’unione Europa una scarsa se non inesistente coscienza economica, ma soprattutto i dati di economia pubblica italiana dopo due mesi di lock down sono già da crollo senza rimbalzo e questo prima di aprire nuove linee di debito nazionale, come gli attuali governanti si apprestano a fare.

Penso che questa perla rimarrà tatuata a fuoco sulla fronte della cancelliera Merkel
Conte parla di sé in terza persona, io diffido sempre di chi parla di se in terza persona!!
Conte è un uomo che ha una certa etàesperienza e competenza professionale. È difficile anche solo pensare che possa essere un ‘uomo di qualcuno’.”
Cit,GIUSEPPE CONTE

Prendiamo come esempio attuale il Regno Unito che non ha l’Euro come valuta

Cito le recenti stime pubblicate dalla Bank of England, “il PIL inglese subirà una profonda contrazione nel 2020, pari al -14%.” A pesare sull’anno sarà in particolar modo il secondo trimestre, dove le stime vedono una flessione del dato pari a -29%. Il Prodotto Interno Lordo UK dovrebbe poi rimbalzare nella seconda metà del 2020, ma anche a dispetto di ciò la previsione sul dato finale resta allarmante. Per quanto riguarda la disoccupazione, quest’anno nel Regno Unito potrebbe raggiungere il 9%.

Citando le previsioni rilasciate da Statista, “secondo trimestre 2020 vede un crollo del PIL inglese del 35,1% seguita da un rimbalzo del 27% nel 3° trimestre e del 21,3% nel 4°. PIL UK: previsto il peggior crollo da oltre 300 anni”. Di questi esempi ne posso fare a centinaia spulciando i dati economici degli stati maggiormente colpiti dalla pandemia, ciò comporterà una contrazione effettiva sui bilanci statali e per cui una difficile tenuta nel breve termine dello stato sociale, serve subito liquidità immessa nel mercato reale non nei mercati finanziari per scongiurare rivolte e tracollo economico, lasciatemi togliere un piccolo sassolino dalla scarpa, quando tutti i paesi europei aiutano la finanze reali delle persone in difficoltà (aziende,negozi,imprese, famiglie in difficoltà ecc ecc) con fondi stanziati in subito dopo la richiesta, in italia pensano di risolvere con bonus a pioggia vedi bonus monopattino, bonus vacanze che saranno le strutture ricettive già martoriate a dover anticipare, con questi personaggi al governo non si va da nessuna parte!

Quali sono i rischi da non sottovalutare?

Debito crescente:

A causa della pandemia da corona virus sia le famiglie che le imprese ridurranno sempre più le spese e tenderanno a risparmiare, cosa che porterà al tracollo del mercato reale, aumenteranno gli investimenti di capitale del risparmio generale delle famiglie in obbligazioni pubbliche a fronte di un debito statale in continuo aumento. Ricordiamoci che gli stati generano utili da spendere nella gestione generale per il 80% dalle entrate derivanti dalla produzione effettiva quindi PIL. Temo che ci siano dei grandi trend mortali per l’economia reale, che ci condurranno a una letale recessione. Non penso sia questione del solo porci il problema se arriverà, ma di quando arriverà. A causa del COVID-19 gli stati maggiormente colpiti sono stati costretti a introdurre imponenti programmi di sostegno economico che hanno inevitabilmente ingigantito i debiti nazionali. il debito Italiano per citarne uno attualmente sfiora il 150% del PIL, questo senza avere speso o attinto a nuovi debiti europei (questo è anche il risultato di un ventennio di sprechi e corruzione politica, di fatto chi ha concordato l’ingresso del nostro paese nell’unione europea tale ROMANO PRODI ma non è l’unico responsabile, l’ho ha fatto a scapito del benessere pubblico del suo paese)

Sviluppo demografico

Altro fattore di rischio e mia personale preoccupazione è lo sviluppo demografico. Il COVID-19 ha fatto emergere la necessità per ogni stato “con politici senzienti al comando” che è di fatto necessario spendere di più per il settore sanitario, anche il fattore dell’allungamento dell’età media è fattore di maggiori spese statali, per cui maggiori investimenti in tal senso contribuiranno a far salire il debito.

Deflazione / Devalutazione

Anche il rischio del crollo dei prezzi, e la conseguente deflazione, potrebbero risultare particolarmente gravosi per l’economia mondiale. Nel nostro presente stiamo assistendo alla svalutazione mondiale del prezzo del petrolio che ha toccato i dieci dollari al barile alcuni analisti del settore prevedono un prezzo addirittura in negativo, cosa che mi sento di escludere, ritengo questo evento sul petrolio, che ho portato alla vostra attenzione solo mera speculazione, attacco mirato a scopo speculativo, di fatto i mercati economici globali da questa pandemia escono gonfi di nuovi quattrini guadagnati sulla pelle dei morti da coronavirus. Ritengo probabile anche una devalutazione delle valute nonostante l’intervento delle grandi banche centrali, il deprezzamento valutario è sempre una spada di Damocle che incombe sulle nostre teste.

Globalizzazione e Frammentazione

Grazie al COVID-19 il mondo intero si è reso conto dei rischi derivanti da economie fortemente interconnesse tra stati. Questo non è un rischio a tutti gli effetti, sempre che i vari governi nell’intento di spingere più sulle forniture domestiche non traducano questo con una crescente pressione a ribasso sui salari. L’emergenza da COVID-19 accelererà la tendenza alla frammentazione del mondo già esistente (pensiamo soltanto alle relazioni USA-CINA l’escalation della tensione fra gli Stati Uniti e la Cina continuerà a pesare su un contesto globale già complicato,le tensioni politiche potrebbero portare a una nuova guerra fredda tra USA e i suoi “nemici” (Cina, Russia, Iran e Corea del Nord). Molti governi potrebbero iniziare ad introdurre misure protezionistiche per proteggere le proprie aziende di fatto rendendo nulla la giusta concorrenza.

Cambiamento climatico

Anche il clima purtroppo giocherà un ruolo di rilievo nel prossimo futuro. Problemi come le epidemie cresceranno e si intensificheranno, se non si metterà un freno all’inquinamento dei paesi così detti “emergenti”, prevedo però che non si farà nulla in quanto di fatto noi in quanto paesi “sviluppati” siamo legati a doppio filo con l’inquinamento che producono i paesi così detti emergenti, in quanto molta della nostra spazzatura la inviamo proprio presso queste nazioni perché i costi di smaltimento sono di gran lunga inferiori, ignorando il fatto che si limitano a bruciarli a cielo aperto o peggio riversarli come gli sono arrivati direttamente in mare solo il 10% dei rifiuti che gli vengono inviati sono correttamente smaltiti. I cambiamenti derivanti dal clima e dalla salute pubblica, inevitabilmente accresceranno i costi e impatteranno su tutte le economie.

Ci sono essere soluzioni per combattere questo drammatico futuro?

Si, anche se siamo in drammatico ritardo sui tempi, possiamo comunque intervenire sia sul breve termine che sul lungo termine, basta usare la nostra intelligenza e magari chiedere aiuto alle menti più brillanti di questo secolo per reinventare un’intera economia che non sia più basata su debiti contratti con non ben specificate banche d’affari o fondi d’investimento che con il loro strapotere economico riescono ad indurre crisi finanziarie globali solo spingendo un tasto sul loro computer, scritto così sembra semplice, basta eliminare questo sistema e il gioco è fatto, in verità non è così semplice, la mente malata di questa umanità è riuscita a creare la più potente arma di distruzione di massa, non parlo certo della bomba atomica che di fatto è sicuramente più clemente, parlo di questo mostro che noi esseri qualunque chiamiamo mercato economico, provate a fare mente locale, sforzando la memoria sicuramente avrete sentito dire più volte da qualsiasi componente governativo che si appresta a varare una nuova misura economica “siamo certi che i mercati economici reagiranno bene a quanto faremo” oppure subito dopo aver intrapreso un determinato provvedimento ” i mercati economici hanno reagito bene alla manovra finanziaria, questo indica che la nostra misura cautelativa intrapresa è corretta”. Vi siete mai chiesti il perché ma soprattutto casa significano davvero queste affermazioni che purtroppo sono all’ordine del giorno da vent’anni a questa parte?. La risposta più banale, semplificando in modo estremo la risposta è che le nazioni più indebitate devono forzatamente compiacere chi ha prestato loro i danari perché in un modo o in un altro si farà ciò che il mercato vuole, vedete nelle mani di queste società creditizie è stata data la più temibile delle armi “lo SPRED” questo indicatore, tecnicamente chiamato differenziale di rendimento viene alzato e abbassato a piacimento da questi signori per mettere sotto pressione il paese che non si sta attenendo alle direttive dei mercati in concreto sono loro il vero governo del mondo intero, ad eccezione di sole tre nazioni USA, RUSSIA, CINA. La domanda che sorge spontanea quindi è la seguente: ma se i governi a parte quelli elencati devono compiacere e sottostare ai mercati parlando da cittadini Italiani abbiamo veramente bisogno dei politici al governo? Finché ci sarà questo sistema lo dico a voce bassa e fate rimanere questa informazione tra di noi, potremmo anche evitarci di mantenere costose marionette, basterebbe un governatore che mantenga l’ordine pubblico, hopss… mi dispiace, forse vi ho spoilerato troppo in fretta che questa in cui viviamo non è altro che una finzione modello Matrix dove la democrazia in realtà non esiste, prendetene atto e cercate di andare avanti.

Parlando da semplice cittadino Italiano, ho costatato che affrontare un problema globale ora è quantomeno impensabile quindi andrò a limitare la visione di una soluzione per fronteggiare la crisi economica nel solo territorio EURO, sono solo due le strade che ci rimangono da percorrere come paese italia, la prima è cercare di imporre all’unione Europea una completa ristrutturazione che deve necessariamente partire dalle fondamenta, smantellare tutto significa rifondare l’Europa creando gli Stati Uniti d’Europa, prendendo gli USA come modello sul quale fondare uno stato realmente unito e solidale (possibilmente evitando le storture esistenti nel modello USA) ciò permetterebbe di azzerare una quantità infinita di debiti che ora sono in pancia agli stati membri dell’unione, come del resto è stato accordato alla Germania al momento dell’ammissione in zona Euro. Permetterebbe alla nostra attuale valuta di diventare realmente una moneta riconosciuta e non solo un mero patto tra privati, perché è questa la realtà della valuta che gergalmente chiamiamo Euro. Questo ci metterebbe al riparo da forti speculazioni del mercato economico regolarizzando la BCE a banca centrale di stato.

Pensiero fortemente utopico, unica è la nazione, uniche sono le leggi, uniche sono le tasse, unico è il mercato del lavoro e cosi via…., per affrontare questo serve una buona dose di coraggio mettendo da parte tutti i sentimenti nazionalisti più profondi e radicati. Ritengo che non sia mera utopia dopo il coronavirus pensare agli Stati Uniti d’Europa, di certo però servirebbero le grandi menti pensanti oramai perse, mi riferisco a Hegel e Kant, senza trascurare di citare gli italiani Rosmini e Gioberti, ora purtroppo menti simili in Europa non c’è nemmeno l’ombra.

La seconda via è anch’essa complicata e non senza rischio, propongo di uscire da questa unione che ha dimostrato di non poter esistere così come è stata concepita, forse in pochi si saranno accorti che la Germania dove non è riuscita con ben due guerre, che nei libri di storia definiamo come “mondiali” è infine riuscita a prendere il l’intero potere sull’euro zona e qua dobbiamo ringraziare i padri fondatori di questa Europa che forse “ingenuamente” o dietro compenso (vedesi i castelli acquistati da Romano Prodi) hanno fatto si che l’EURO (la nostra moneta corrente) significa in tutto e per tutto Germania. Vogliamo fare la fine della Grecia??? svenduta pezzo dopo pezzo alla Germania??? Sicuramente uscire comporta rischi, ma non è poi del tutto un salto nel buio, riacquisteremmo la sovranità monetaria e con essa la nostra identità sui mercati internazionali, ricordo a tutti i lettori che prima di entrare a far parte dell’euro, pensionando definitivamente la lira, l’italia era una vera e propria potenza economica di gran lunga superiore alla Germania, questa affermazione è inconfutabile e storicamente corretta, ci vorrà tempo ma sicuramente è meglio uscire che rimanere ingabbiati in questa unione fallimentare di stati, nemmeno in grado di decidere misure univoche di salute pubblica!! Primo passo andare ad elezioni, archiviando questo governo di incapaci, ricercando politici seri che abbiano come primo punto sull’agenda il benessere dei propri cittadini non dei loro portafogli, abbiamo provato anche gli improvvisati politici dei cinque stelle, è andata male facciamocene una ragione e ricominciamo da zero, archiviare significa che questi signori devono necessariamente sparire dalla vita politica di questo paese assieme ai Renzi,Conte, Zingaretti e compagnia cantante. Li ricorderemo sui libri di storia come i giullari nel periodo più buio dell’italia.

Capisco che attualmente queste soluzioni sopra elencate possano risultare inattuabili ma rimanere immobili come sta facendo l’unione Europea porterà sicuramente a subire gli effetti catastrofici di una grande depressione economica mondiale entro fine millennio senza avere nessuna contromisura efficace da limitare il danno agli stati membri di questa fallimentare unione Europea, serve una visione di lungo periodo per preservare il mondo come ora lo conosciamo.

Giornata mondiale delle Api

L’uomo non è destinato a far parte di un gregge come un animale domestico, ma di un alveare come le api.
(Emmanuel Kant)

Mercoledi 20 maggio 2020

Mercoledì 20 maggio 2020 si celebra in tutto il pianeta la giornata mondiale delle api, questa iniziativa è stata indetta dall’ONU per sottolineare l’importanza di questi insetti per il mantenimento della biodiversità sul nostro pianeta. Le api sono purtroppo fortemente a rischio per via dei cambiamenti climatici e per l’enorme impatto che l’uomo ha sull’ambiente, l’utilizzo di pesticidi in agricoltura e l’aumento dell’inquinamento dato dal continuo sviluppo industriale dei dei paesi emergenti, hanno causato una sostanziale riduzione nel numero di questi insetti nel mondo. L’allarme è elevatissimo, finalmente anche l’ONU si è accorto quanto il nostro pianeta ha bisogno di questi piccoli insetti. Sicuramente in ritardo sui tempi ha creato una giornata apposita da dedicare alla salvaguardia di questi insetti, sperando che l’iniziativa non si fermi alla sola giornata (cosa che spesso accade). Il segnale è stato forte la preoccupazione di fatto è elevata e c’è bisogno di sforzi comunitari le dichiarazioni di intenti non sono sufficienti se non seguite da fatti concreti.

Perché le api sono così importanti?

L’importanza delle api
Sono insetti impollinatori, cioè permettono l’impollinazione e di conseguenza la formazione dei frutti, trasportando il polline da un fiore all’altro. Attraverso questa attività garantiscono la presenza di specie vegetali diverse fra loro, un elemento importantissimo per la salute della natura. Le api di fatto sono tra gli animali invertebrati più importanti dell’intero ecosistema.

Perché le api rinunciano al sonno, alle delizie del miele, all’amore, ai godimenti adorabili che conosce, per esempio, la lor sorella alata, la farfalla? Non potrebbero viver com’essa? Non è la fame che le preme: due o tre fiori bastano a nutrirle, ed esse ne visitano due o trecento ogni ora per accumulare un tesoro di cui non gusteranno la dolcezza. A che scopo affaticarsi tanto? Donde deriva tanto ardore?
(Maurice Maeterlink)

È grazie alle api se disponiamo di una buona parte della frutta e verdura che mangiamo.
Non bisogna focalizzare il giudizio solo sulla produzione del miele, questo non è il solo motivo per cui è importante salvaguardarle: è in gioco qualcosa di molto grande, non voglio essere catastrofico ma le api sono parte integrante della nostra presenza su questo pianeta, infatti le api permettono all’uomo di respirare, poiché grazie all’impollinazione delle piante, di fatto è da loro che deriva la crescita delle piante e la stessa fotosintesi clorofilliana da cui viene prodotto l’ossigeno che ci permette di respirare, facciamo due conti e tiriamo le somme.

In molti non sanno o comunque non vedono il nesso causale sulla produzione di farmaci e le api, ma esiste.
Un esempio concreto è quello riguardante l’aspirina, la cui composizione contiene anche la corteccia del salice, l’esistenza di questa pianta è strettamente legata alla vita delle api. Di questi esempi nella farmacologia moderna ne troviamo a migliaia.

Le api, stanno anche cercando di farci capire che non è solo la loro esistenza a rischio, questi insetti rilevano la presenza di gas inquinanti, smog, sostanze tossiche e rifiuti nell’ambiente e muoiono se vengono in contatto con esse, quindi, vivono solo se si è in presenza di aria pulita che, ovviamente, fa bene anche all’uomo.

Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape.
(Marco Aurelio)

Sul pianeta terra (l’unico pianeta di cui al momento disponiamo) esistono due grandi tipologie di api, quelle selvatiche e quelle domestiche, cioè allevate dagli apicoltori. Entrambe le specie sono in grado di poter impollinare i fiori, pertanto, grazie ad una stima generale si può affermare che al mondo esistono circa 20.000 specie di api selvatiche e ancora un numero non specificato di api domestiche che possono impollinare fino al 99% delle piante e dei fiori presenti in natura.

Le api sono “insieme” e non individui. Fuori dalla comunità non possono vivere.
(Mario Rigoni Stern)

Salviamo le api per salvare l’umanità intera!!!!!!!!!!!!!!

Qual è la foto più vista del mondo?

Sicuramente non è una domanda in grado di competere con “Chi siamo?”, “Da dove veniamo?”, “Come cambierà la vita dopo il corona virus?”, ”Sopravvivrò al covid-19?”  “Se si come farò ad arrivare alla fine del mese?”.

Da fotografo è uno di quegli interrogativi che ogni tanto mi vengono in testa, curiosità che un po’ tutti in questo settore sia da professionisti che da semplici amatori vorremo soddisfare e che poi, un po’ per pigrizia o comunque distratti da questioni ben più importanti, velocemente mettiamo nel dimenticatoio.

La risposta alla domanda “Qual è la foto più vista del mondo” potrebbe in effetti non esserci: insomma, dopotutto chi non ricorda gli occhioni della ragazza afgana, foto di copertina del volume 167 del National Geographic nel Giugno del 1985

La risposta alla domanda “Qual è la foto più vista del mondo” potrebbe in effetti non esserci: insomma, dopotutto chi non ricorda gli occhioni della ragazza afgana, foto di copertina del volume 167 del National Geographic nel Giugno del 1985



Giusto per dovere di cronaca Il suo nome è Sharbat Gula e il suo sguardo è probabilmente uno dei più famosi del mondo, la fotografia è stata scattata in Pakistan, in un campo profughi di Peshawar, durante un viaggio del fotoreporter Steve McCurry.

La fotografia è spesso come andare alla ricerca di funghi devi sapere dove cercare ma anche avere molta fortuna, è indubbio che lui ne ebbe molta, ma fu anche molto bravo a saper cogliere l’anima di quella giovane donna, la leggenda narra che fu proprio in uno di quegli accampamenti che s’imbatte in Sharbat Gula, che era in una classe di giovani allieve e restò colpito da una ragazzina molto timida.

Dunque, parlo di “leggenda” perché gli accampamenti erano diverse centinaia e affollati da migliaia di persone, quindi piuttosto improbabile un incontro casuale così fortunato.

Steve McCurry
„Ragazza afgana è diventata una fotografia talmente iconica che mi segue ovunque vada, e […] giuro che non passa giorno senza che io riceva una richiesta di utilizzo, una richiesta di informazioni o qualunque altra cosa che abbia a che fare con quella fotografia, ogni singolo giorno della mia vita. (Steve McCurry)“

Chi non ha mai visto almeno una volta nella vita una foto del classico paesaggio vacanziero con tanto di palme, spiagge e acqua cristallina, magari non sarà stato lo stesso scatto ma sicuramente un po’ tutti si assomigliano soprattutto quando si entra nel campo pubblicitario

Nota divertente: una volta gironzolando per agenzie viaggi mi sono accorto che un’agenzia di cui non farò il nome pubblicizzava una vacanza per praticanti del kitesurfing con una foto che indicava come luogo di destinazione la Grecia nello specifico Keros Beach peccato che la foto fosse stata scattata a Rosignano Marittimo Toscana, di questi esempi potrei farne decine infatti, non è insolito vedere foto che pubblicizzano viaggi ai caraibi con immagini che ritraggono il litorale della Sardegna, Toscano o Pugliese

Rosignano Marittimo Toscana

Ora davvero cerco di tornare in carreggiata dopo queste divagazioni dovute al fatto che in effetti la foto più vista al mondo potrebbe essere davvero difficile da scovare.

Alcuni osservatori nel corso del tempo si sono domandati quale fosse la foto più vista, intendiamo questo: la foto visualizzata il maggior numero di volte dal maggior numero di persone,  nella storia.

Ebbene in molti sono arrivati alla conclusione che non si tratterebbe, come sarebbe lecito pensare in prima battuta, di uno tra i tanti scatti-icona di qualche grande maestro della storia della fotografia come il bacio del marinaio di Alfred Eisenstaedt

Foto di Alfred Eisenstaedt

Neppure quella della ragazza afgana di McCurry come ho scritto sopra e tantomeno il ritratto di Che Guevara uno scatto famosissimo di Alberto Korda

Foto di Alberto Korda

La foto più vista al mondo molto probabilmente è uno scatto di Chuck O’Rear intitolato “Bliss”.

Non posso vederlo ma immagino un certo stupore nei vostri volti pensierosi, vi starete chiedendo ma chi è O’Rear e poi lo scatto intitolato “Bliss”(forse non ne avete mai sentito parlare) soprattutto ma di cosa sta parlando questo personaggio che nel mondo della fotografia ci sta tanto come la neve ad agosto.

Vi capisco, anche a me quel nome e quel titolo suona nuovo ma provate a far mente locale perché dopo tutto è ancora sotto i vostri occhi quasi tutti i giorni o almeno di tutti quelli che utilizzano ancora Windows XP, il sistema operativo rilasciato nel 2001 (chi non lo ha usato almeno una volta nella vita?).

Chuck O’Rear

Ebbene ora vi spiegherò perché questo scatto è il più visto al mondo e la storia della sua nascita e diffusione.

 “Chuck O’Rear” è un fotoreporter che anche se poco conosciuto in Europa vanta delle collaborazioni con alcune tra le più prestigiose riviste del mondo (anche pensate un po’, ben due copertine National Geographic), il suo nome tuttavia dice poco o nulla ai più malgrado probabilmente sia entrato, in maniera inusuale, nella storia della fotografia con uno scatto “Bliss” che volenti o nolenti quasi tutto il mondo ha potuto vedere.

In quel periodo O’Rear e la sua compagna Daphne Irwin stavano scrivendo un libro sui vini della California ed avevano bisogno di alcune immagini da inserire nel loro lavoro editoriale. Come lo stesso O’Rear  raccontata scattò la foto nel 1996: era in viaggio per rientrare a casa dopo essere stato presso l’abitazione della sua compagna ora attuale moglie, tornando verso la sua casa situata a St. Helena, California, si accorse del paesaggio che aveva di fianco, accostò e immortalò la scena con la sua attempata Mamiya RZ67 che aveva con sé.

Visto che la fotografia non era pertinente con il libro che la coppia stava scrivendo, O’Rear decise di renderla disponibile come fotografia stock attraverso la società statunitense Corbis, sperando in una futura vendita.

Queste società si occupano di inserire on-line fotografie, talvolta anche erroneamente indicate come “esenti da diritti d’autore”, operano secondo un modello di micro pagamenti. Cosa significa ciò, i clienti di queste società sottoscrivono un contratto con il quale dietro avvenuto pagamento, in genere abbonamento mensile hanno a disposizione migliaia di foto da poter utilizzare per i loro contenuti multimediali.

L’autore della fotografia percepisce un compenso ogni volta che il suo scatto viene scaricato dai suddetti clienti.

Giusto per concludere questa prima infarinatura sulle società di stock il costo delle immagini scaricate da questi siti stock può anche variare, a seconda della dimensione della immagine, in genere si parte da un minimo di 1$ ad un massimo di svariate centinaia di dollari con un sistema di pagamento basato su crediti acquisiti con l’abbonamento.

Qualche anno più tardi l’azienda statunitense Microsoft alla ricerca di immagini da inserire sul dekstop del proprio sistema operativo si imbatte in questa immagine, e qua torniamo alla fortuna che ogni fotografo deve avere come indicato sopra per la ragazza Afgana.

Vide la foto e decise di utilizzare la sua immagine come sfondo predefinito per la scrivania del nuovo sistema operativo che la casa avrebbe lanciato di lì a poco: Windows XP.

Però non comprò la foto da Corbis stock o quanto meno l’azienda fu pagata per rimuovere la foto dal loro sito in quanto decise di acquisirne tutti i diritti. Era il 2000/2001, e il team di sviluppo di Windows XP contattò O’Rear con l’intenzione non solo di comprare la licenza per utilizzare l’immagine come sfondo predefinito di Windows XP, ma di acquisirne anche tutti i diritti.

 A Chuck O’Rear (a questo punto oltre che bravo lo si deve anche considerare estremamente fortunato) fu offerta una somma di denaro stratosferica lui stesso dice: essere “forse la somma più alta mai pagata al mondo per l’acquisto di una singola fotografia” il quantitativo in denaro non lo sapremo mai in quanto il fotografo firmò un accordo di non divulgazione con Microsoft.

Il titolo “Bliss” all’immagine fu assegnato dal team Microsoft (tranne che nelle versioni olandese e portoghese di XP nelle quali la foto non ne capisco il motivo venne assegnato un titolo differente rispettivamente come “Ireland” ed “Alemtejo”).

Il successo planetario e soprattutto l’incredibile longevità di XP hanno quindi fatto il resto.

Si dice ma io non penso sia così o per esprimermi in termini fotografici che questa immagine non sia stata ritoccata.

Il mio pensiero è che il ritocco c’è, consiste in una leggera saturazione sul verde.

Il paesaggio, quindi, esiste veramente e si trova esattamente sulla strada che divide San Francisco da Napa Valley.

Se volete fare un giro virtuale in quella zona vi consiglio Street View, vi basterà fare copia incolla del la seguente dicitura: 4031 Carneros Hwy, Sonoma, CA 95476, virate verso sinistra e ve la trovate stagliata sullo sfondo. Se invece volete l’angolazione giusta, continuate la strada, lungo mi raccomando non troppo e poi voltatevi sempre verso sinistra.

Ha qualcosa di familiare, no?

FOTOGRAFIA NATURALISTICA

INIZIARE NEL MODO GIUSTO

Creare scatti di fotografia naturalistica è una cosa che attira molti fotografi sia professionisti che appassionati, specie se stanno cominciando ora ad avvicinarsi alla fotografia.

I fattori che rendono questo genere fotografico molto interessante sono molteplici:

La sola idea di essere immersi nella natura, da la possibilità di essere a contatto con animali selvatici e perché no… sentirsi pure un provetto fotografo del National Geographic.

la realtà in cui ti immergerai sarà magnifica, scoprirai che il mondo non è popolato da sole persone menefreghiste nei confronti della natura, c’è però il rischio di affrontare la fotografia naturalistica nel modo sbagliato.

Se affronterai questo duro lavoro che ti aspetta con troppe immediate aspettative ti ritroverai ad abbandonare questo settore fotografico o addirittura ad abbandonare del tutto la fotografia ( ricordati la fotografia naturalistica è molto difficile)

Prima di iniziare, specie se è la prima volta che leggi il mio blog, ti vorrei suggerire di iscriverti alla newsletter.

I motivi sono che iscrivendoti riceverai, e gratuitamente, delle guide per apprendere alcune tecniche fotografiche anche su richiesta personale adeguata alle tue esigenze.

Per secondo, riceverai dei consigli e suggerimenti fotografici rivolti esclusivamente a chi è iscritto.

COSA SIGNIFICA FOTOGRAFIA NATURALISTICA

Quando viene usato questo termine, fotografia naturalistica, stiamo parlando di mondo naturale onnicomprensivo: ma che cosa è in concreto questo concetto, posso includere nel mondo animale l’uomo o le sue costruzioni o le devo scartare a prescindere? Questa è una delle domande che in diverse occasioni, mi sono chiesto nel primo approccio a questa categoria di scatti fotografici, la sua risposta non è semplice: la natura deve essere libera come deve essere libero il fotografo di approcciarsi ai più diversi soggetti che siano Paesaggistici quindi vallate porzioni di cielo con nubi ben formate oppure boschi immensi o solo alberi fotografati da una prospettiva non banale, tutto ciò che è naturale può essere messo in questa categoria se invece nello scatto fotografico si vedono o intravedono costruzioni riconducibili all’ingegno umano li si parla di foto paesaggistiche pure, molti miei colleghi sicuramente avranno da ridire in quanto ritengono la Fotografia Naturalistica circoscritta ai soli Animali (che debbono sempre essere fotografati in totale libertà e nel proprio habitat).

Effettuare uno scatto naturalistico non significa fare uno scatto ad un animale rinchiuso in una gabbia oppure in una vasca.

Per un semplice motivo: il comportamento dell’animale non sarà naturale. Come puoi capire senza troppe elucubrazioni mentali è molto semplice: se l’animale è in gabbia la condizione nella quale esso si troverà, sia mentale che comportamentale sarà sicuramente differente rispetto a quello che, l’animale stesso, adotterà nel momento in cui si trova in libertà, nel suo habitat naturale.

IMPORTANTE: fissare questo semplice concetto nella tua mente prima di iniziare a scattare delle foto naturaliste che non risultano essere veritiere.

Fai attenzione ad un particolare dettaglio, ovvero che il discorso vale anche se, il soggetto di una fotografia naturalistica, è una pianta: una in un vaso non risulterà essere come una presente in un bosco.

Per poterle effettuare è necessario recarsi in luoghi dove la natura è libera di esprimersi, senza alcun tipo di vincolo se non quelli dettati dalla natura.

Alla base di queste foto si deve evincere questo concetto, il quale deve essere ben impresso nella mente di chi vuole effettuare questa tipologia di scatti fotografici.

IL RISPETTO DELLA NATURA

Il rispetto della natura è solo il concetto basilare che devi ben fissare nella mente e che ti permette di effettuare buoni scatti di fotografia naturalistica?

La risposta è semplice e difficile allo stesso tempo: quando devi effettuare questo tipo di scatti, ricordati sempre che la tua presenza non deve essere l’oggetto di un’interferenza che scombussola l’animale, devi capire che, per fare fotografia naturalistica, devi imparare a rispettare l’ambiente che ti ospita e tutti gli animali presenti.

Questo vuol dire che, se vedi un nido di una qualsiasi specie come ad esempio i volatili di ogni specie,non devi assolutamente cercare di allontanarti ed evitare di disturbare il genitore.

Spesso accade che gli volatili, se disturbati quando nutrono i cuccioli oppure proteggono le uova, abbandonino il nido , con questo comportamento, i pennuti condannano i loro pulcini ad una fine che risulta essere certa.

Di conseguenza, devi necessariamente autolimitarti, almeno finché non diventi esperto, devi evitare di fotografare determinati momenti che, anche se possano essere spettacolari, necessitano di una preparazione adeguata.

Potrebbe sembrarti un limite impossibile da rispettare, devi avere pazienza, una volta che imparerai come comportarti sul campo, potrai essere in grado di riprendere una vasta serie di immagini.

IL LUOGO DELLA FOTO

Ogni animale ha un suo habitat naturale particolare: ci sono determinate zone dove, i soggetti, risultano essere presenti in gran numero.

Una delle tue missioni principali, che dovrai necessariamente portare a termine, consiste appunto nel riuscire a capire quali sono i luoghi dove, gli animali, si trovano e si muovono in tranquillità.

Ad esempio, un fenicottero sarà sicuramente presente dove si trovano le zone ricche d’acqua, mentre un gufo starà beato su un albero di dimensioni elevate.

Prima di Fotografare le, ricordati di studiare la zona, soprattutto le abitudini degli animali che intendi digitalizzare nella tua foto.

Ricorda che passeggiare va bene, invece correre inseguendo gli animali non va bene, oltre a disturbarli rischierai solo di tornare a casa a mani vuote, senza essere riuscito ad effettuare neanche uno scatto.

SCEGLI SEMPRE PRIMA IL TUO SOGGETTO

Non sottovalutare la scelta del soggetto rappresenta un concetto che deve essere sempre presente nella tua mente, quando decidi di scattare foto naturalistiche che siano animali o paesaggi piante o altro, potresti pensare che ogni soggetto vale l’altro.

Il concetto migliore consiste nello scegliere quindi avere ben in mente un progetto fotografico da portare a termine, tutto questo prima di recarti in qualsiasi zona tu abbia scelto come zona di caccia fotografica.

Una volta che avrai studiato tutti i dettagli del tuo progetto potrai finalmente fare delle ottime foto naturaliste.

L’APPOSTAMENTO PER FARE FOTOGRAFIA NATURALISTICA DI ANIMALI SELVATICI

Uno dei presupposti che spesso e volentieri viene dimenticato, è quello dell’appostamento.

Devi essere in grado di camuffarti bene, gli animali, non devono notare la tua presenza: proprio per questo motivo è importante che tu conosca bene l’ambiente in cui ti stai muovendo così che possa essere in grado di sfruttarlo a tuo vantaggio, quasi meglio degli animali che si trovano in quella zona.

Appostarsi, non vuol dire aspettare pochi minuti al contrario: l’appostamento richiede pazienza, visto che potresti esser costretto a dover aspettare diverso tempo prima che tu possa riuscire nel tuo intento.

Mentre aspetti che i tuoi soggetti compaiano all’orizzonte, cerca di goderti l’ambiente circostante: inoltre, evitando però di essere l’oggetto del disturbo per gli animali.

TECNICA E MACCHINA FOTOGRAFICA

Per quanto riguarda fotografare soggetti in movimento veloce come solitamente hanno alcuni ani animali utilizza la messa a fuoco automatica: procedendo in questo modo, sarai sicuro del fatto che, la tua fotografia, risulterà essere perfetta in qualsiasi frangente.

Cerca di utilizzare obbiettivi e corpi macchina che lavorino bene sia in penombra/oscurità o condizioni di troppa illuminazione, se non hai un’attrezzatura di buon livello cerca sempre di non essere in controluce ricordati che la tecnologia di oggi comunque permette una ottima post produzione, rieditare scatti con illuminazione non perfetta non ti creerà nessun problema, visto che la tua macchina fotografica sarà in grado di effettuare degli scatti quasi perfetti se selezionerai la messa a fuoco automatica anche in situazioni differenti tra di loro.

Non preoccuparti di effettuare tantissimi scatti se stai fotografando un animale in movimento, questo ti darà modo di riprendere l’animale nei suoi movimenti, in seguito potrai scegliere la scatto più caratteristico, magari catturando aspetti e migliori dettagli, ti consiglio di impostare la modalità multi scatto, che ti permette di effettuare diverse foto in rapida successione, sarai sicuro che, alcune di esse, risulteranno ottime per il tuo progetto.

Per esperienza sono consapevole che molti puristi della fotografia non amano tanto il concetto del fotografie “a raffica”, personalmente do poca importanza a questo aspetto ne tanto meno lo tengo in considerazione .

Come vedi sono per il momento sono consigli e concetti molto semplici non dico che le prime volte sarai in grado di immortalare il tuo soggetto in maniera pressoché perfetta, comunque serve esperienza e la migliore esperienza è mettere assieme le varie conoscenze e scendere in campo.

NON FARTI BLOCCARE DALLE CONDIZIONI AVVERSE

Condizioni meteo avverse: Pioggia, vento, neve, sole, caldo e freddo, quando senti parlare di questi elementi naturali, la voglia di scattare le foto potrebbe diminuire drasticamente.

Cerca di sfruttare al meglio queste condizioni climatiche per scatti naturalistici perfetti sotto ogni punto di vista.

Uno scatto sotto la pioggia rappresenta il concetto perfetto di foto naturalistica, così come riuscire ad immortalare le piccole gocce di rugiada sulle ragnatele o sui fiori saranno scatti veramente spettacolari.

Per poter fare questi scatti, esamina sempre tutti gli elementi prospettici cercando di immortalare il soggetto anche da una prospettiva inconsueta se il tuo soggetto è una pianta o un fiore, segui le previsioni meteo, in maniera tale che tu possa evitare di farti cogliere completamente impreparato sul campo.

ATTREZZATURA CONSIGLIATA PER FARE FOTOGRAFIA NATURALISTICA

in conclusione ti voglio riportare un elenco strumenti che ti consiglio di dotarti per iniziare a fare fotografia naturalistica

OBBIETTIVO PER MACRO,

GRAND’ANGOLO,

TELEOBIETTIVO MINIMO 300

TREPPIEDE

VESTIARIO ADEGUATO

GUIDE NATURALISTICHE

Nel seguente articolo andremo ad approfondire come utilizzare al meglio la tecnica nelle foto naturalistiche in più approfondiremo come utilizzare al meglio l’attrezzatura in nostro possesso

Ti chiedo un piccolo favore. A te non costa nulla, mentre a me serve per migliorare la visibilità di questo post condividendo questo articolo sulla tua pagina o sul tuo profilo,grazie.

Giuliano Domenichini