La vita è solo un lungo viaggio……..

Solo un numero ristretto di persone si ricorderà di te!!

Come da Italiano ho vissuto la quarantena da coronavirus, aspettando un rientro alla normalità

Questa brutta avventura chiamata QUARANTENA è stato un cambiamento epocale di tutto il genere umano o solo una gigante follia collettiva?

Il coronavirus, volente o nolente, ci ha costretto ad una lunga pausa, sarebbe meglio dire che l’attuale governo “Conte” ha sospeso temporaneamente la democrazia costringendoci ad una lunga attesa chiusi nelle nostre abitazioni.

covid-Sarcop19

Ci siamo ritrovati di fronte ad un governo impreparato e a tratti incompetente che ha fatto il possibile per non perdere soprattutto il consenso popolare, l’unica cosa certa era la diretta Facebook serale, in pratica un’intera ora o più spesa in parole prive di un qualunque contenuto, nessuna spiegazione, DPCM scritti in modo incomprensibile, dove noi poveri cittadini comuni ci siamo trovati di fronte al nulla più assoluto, l’unica cosa certa è che si doveva stare in casa, e che erano vietati tutti gli spostamenti se non per stretta necessità (su un DPCM compariva anche la dicitura, che erano vietate le grigliate in giardino)

Ciò a cui ho assistito in questi mesi di pausa forzata dove gli unici riferimenti erano solo Internet con la sua rete e una televisione priva di contenuti è stata la costante, se non unica informazione sugli sviluppi della pandemia;  troppo spesso questa informazione h24 si è tramutata in totale disinformazione di massa che per l’appunto subito dopo veniva riversata, anzi vomitata sui vari social più di tendenza, dove una sola era la parola d’ordine “io resto a casa” seguita subito dalla frase “andrà tutto bene” tutto questo è sì molto bello, però ha messo in luce il vero volto di quella Italia privilegiata purtroppo scollegata dalla realtà di chi cerca di sopravvivere giorno per giorno senza perdere il sorriso, sperando in un futuro migliore pur sapendo che le speranze dietro quel pensiero utopico giorno dopo giorno andavano via via dissolvendosi come la nebbia del mattino. Io personalmente sono arrivato al punto di cambiare canale o addirittura spegnere il televisore appena comparivano i messaggi “incoraggianti” di certi personaggi pubblici, quel “io resto a casa”, “andrà tutto bene”, detto da un volto noto che si filma nella sua lussuosa casa di 300 metri quadri talvolta condito da un “ma non restate fermi” fate come me io al mattino mi alzo e mi alleno nella mia palestra nel piano interrato, sinceramente potevano quantomeno risparmiarcelo. A noi cittadini comuni, talvolta in quattro o cinque persone in 50 metri quadri, quel “io resto a casa, andrà tutto bene, ma non restate fermi” ha suonato solo come promemoria alla nostra infame sorte qual ora ci fossimo ammalati, cioè noi cittadini comuni siamo e saremo sempre di serie B anche durante una pandemia che dovrebbe vedere quanto meno livellata e garantita la salute di ogni cittadino, invece no, tamponi con corsie preferenziali per personaggi noti, calciatori e relative mogli, e dall’altro canto cure effettuate in modalità triage, questo perché negli ultimi vent’anni il continuo taglio alla sanità con relativa corruzione ha indebolito il nostro sistema sanitario con il beneplacito di tutti i  politici che si sono susseguiti nel corso del tempo.

La paura ci ha spinti ad adottare scrupolosamente ogni regola preventiva, cosa per altro che evidentemente chi ci governa considerava molto difficile da far capire al popolo, visto il tono paternalistico utilizzato ogni giorno in quelle dirette interminabili vuote di contenuti, vuote di indicazioni chiare e univoche, mascherina si, mascherina no, la lista sarebbe troppo lunga per elencare tutte le parole contenenti indicazioni inutili, dette talvolta frettolosamente, rimangiate o smentite il giorno seguente. Posso testimoniare di aver assistito a circa quaranta minuti di soli ringraziamenti, in pratica i membri del governo si ringraziavano a vicenda ringraziando a loro volta i vari tecnici che a loro volta rigiravano i ringraziamenti, sono stati momenti folli che sicuramente come molte altre storie andranno rapidamente nel dimenticatoio. La frustrazione e anche l’invidia hanno preso piede giorno dopo giorno facendomi pensare che il mondo digitale o televisivo non facessero più per me, se mai mi sono sentito parte di questo finto mondo, quello a cui ero sottoposto giornalmente non ha fatto che acuire la frustrazione causata dall’assistere a scontri tra fazioni politiche, quando invece sarebbe servita unità tra le forze in campo, il tutto riproposto con toni da manicomio sui social, perché il virus si è combattuto anche lì. Se non hai nulla da fare e sei pro governo o pro opposizione, perché non passare la giornata ad insultare chi non la pensa come te, non che questo prima non succedesse ma sicuramente la clausura forzata ha dato una buona mano a milioni di decelerati pronti ad esprimere opinioni non richieste, facendo vacillare quel poco di senso democratico ancora presente in me. Non nego l’invidia per quelli che potevano permettersi una migliore “prigionia” tanto ostentata nei loro video messaggi, sono arrivato anche ad invidiare quei pochi “runner” che venivano rincorsi da elicotteri e droni come in un film d’azione, avrei voluto avere il coraggio di correre “da solo” sulla spiaggia contro tutto e tutti gridando, fanculo non mi prenderete mai, ma me ne sono stato bravo bravo chiuso tra le mie quattro mura.

Lo spettacolo a cui ho assistito è vergognoso, multe per assembramenti che assembramenti non erano, palesi errori di comunicazione governativa (per la prossima pandemia spero che ci siano politici in grado di scrivere regole e leggi comprensibili e non interpretabili ma questa è sicuramente una speranza vana). L’Europa come è stata fondata e come ha dimostrato di essere è totalmente inutile, a mio avviso proprio come il governo italiano ha perso una ottima occasione per sburocratizzare il sistema oramai in metastasi anche l’unione Europea ha perso l’occasione di rinnovarsi e unificarsi veramente fondando gli Stati Uniti d’Europa, così veramente non serve a nulla, troppi gli interessi Tedeschi in gioco, anche se oramai è chiaro che quello che la Germania non è riuscita ad ottenere  con due guerre l’ha ottenuto con la potenza economica che “involontariamente” gli stati fondatori dell’unione gli hanno affidato.

Ora finalmente  proverò a tornare ad una parvenza di normalità questa pandemia da corona virus sicuramente mi lascia con un sacco di perplessità e domande che non hanno risposta, mi lascia amareggiato per quanto ho vissuto sui maggiori social, ma sicuramente mi lascia anche un sentimento di profonda armonia, mai come ora mi sento legato a mia moglie, questa coabitazione forzata 24 ore al giorno, specifico “solo dal mio punto di vista non quello di lei” mi ha fatto sentire bene, i primi giorni sono stati comunque difficili, ma trascorsi quelli i mesi sono passati quasi senza che me ne accorgessi, anche perché molto tempo l’ho passato a scrivere smettendo di seguire post o trasmissioni varie. Osservarla mentre lavorava, cercando di entrare in quella nuova modalità chiamata “smart working” è stato istruttivo soprattutto perché non sapevo che facesse tutto quel lavoro anche normalmente, ora reso più difficile e complicato da una tecnologia a cui noi italiani non siamo abituati, era sempre indaffarata a cercare di svolgere un lavoro già di per se complesso reso ancor più difficile dalla mancanza di relazione personale, dall’analfabetismo informatico e difficoltà tecnologiche delle persone, e dai limiti di una rete sovraccarica; infatti un’altra cosa che il coronavirus ha messo in luce sono tutti i limiti delle infrastrutture tecnologiche italiane. Scostandomi dai soliti social dove impazzavano legioni di mono neuroni come non ci fosse un domani ho potuto assistere anche a quella che spero sia una inversione di tendenza non dico che sia stata cancellata quella che i filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici hanno definito ”Società della performance”, mi spiego meglio ho potuto costatare che molti si sono distaccati dalle piattaforme sociali o quanto meno hanno iniziato ad utilizzare altri servizi che prima giacevano inutilizzati, parlo della videochiamata anche delle chiamate di gruppo.

E’ stato bello vedersi in video chiamata la mattina con gli amici per il buon giorno o per qualsiasi altra cosa, questa pandemia spero abbia dato un forte rilancio alla socialità che ci siamo persi per strada negli ultimi anni pregni del sistema imposto dai vari social basato sulla sola espressione ed esibizione del sé in una società costantemente alla ricerca di opinioni, condivisioni ed esibizioni talvolta estreme per il solo scopo di addomesticare la paura di non sentirsi parte di questo grandissimo inganno sociale che non fa altro che generare nella nostra mente la paura del silenzio digitale. Fondamentale  capire che l’amicizia non è il “segui” su Instagram il contatto di Facebook, spero che questa pandemia soprattutto ci abbia insegnato che i social vanno utilizzati con intelligenza e che una foto con una tazza di caffè con scritto buongiorno non vale quanto trovarsi per fare colazione insieme al bar oppure  perché no conoscendo i tuoi orari ti faccio una video chiamata e ci prendiamo il caffè comunque assieme, il pollicione in su sotto un post non sarà mai come un abbraccio nella vita reale. Speriamo che questo virus abbia fatto capire queste semplici cose che erano all’ordine del giorno venti anni fa, ora abbiamo una marcia in più usiamola bene!

Questa brutta avventura chiamata QUARANTENA è stata un cambiamento epocale di tutto il genere umano o solo una gigante follia collettiva?

Purtroppo come dimostrano alcune foto, molte pessime abitudini non sono cambiate, siamo forse destinati all’estinzione?????

Più che in ogni altra epoca storica, l’umanità si trova a un bivio. Una strada porta alla disperazione e allo sconforto più assoluto. L’altra alla totale estinzione. Preghiamo il cielo che ci dia la saggezza di fare la scelta esatta.
(Woody Allen)

Sta arrivando una grande depressione economica?

Una nuova grande depressione economica è in arrivo, i primi sintomi ci sono tutti, siamo ancora in tempo per fermarla? Tutti gli economisti e i ministri delle finanze dicono di stare tranquilli.

29 OTTOBRE 1929 LA GRANDE DEPRESSIONE

A mio modesto avviso una nuova grande depressione potrebbe presto coinvolgere l’intera economia mondiale. Non mi sento però di escludere la possibilità di una inversione di tendenza per il prossimo semestre 2020, ciò non toglie che il momento storico che stiamo vivendo è a dir poco drammatico, visto come si stanno muovendo tutti gli stati europei e non solo, verso la fine del decennio ci sarà una nuova grande depressione con forma a L questa particolare dicitura tecnica si riferisce ad un crollo senza rimbalzo (crollo dei mercati e di tutte le economie senza una vicina ripresa) capisco che questi termini possono essere ostici per chi è digiuno di economia.

PRECISAZIONE

“Non voglio affrontare l’argomento prendendo come esempio attuale l’andamento economico Italiano in quanto ritengo l’attuale governo essere composto da persone poco preparate in materia economica e politica (in verità sono trent’anni che non ci sono figure preparate in materia al governo), avendo dimostrato con le ultime dispute con l’unione Europa una scarsa se non inesistente coscienza economica, ma soprattutto i dati di economia pubblica italiana dopo due mesi di lock down sono già da crollo senza rimbalzo e questo prima di aprire nuove linee di debito nazionale, come gli attuali governanti si apprestano a fare.

Penso che questa perla rimarrà tatuata a fuoco sulla fronte della cancelliera Merkel
Conte parla di sé in terza persona, io diffido sempre di chi parla di se in terza persona!!
Conte è un uomo che ha una certa etàesperienza e competenza professionale. È difficile anche solo pensare che possa essere un ‘uomo di qualcuno’.”
Cit,GIUSEPPE CONTE

Prendiamo come esempio attuale il Regno Unito che non ha l’Euro come valuta

Cito le recenti stime pubblicate dalla Bank of England, “il PIL inglese subirà una profonda contrazione nel 2020, pari al -14%.” A pesare sull’anno sarà in particolar modo il secondo trimestre, dove le stime vedono una flessione del dato pari a -29%. Il Prodotto Interno Lordo UK dovrebbe poi rimbalzare nella seconda metà del 2020, ma anche a dispetto di ciò la previsione sul dato finale resta allarmante. Per quanto riguarda la disoccupazione, quest’anno nel Regno Unito potrebbe raggiungere il 9%.

Citando le previsioni rilasciate da Statista, “secondo trimestre 2020 vede un crollo del PIL inglese del 35,1% seguita da un rimbalzo del 27% nel 3° trimestre e del 21,3% nel 4°. PIL UK: previsto il peggior crollo da oltre 300 anni”. Di questi esempi ne posso fare a centinaia spulciando i dati economici degli stati maggiormente colpiti dalla pandemia, ciò comporterà una contrazione effettiva sui bilanci statali e per cui una difficile tenuta nel breve termine dello stato sociale, serve subito liquidità immessa nel mercato reale non nei mercati finanziari per scongiurare rivolte e tracollo economico, lasciatemi togliere un piccolo sassolino dalla scarpa, quando tutti i paesi europei aiutano la finanze reali delle persone in difficoltà (aziende,negozi,imprese, famiglie in difficoltà ecc ecc) con fondi stanziati in subito dopo la richiesta, in italia pensano di risolvere con bonus a pioggia vedi bonus monopattino, bonus vacanze che saranno le strutture ricettive già martoriate a dover anticipare, con questi personaggi al governo non si va da nessuna parte!

Quali sono i rischi da non sottovalutare?

Debito crescente:

A causa della pandemia da corona virus sia le famiglie che le imprese ridurranno sempre più le spese e tenderanno a risparmiare, cosa che porterà al tracollo del mercato reale, aumenteranno gli investimenti di capitale del risparmio generale delle famiglie in obbligazioni pubbliche a fronte di un debito statale in continuo aumento. Ricordiamoci che gli stati generano utili da spendere nella gestione generale per il 80% dalle entrate derivanti dalla produzione effettiva quindi PIL. Temo che ci siano dei grandi trend mortali per l’economia reale, che ci condurranno a una letale recessione. Non penso sia questione del solo porci il problema se arriverà, ma di quando arriverà. A causa del COVID-19 gli stati maggiormente colpiti sono stati costretti a introdurre imponenti programmi di sostegno economico che hanno inevitabilmente ingigantito i debiti nazionali. il debito Italiano per citarne uno attualmente sfiora il 150% del PIL, questo senza avere speso o attinto a nuovi debiti europei (questo è anche il risultato di un ventennio di sprechi e corruzione politica, di fatto chi ha concordato l’ingresso del nostro paese nell’unione europea tale ROMANO PRODI ma non è l’unico responsabile, l’ho ha fatto a scapito del benessere pubblico del suo paese)

Sviluppo demografico

Altro fattore di rischio e mia personale preoccupazione è lo sviluppo demografico. Il COVID-19 ha fatto emergere la necessità per ogni stato “con politici senzienti al comando” che è di fatto necessario spendere di più per il settore sanitario, anche il fattore dell’allungamento dell’età media è fattore di maggiori spese statali, per cui maggiori investimenti in tal senso contribuiranno a far salire il debito.

Deflazione / Devalutazione

Anche il rischio del crollo dei prezzi, e la conseguente deflazione, potrebbero risultare particolarmente gravosi per l’economia mondiale. Nel nostro presente stiamo assistendo alla svalutazione mondiale del prezzo del petrolio che ha toccato i dieci dollari al barile alcuni analisti del settore prevedono un prezzo addirittura in negativo, cosa che mi sento di escludere, ritengo questo evento sul petrolio, che ho portato alla vostra attenzione solo mera speculazione, attacco mirato a scopo speculativo, di fatto i mercati economici globali da questa pandemia escono gonfi di nuovi quattrini guadagnati sulla pelle dei morti da coronavirus. Ritengo probabile anche una devalutazione delle valute nonostante l’intervento delle grandi banche centrali, il deprezzamento valutario è sempre una spada di Damocle che incombe sulle nostre teste.

Globalizzazione e Frammentazione

Grazie al COVID-19 il mondo intero si è reso conto dei rischi derivanti da economie fortemente interconnesse tra stati. Questo non è un rischio a tutti gli effetti, sempre che i vari governi nell’intento di spingere più sulle forniture domestiche non traducano questo con una crescente pressione a ribasso sui salari. L’emergenza da COVID-19 accelererà la tendenza alla frammentazione del mondo già esistente (pensiamo soltanto alle relazioni USA-CINA l’escalation della tensione fra gli Stati Uniti e la Cina continuerà a pesare su un contesto globale già complicato,le tensioni politiche potrebbero portare a una nuova guerra fredda tra USA e i suoi “nemici” (Cina, Russia, Iran e Corea del Nord). Molti governi potrebbero iniziare ad introdurre misure protezionistiche per proteggere le proprie aziende di fatto rendendo nulla la giusta concorrenza.

Cambiamento climatico

Anche il clima purtroppo giocherà un ruolo di rilievo nel prossimo futuro. Problemi come le epidemie cresceranno e si intensificheranno, se non si metterà un freno all’inquinamento dei paesi così detti “emergenti”, prevedo però che non si farà nulla in quanto di fatto noi in quanto paesi “sviluppati” siamo legati a doppio filo con l’inquinamento che producono i paesi così detti emergenti, in quanto molta della nostra spazzatura la inviamo proprio presso queste nazioni perché i costi di smaltimento sono di gran lunga inferiori, ignorando il fatto che si limitano a bruciarli a cielo aperto o peggio riversarli come gli sono arrivati direttamente in mare solo il 10% dei rifiuti che gli vengono inviati sono correttamente smaltiti. I cambiamenti derivanti dal clima e dalla salute pubblica, inevitabilmente accresceranno i costi e impatteranno su tutte le economie.

Ci sono essere soluzioni per combattere questo drammatico futuro?

Si, anche se siamo in drammatico ritardo sui tempi, possiamo comunque intervenire sia sul breve termine che sul lungo termine, basta usare la nostra intelligenza e magari chiedere aiuto alle menti più brillanti di questo secolo per reinventare un’intera economia che non sia più basata su debiti contratti con non ben specificate banche d’affari o fondi d’investimento che con il loro strapotere economico riescono ad indurre crisi finanziarie globali solo spingendo un tasto sul loro computer, scritto così sembra semplice, basta eliminare questo sistema e il gioco è fatto, in verità non è così semplice, la mente malata di questa umanità è riuscita a creare la più potente arma di distruzione di massa, non parlo certo della bomba atomica che di fatto è sicuramente più clemente, parlo di questo mostro che noi esseri qualunque chiamiamo mercato economico, provate a fare mente locale, sforzando la memoria sicuramente avrete sentito dire più volte da qualsiasi componente governativo che si appresta a varare una nuova misura economica “siamo certi che i mercati economici reagiranno bene a quanto faremo” oppure subito dopo aver intrapreso un determinato provvedimento ” i mercati economici hanno reagito bene alla manovra finanziaria, questo indica che la nostra misura cautelativa intrapresa è corretta”. Vi siete mai chiesti il perché ma soprattutto casa significano davvero queste affermazioni che purtroppo sono all’ordine del giorno da vent’anni a questa parte?. La risposta più banale, semplificando in modo estremo la risposta è che le nazioni più indebitate devono forzatamente compiacere chi ha prestato loro i danari perché in un modo o in un altro si farà ciò che il mercato vuole, vedete nelle mani di queste società creditizie è stata data la più temibile delle armi “lo SPRED” questo indicatore, tecnicamente chiamato differenziale di rendimento viene alzato e abbassato a piacimento da questi signori per mettere sotto pressione il paese che non si sta attenendo alle direttive dei mercati in concreto sono loro il vero governo del mondo intero, ad eccezione di sole tre nazioni USA, RUSSIA, CINA. La domanda che sorge spontanea quindi è la seguente: ma se i governi a parte quelli elencati devono compiacere e sottostare ai mercati parlando da cittadini Italiani abbiamo veramente bisogno dei politici al governo? Finché ci sarà questo sistema lo dico a voce bassa e fate rimanere questa informazione tra di noi, potremmo anche evitarci di mantenere costose marionette, basterebbe un governatore che mantenga l’ordine pubblico, hopss… mi dispiace, forse vi ho spoilerato troppo in fretta che questa in cui viviamo non è altro che una finzione modello Matrix dove la democrazia in realtà non esiste, prendetene atto e cercate di andare avanti.

Parlando da semplice cittadino Italiano, ho costatato che affrontare un problema globale ora è quantomeno impensabile quindi andrò a limitare la visione di una soluzione per fronteggiare la crisi economica nel solo territorio EURO, sono solo due le strade che ci rimangono da percorrere come paese italia, la prima è cercare di imporre all’unione Europea una completa ristrutturazione che deve necessariamente partire dalle fondamenta, smantellare tutto significa rifondare l’Europa creando gli Stati Uniti d’Europa, prendendo gli USA come modello sul quale fondare uno stato realmente unito e solidale (possibilmente evitando le storture esistenti nel modello USA) ciò permetterebbe di azzerare una quantità infinita di debiti che ora sono in pancia agli stati membri dell’unione, come del resto è stato accordato alla Germania al momento dell’ammissione in zona Euro. Permetterebbe alla nostra attuale valuta di diventare realmente una moneta riconosciuta e non solo un mero patto tra privati, perché è questa la realtà della valuta che gergalmente chiamiamo Euro. Questo ci metterebbe al riparo da forti speculazioni del mercato economico regolarizzando la BCE a banca centrale di stato.

Pensiero fortemente utopico, unica è la nazione, uniche sono le leggi, uniche sono le tasse, unico è il mercato del lavoro e cosi via…., per affrontare questo serve una buona dose di coraggio mettendo da parte tutti i sentimenti nazionalisti più profondi e radicati. Ritengo che non sia mera utopia dopo il coronavirus pensare agli Stati Uniti d’Europa, di certo però servirebbero le grandi menti pensanti oramai perse, mi riferisco a Hegel e Kant, senza trascurare di citare gli italiani Rosmini e Gioberti, ora purtroppo menti simili in Europa non c’è nemmeno l’ombra.

La seconda via è anch’essa complicata e non senza rischio, propongo di uscire da questa unione che ha dimostrato di non poter esistere così come è stata concepita, forse in pochi si saranno accorti che la Germania dove non è riuscita con ben due guerre, che nei libri di storia definiamo come “mondiali” è infine riuscita a prendere il l’intero potere sull’euro zona e qua dobbiamo ringraziare i padri fondatori di questa Europa che forse “ingenuamente” o dietro compenso (vedesi i castelli acquistati da Romano Prodi) hanno fatto si che l’EURO (la nostra moneta corrente) significa in tutto e per tutto Germania. Vogliamo fare la fine della Grecia??? svenduta pezzo dopo pezzo alla Germania??? Sicuramente uscire comporta rischi, ma non è poi del tutto un salto nel buio, riacquisteremmo la sovranità monetaria e con essa la nostra identità sui mercati internazionali, ricordo a tutti i lettori che prima di entrare a far parte dell’euro, pensionando definitivamente la lira, l’italia era una vera e propria potenza economica di gran lunga superiore alla Germania, questa affermazione è inconfutabile e storicamente corretta, ci vorrà tempo ma sicuramente è meglio uscire che rimanere ingabbiati in questa unione fallimentare di stati, nemmeno in grado di decidere misure univoche di salute pubblica!! Primo passo andare ad elezioni, archiviando questo governo di incapaci, ricercando politici seri che abbiano come primo punto sull’agenda il benessere dei propri cittadini non dei loro portafogli, abbiamo provato anche gli improvvisati politici dei cinque stelle, è andata male facciamocene una ragione e ricominciamo da zero, archiviare significa che questi signori devono necessariamente sparire dalla vita politica di questo paese assieme ai Renzi,Conte, Zingaretti e compagnia cantante. Li ricorderemo sui libri di storia come i giullari nel periodo più buio dell’italia.

Capisco che attualmente queste soluzioni sopra elencate possano risultare inattuabili ma rimanere immobili come sta facendo l’unione Europea porterà sicuramente a subire gli effetti catastrofici di una grande depressione economica mondiale entro fine millennio senza avere nessuna contromisura efficace da limitare il danno agli stati membri di questa fallimentare unione Europea, serve una visione di lungo periodo per preservare il mondo come ora lo conosciamo.

Giornata mondiale delle Api

L’uomo non è destinato a far parte di un gregge come un animale domestico, ma di un alveare come le api.
(Emmanuel Kant)

Mercoledi 20 maggio 2020

Mercoledì 20 maggio 2020 si celebra in tutto il pianeta la giornata mondiale delle api, questa iniziativa è stata indetta dall’ONU per sottolineare l’importanza di questi insetti per il mantenimento della biodiversità sul nostro pianeta. Le api sono purtroppo fortemente a rischio per via dei cambiamenti climatici e per l’enorme impatto che l’uomo ha sull’ambiente, l’utilizzo di pesticidi in agricoltura e l’aumento dell’inquinamento dato dal continuo sviluppo industriale dei dei paesi emergenti, hanno causato una sostanziale riduzione nel numero di questi insetti nel mondo. L’allarme è elevatissimo, finalmente anche l’ONU si è accorto quanto il nostro pianeta ha bisogno di questi piccoli insetti. Sicuramente in ritardo sui tempi ha creato una giornata apposita da dedicare alla salvaguardia di questi insetti, sperando che l’iniziativa non si fermi alla sola giornata (cosa che spesso accade). Il segnale è stato forte la preoccupazione di fatto è elevata e c’è bisogno di sforzi comunitari le dichiarazioni di intenti non sono sufficienti se non seguite da fatti concreti.

Perché le api sono così importanti?

L’importanza delle api
Sono insetti impollinatori, cioè permettono l’impollinazione e di conseguenza la formazione dei frutti, trasportando il polline da un fiore all’altro. Attraverso questa attività garantiscono la presenza di specie vegetali diverse fra loro, un elemento importantissimo per la salute della natura. Le api di fatto sono tra gli animali invertebrati più importanti dell’intero ecosistema.

Perché le api rinunciano al sonno, alle delizie del miele, all’amore, ai godimenti adorabili che conosce, per esempio, la lor sorella alata, la farfalla? Non potrebbero viver com’essa? Non è la fame che le preme: due o tre fiori bastano a nutrirle, ed esse ne visitano due o trecento ogni ora per accumulare un tesoro di cui non gusteranno la dolcezza. A che scopo affaticarsi tanto? Donde deriva tanto ardore?
(Maurice Maeterlink)

È grazie alle api se disponiamo di una buona parte della frutta e verdura che mangiamo.
Non bisogna focalizzare il giudizio solo sulla produzione del miele, questo non è il solo motivo per cui è importante salvaguardarle: è in gioco qualcosa di molto grande, non voglio essere catastrofico ma le api sono parte integrante della nostra presenza su questo pianeta, infatti le api permettono all’uomo di respirare, poiché grazie all’impollinazione delle piante, di fatto è da loro che deriva la crescita delle piante e la stessa fotosintesi clorofilliana da cui viene prodotto l’ossigeno che ci permette di respirare, facciamo due conti e tiriamo le somme.

In molti non sanno o comunque non vedono il nesso causale sulla produzione di farmaci e le api, ma esiste.
Un esempio concreto è quello riguardante l’aspirina, la cui composizione contiene anche la corteccia del salice, l’esistenza di questa pianta è strettamente legata alla vita delle api. Di questi esempi nella farmacologia moderna ne troviamo a migliaia.

Le api, stanno anche cercando di farci capire che non è solo la loro esistenza a rischio, questi insetti rilevano la presenza di gas inquinanti, smog, sostanze tossiche e rifiuti nell’ambiente e muoiono se vengono in contatto con esse, quindi, vivono solo se si è in presenza di aria pulita che, ovviamente, fa bene anche all’uomo.

Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape.
(Marco Aurelio)

Sul pianeta terra (l’unico pianeta di cui al momento disponiamo) esistono due grandi tipologie di api, quelle selvatiche e quelle domestiche, cioè allevate dagli apicoltori. Entrambe le specie sono in grado di poter impollinare i fiori, pertanto, grazie ad una stima generale si può affermare che al mondo esistono circa 20.000 specie di api selvatiche e ancora un numero non specificato di api domestiche che possono impollinare fino al 99% delle piante e dei fiori presenti in natura.

Le api sono “insieme” e non individui. Fuori dalla comunità non possono vivere.
(Mario Rigoni Stern)

Salviamo le api per salvare l’umanità intera!!!!!!!!!!!!!!