ODIO IN RETE: I FAMIGERATI LEONI DA TASTIERA

Mi sono imbattuto in un articolo che parlava, in modo devo dire molto generico, sui tanto oramai decantati HATE SPEECH, meglio italianizzare per i non “globalizzati” i tanto famigerati LEONI DA TASTIERA. Chi di noi non si è mai trovato a commentare anche in modo civile un post o pubblicare un “cinguettio” per poi ritrovarsi coperto da gratuiti insulti? Attacchi personali che talvolta esulano anche dalla natura specifica di ciò che avete scritto o postato. Bene, penso che nessuno di noi oggi giorno possa non sentirsi vittima di questi bulli da tastiera, io dopo l’ultima litigata virtuale ci penso almeno tre volte prima di pubblicare e mi sono anche messo in discussione valutando se ne valesse veramente la pena continuare a pubblicare contenuti sui miei profili social per poi essere non solo criticato ma offeso, minacciato, fino a sentirmi veramente perseguitato, e non penso di esagerare perché spesso questi litigi sotto i post si spostano di social in social, cioè il leone da tastiera di turno in pratica dopo aver intasato il tuo post con offese spesso fa anche una ricerca e preso dalla frustrazione perché magari tu gli hai risposto per le rime, va su ogni tuo profilo e sotto ogni post inizia una vera e propria delazione infischiandosene delle leggi appena approvate che dovrebbero limitare l’odio in rete.

“Molti si chiudono nel social, perché incapaci di vivere e reagire nella vita reale, si sono dimenticati l’importanza di vivere la vita con gli occhi, ed ascoltare con il cuore!”

Una vera e propria spinta verso l’interazione globalizzata con veri e propri ignoranti, maleducati e frustrati l’ha data proprio questa pandemia che ha fatto emergere digitalmente il peggio della disumanità, eppure sarebbe semplice evitare di litigare, basterebbe ignorare un post che non ci piace, e se la sola vista ci fa salire il sangue al cervello basta bloccare la persona che ha pubblicato quello specifico post, perché la cosa interessante è che nessuno ci obbliga! Sui social ci andiamo liberamente e sempre liberamente decidiamo a quale discussione partecipare, sempre noi decidiamo a cosa mettere like e cosa condividere e se non ci piace una pagina o un profilo basta scorrere o bloccare e tutto sparisce in pochi secondi, statistiche alla mano dicono che un buon 94% degli utenti delle pagine social si dimentica di queste due semplici operazioni, è  un po’ come se leggendo un post che non ci aggrada scattasse un meccanismo di difesa e veniamo presi dall’incontenibile voglia di censurare e regolare cosa gli altri possono dire e non dire a seconda di quale sia il nostro pensiero in merito ad uno specifico argomento, senza pensare che così facendo invadiamo spazi che dovrebbero essere deputati ad un confronto civile con vagonate di odio che non fanno solo emergere le frustrazioni del leone da tastiera di turno, in pratica il litigio sul web alla fin dei conti è solo un sintomo che qualcosa dentro di noi non va trasportato nel digitale che viene usato come valvola di sfogo trasformando i social network in veri e propri campi di battaglia e per i più “intelligenti” invece in grandissime palestre di self control, dicendo questo non voglio banalizzare un fenomeno che andrebbe studiato sul singolo individuo per via della complessità della natura umana, sintetizzando vorrei porre l’accento su due parole che tutti dovrebbero conoscere: Dissentire e Litigare, mentre la prima significa mostrare un punto di vista diverso argomentando una propria opinione giusta o sbagliata che sia, Litigare è l’equivalente di arrendersi durante una battaglia rifugiandosi dietro le linee nemiche annullando quei pochi neuroni rimasti sparando veri e propri attacchi tesi solo ad annientare l’interlocutore.

Ho stilato una classifica su dove vengono attirati i “frustrati da tastiera”

Eliminando oppure evitando questi post dai nostri contenuti social si evita il 99% di possibilità di incorrere in furibonde virtuali litigate.

Purtroppo la nostra attuale società che è basata sulla televisione ci ha inculcato questo modello di vita fatto da continui pubblici litigi in tutti i talk show dove nessuno è escluso:  politici, influencer o anche solo semplici opinionisti mostrano il peggio di questa disumanità globalizzata per non parlare poi della nuova evoluzione umana, anello di congiunzione diretta con la linea di sangue dei neanderthal, i famigerati “buonisti” sempre schierati sul politicamente corretto, basta una semplice nota di dissenso per vederli trasformare sia intellettualmente che fisicamente in veri e propri animali da battaglia senza regole morali (loro che si vantano di correttezza intellettuale sempre pronti a stigmatizzare ogni parola fuori posto, in pratica una vera e propria contraddizione culturale), tutto ciò accade perché sia in televisione che nei social network le polemiche distruttive accendono passioni da stadio infatti tutto ciò che c’è di peggio sul mainstream, viene riproposto sui social creando meme o brevi clip che spostano il litigio dalla persone così dette “pubbliche” alle persone normali che ripropongono e accendono la battaglia annullando anche quel minimo di civiltà mostrando in tutto e per tutto la nostra globale ignoranza rendendo talvolta virali contenuti spazzatura e tutto ciò accade perché oramai la nostra società è basata solo su visualizzazioni e like in pratica il peggio di questa umanità aiuta ad acquisire nuovi followers con veri e propri contenuti spazzatura ma si sa oramai è acclarato mantenere un comportamento corretto annoia e basta.

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Giornata mondiale delle Api

L’uomo non è destinato a far parte di un gregge come un animale domestico, ma di un alveare come le api.
(Emmanuel Kant)

Mercoledi 20 maggio 2020

Mercoledì 20 maggio 2020 si celebra in tutto il pianeta la giornata mondiale delle api, questa iniziativa è stata indetta dall’ONU per sottolineare l’importanza di questi insetti per il mantenimento della biodiversità sul nostro pianeta. Le api sono purtroppo fortemente a rischio per via dei cambiamenti climatici e per l’enorme impatto che l’uomo ha sull’ambiente, l’utilizzo di pesticidi in agricoltura e l’aumento dell’inquinamento dato dal continuo sviluppo industriale dei dei paesi emergenti, hanno causato una sostanziale riduzione nel numero di questi insetti nel mondo. L’allarme è elevatissimo, finalmente anche l’ONU si è accorto quanto il nostro pianeta ha bisogno di questi piccoli insetti. Sicuramente in ritardo sui tempi ha creato una giornata apposita da dedicare alla salvaguardia di questi insetti, sperando che l’iniziativa non si fermi alla sola giornata (cosa che spesso accade). Il segnale è stato forte la preoccupazione di fatto è elevata e c’è bisogno di sforzi comunitari le dichiarazioni di intenti non sono sufficienti se non seguite da fatti concreti.

Perché le api sono così importanti?

L’importanza delle api
Sono insetti impollinatori, cioè permettono l’impollinazione e di conseguenza la formazione dei frutti, trasportando il polline da un fiore all’altro. Attraverso questa attività garantiscono la presenza di specie vegetali diverse fra loro, un elemento importantissimo per la salute della natura. Le api di fatto sono tra gli animali invertebrati più importanti dell’intero ecosistema.

Perché le api rinunciano al sonno, alle delizie del miele, all’amore, ai godimenti adorabili che conosce, per esempio, la lor sorella alata, la farfalla? Non potrebbero viver com’essa? Non è la fame che le preme: due o tre fiori bastano a nutrirle, ed esse ne visitano due o trecento ogni ora per accumulare un tesoro di cui non gusteranno la dolcezza. A che scopo affaticarsi tanto? Donde deriva tanto ardore?
(Maurice Maeterlink)

È grazie alle api se disponiamo di una buona parte della frutta e verdura che mangiamo.
Non bisogna focalizzare il giudizio solo sulla produzione del miele, questo non è il solo motivo per cui è importante salvaguardarle: è in gioco qualcosa di molto grande, non voglio essere catastrofico ma le api sono parte integrante della nostra presenza su questo pianeta, infatti le api permettono all’uomo di respirare, poiché grazie all’impollinazione delle piante, di fatto è da loro che deriva la crescita delle piante e la stessa fotosintesi clorofilliana da cui viene prodotto l’ossigeno che ci permette di respirare, facciamo due conti e tiriamo le somme.

In molti non sanno o comunque non vedono il nesso causale sulla produzione di farmaci e le api, ma esiste.
Un esempio concreto è quello riguardante l’aspirina, la cui composizione contiene anche la corteccia del salice, l’esistenza di questa pianta è strettamente legata alla vita delle api. Di questi esempi nella farmacologia moderna ne troviamo a migliaia.

Le api, stanno anche cercando di farci capire che non è solo la loro esistenza a rischio, questi insetti rilevano la presenza di gas inquinanti, smog, sostanze tossiche e rifiuti nell’ambiente e muoiono se vengono in contatto con esse, quindi, vivono solo se si è in presenza di aria pulita che, ovviamente, fa bene anche all’uomo.

Ciò che non giova all’alveare non giova neppure all’ape.
(Marco Aurelio)

Sul pianeta terra (l’unico pianeta di cui al momento disponiamo) esistono due grandi tipologie di api, quelle selvatiche e quelle domestiche, cioè allevate dagli apicoltori. Entrambe le specie sono in grado di poter impollinare i fiori, pertanto, grazie ad una stima generale si può affermare che al mondo esistono circa 20.000 specie di api selvatiche e ancora un numero non specificato di api domestiche che possono impollinare fino al 99% delle piante e dei fiori presenti in natura.

Le api sono “insieme” e non individui. Fuori dalla comunità non possono vivere.
(Mario Rigoni Stern)

Salviamo le api per salvare l’umanità intera!!!!!!!!!!!!!!