BUTTERFLY WATCHING

Fotografare le farfalle

Quest’estate mi sono cimentato con un genere di fotografia che non avevo mai approfondito veramente, ho provato più volte a correre dietro a questi graziosi insetti ma mi è sempre mancato un particolare stato d’animo per poter immortalare le farfalle in tutto il loro splendore, mi è sempre mancata la pazienza necessaria per saper aspettare il momento giusto, la voglia di corrergli dietro per ore, in pratica la pigrizia mi ha sempre bloccato.

Trovandomi in una situazione personale un po’ più tranquilla quest’estate mi sono rimboccato le maniche, ho preparato l’attrezzatura e mi sono messo a fare lunghe passeggiate nei campi dietro casa scoprendo che un prato ricolmo di fiori è un vero splendore, una vera gioia per gli occhi, quindi non ancora conscio di quello che avrei dovuto fare, ho iniziato a fotografare tutto ciò che colpiva il mio occhio iniziando proprio dai fiori concentrandomi su tutto ciò che si muoveva, lì nell’immensamente piccolo infatti ho iniziato a scrutare più da vicino fra l’erba e gli steli dei fiori, e scoperto una grande varietà di insetti curiosi e colorati, su tutti però spiccano le farfalle e proprio a loro che ho rivolto l’obiettivo macro della mia fotocamera.

Durante differenti escursioni fotografiche lungo il Parco Fluviale del Taro e sulle colline di Reggio Emilia, più nello specifico nella zona delle colline Matildiche ho iniziato questa nuova avventura fotografica scoprendo che le farfalle e i fiori sono una realtà estremamente fotogenica.

La prima giornata non è stata molto proficua anzi devo dire al quanto deludente, sono riuscito a portare a casa molti scatti di fiori, immagini scattate tra i campi e i giardini delle abitazioni che ho incontrato sul mio cammino ma immagini apprezzabili di farfalle no, mi mancava ancora la conoscenza giusta per poter creare immagini di questi insetti volanti, la prima cosa che ho capito è che la mattina presto e il tardo pomeriggio sono i momenti ideali per fotografare le farfalle perché il clima è più fresco e gli insetti sono meno attivi.

Non essendo uno studioso non mi sono soffermato a studiare l’habitat preferito di ogni varietà anche se per ottenere perfette immagini di farfalle, sia dal punto di vista estetico che da quello tecnico, è meglio conoscere le abitudini e la condotta di ogni specie, in pratica bisognerebbe conoscere alla perfezione dove gli piace “scorrazzare”, ogni specie ha il suo habitat che sia prato, brughiera, cespugli, boschi, pascoli, io mi sono limitato a prendere il mio obbiettivo macro e girovagare per le colline tra le provincie di Parma e Reggio Emilia.

Ho capito subito che non è facile infatti avvicinarsi a una farfalla quindi ho agganciato al corpo macchina uno zoom, un tele-macro ti permette di fotografare gli insetti ad una distanza di sicurezza, senza disturbarli o spaventarli.

In merito all’attrezzatura fotografica che ho utilizzato, avevo con me: un obiettivo macro con lunghezza focale di 100mm F 2,8 e uno zoom da 70/200 F 2,8 (quest’ultimo è sicuramente la scelta migliore, più versatile e si presta molto bene per scatti veloci senza doversi avvicinare troppo, infatti il vantaggio principale offerto da questa ottica è proprio la distanza di scatto).

Il solo utilizzo del teleobbiettivo però non mi ha garantito una zona di lavoro ottimale, a mie spese ho capito (dopo diverso tempo speso a rincorrerle) che non si deve calpestare la vegetazione adiacente ai loro posatoi, che bisogna muoversi molto lentamente e non bisogna proiettare l’ombra su di loro perché si spaventano e fuggono subito, è meglio fermarsi osservare i loro movimenti capire dove preferiscono posarsi e aspettare il loro arrivo.

In pratica ho passato ore seduto nell’erba e attendendo che fossero le farfalle a venire da me e non il contrario, ho capito che in genere tornano sullo stesso posatoio o su uno nelle immediate vicinanze entro i dieci, quindici minuti.

Congelare la scena in uno scatto perfetto non è l’unica difficoltà che ho riscontrato, dopo diversi scatti ho preferito mettere a fuoco manualmente perché non sempre la messa a fuoco dell’obbiettivo era abbastanza rapida, parlando sempre di tecnica e impostazioni ho notato che un diaframma di f/5,6 è un valore che mi ha permesso di avere l’intero animale nitido e lo sfondo sfocato anche se per ottenere un’immagine nitida la fotocamera va tenuta parallela alle ali.

Il sole è stato un vero problema in quanto deve essere sempre alle spalle per avere la farfalla tutta illuminata e senza ombre, sembra un problema banale e di facile risoluzione ma con un soggetto quasi sempre in movimento credetemi stavo impazzendo perché le farfalle hanno la tendenza a prendere in giro il fotografo e si fermano sempre dove la fotografia diventa impossibile. Anche trovare farfalle con ali che non fossero rotte o comunque con parti mancanti non è stato facile.

Ho combattuto inoltre  con l’effetto mosso per ore in quanto: la farfalla si muove,  in più c’è il movimento del fiore su cui è posata,  il tremolio della fotocamera tenuta in mano, anche il vento deve essere tenuto in grande considerazione, anche la minima brezza può rivelarsi estremamente problematica(una velocità del vento superiore a 10-15 km/h ti creerà grosse difficoltà di messa a fuoco e di fermo immagine), per congelare l’azione e aumentare le possibilità di ottenere una foto nitida, ho impostato un tempo di scatto breve (es. 1/1000) e ho aumentato la sensibilità a seconda della posizione del sole, ISO da 200 a 400 invariante, impostando lo scatto continuo perché il passaggio di una farfalla sul fiore potrebbe durare solo pochi secondi.

Ho tentato anche di riprendere le farfalle in volo per creare immagini d’azione, confesso che non è assolutamente facile, ho cancellato il 99% degli scatti.

In tutto ho fatto cinque uscite solo per fotografare questi insetti, essendo state le prime sperimentazioni su questo genere d’immagini il risultato è sicuramente tecnicamente perfettibile, ho imparato molto dagli errori e soprattutto è stata una sfida mentale in quanto la pazienza gioca un ruolo estremamente importante come tutti gli animali selvatici, le farfalle non possono essere forzate ad andare dove vogliamo noi, ho ottenuto alcune immagini molto gratificanti, anche se non sorprendenti dal punto di vista estetico/tecnico la prossima estate cercherò di replicare l’esperienza sperando di migliorare la mia tecnica con quello che ho imparato in questa prima esperienza.

Cosa ho imparato da questo progetto fotografico:

Fotografa nelle ore più fresche della giornata.

Mantieni il sensore della fotocamera parallelo alle ali della farfalla.

Usa un obiettivo macro.

Anticipa i movimenti della farfalla.

Usa cavalletto monopiede o un treppiede.

Piccolo consiglio: poiché probabilmente avrai a che fare con una profondità di campo ridotta, l’unico modo per mettere a fuoco l’intera ala della farfalla è se tieni la fotocamera parallela alle ali. Detto questo, non abbiate paura di mescolare le cose, facendo scatti dall’alto, da davanti alla farfalla concentrandosi sul suo viso o da altre angolazioni uniche. Ma se vuoi il pieno effetto di dettagli nitidi e nitidi su tutta l’ala, devi essere “VERAMENTE” parallelo alla farfalla cosa assolutamente non facile da eseguire, fortunatamente con l’avvento del digitale gli scatti non determinano un costo quindi preparati a sbagliare e non farti scoraggiare serve tempo, impegno e moltissimi scatti…………..

La farfalla, è qualcosa di particolare, non è un animale come gli altri, in fondo non è propriamente un animale ma solamente l’ultima, più elevata, festosa e vitalmente importante essenza di un animale. È la forma festosa, nuziale… di quell’animale che… era giacente crisalide e ancor prima affamato bruco. La farfalla non vive per cibarsi e invecchiare, vive solamente per amare e concepire, e per questo è avvolta in un abito mirabile…Tale significato della farfalla è stato avvertito in tutti i tempi e da tutti i popoli…È un emblema sia dell’effimero, sia di ciò che dura in eterno… È un simbolo dell’anima…


(Hermann Hesse)

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