FOLIAGE AUTUNNALE SULLA COLLINA REGGIANA

L’autunno è la stagione più colorata dell’anno, non c’è di meglio che viverla immersi nel silenzio dei boschi, in compagnia dei suoi profumi e colori, deliziati dai profumi delle foglie bagnate di rugiada e dagli animaletti che di tanto in tanto escono dalla loro tana, in pratica passare del tempo tra i campi e i boschi in autunno è un’esperienza quasi mistica in grado di rigenerarci come non avremmo mai pensato. Oggi vorrei parlarvi del foliage autunnale, in gergo “tecnico” indica il cambiamento del colore delle foglie degli alberi in autunno. Queste foglie, prima di cadere, da verdi diventano gialle, poi arancioni, rosse e marroni a causa della fine del ciclo vitale della clorofilla, preziosa sostanza che cattura la luce del sole, in pratica quando le foglie si stanno avvicinando alla fine del loro ciclo, la clorofilla diminuisce e il giallo-arancione del carotene degli altri pigmenti, che normalmente sono nascosti dal verde della clorofilla vengono finalmente esposti, in pratica è la storia di una morte annunciata che però ci regala meravigliose visioni di panorami variopinti.

)Siete pronti a perdervi tra i colori dell’autunno in un weekend di Fall Foliage sulle colline Reggiane? Allora perché non visitare la prima collina di Reggio Emilia, preparate gli obiettivi di macchine fotografiche e perché no pure gli smartphone! Il periodo migliore per realizzare scatti unici e irripetibili è tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre, è in questo periodo che sulle colline Reggiane e non solo, il verde lascia il posto a mille sfumature dal marrone al rosso porpora, dal giallo all’arancione. Un vero spettacolo per gli occhi e per l’anima, basta veramente poco per realizzare immagini di sicuro effetto, infatti anche senza inoltrarsi nel bosco in lunghe camminate, il territorio delle prime colline Reggiane in particolare la val d’Enza offre scenari magnifici già percorrendo le strade che conducono ai borghi posti sulle pendici del monte Staffola da lì si aprono scenari autunnali di sicuro impatto visivo il mio suggerimento è di lasciare le vie principali della fondovalle per inoltrarsi sulle strade provinciali e comunali che da Cerrezzola o Currada si arrampicano sulla collina in pochi minuti si passa da una quota di 230 metri slm della fondovalle ai 693 slm del monte Staffola, dalla sua cima rivolgendo lo sguardo a sud il panorama che si apre alla vista è della montagna Reggiana da questo punto si vede da prima la Pietra di Bismantova e alzando lo sguardo o l’inquadratura tutta la catena montuosa degli Appennini Tosco Emiliani che nel periodo autunnale regalano scatti di sicuro impatto visivo. Rivolgendo lo sguardo a sud sempre dalla cima del monte Staffola si apre la valle creata dal fiume Enza, nelle giornate di cielo limpido si possono distintamente vedere in lontananza le Prealpi Venete, infatti superata la vallata del fime Enza la vista dalla cima del monte Staffola crea una sorta di cono con le colline che separano nettamente dalla distesa piatta della pianura Padana al centro dello sfondo e di questo ipotetico cono primeggia il monte Baldo.

Nelle mattinate autunnali dalle ore 6,00  alle ore 10,00 non è raro vedere le nebbie create dall’inversione termica della pianura salire come un mare in direzione della collina. Va detto però che questi panorami sono visibili tutto l’anno: l’Appennino Tosco Emiliano, e in particolare quello Reggiano, vanta una posizione geografica d’eccezione, nel suo complesso è compreso tra due grandi aree, quella Mediterranea e quella Europea, con oltre 40 specie di alberi, in pratica una vera e autentica esplosione di colori e di sfumature differenti, che rendono questo paesaggio nel periodo autunnale una naturale tavolozza di colori molto vividi e accesi.

In tutta l’area dell’Appennino Tosco Emiliano sono presenti vaste foreste di faggi,  a quota inferiore boschi di aceri, tigli, olmi, tutti ad alto tasso di foliage autunnale ci attendono e non posso non menzionare luoghi specifici, tutti visibili in lontananza dalla cima dello Staffola, dove il foliage autunnale è piĂą variegato: il bosco di abeti e larici di Pratizzano nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano, il Passo del Lagastrello nel reggiano, il Lago del Ventasso, denominato anche Lago Calamone dove sono presenti faggi, querceti e castagneti in pratica sia sulla collina che sull’appennino compreso nella provincia Reggiana c’è solo l’imbarazzo della scelta di luoghi e sfumature da cui lasciarsi incantare!

Galleria Fotografica:

Vecchio fienile tapezzato di due varietĂ  di Ampelopsis veitchii anche chiamata Edera Rossa, presso Solara Roncaglio Reggio Emilia

PENSIERI BREVI IN PRATICA DEI TWITT

Sento di non potete fare a meno di segnare come su un diario virtuale tutti i miei pensieri, non essendo un nostalgico della penna d’oca e del calamaio pieno di inchiostro, ho deciso di farlo qua dedicandoci una sezione apposita dunque se vi interessa, non dovete fare altro che gustarvi tutte le frasi e i pensieri presenti qui sotto, molte saranno citazioni, altre vi sembreranno deliri di un malato di mente e avrete ragione se lo penserete perchĂ© questa è la mia realtĂ , ne vale la pena leggerli? non so, forse si forse no, non vi resta che sperimentare.

Giuliano Domenichini

LA NOSTRE FRAGILITA’

“Ed ecco che, all’improvviso, scopriamo quanto siamo fragili
ogni programma, ogni convinzione, ogni preoccupazione del vivere quotidiano perde importanza
dinanzi al manifestarsi della nostra fragilitĂ  materiale ma soprattutto mentale,
non dimentichiamolo quando il momento in cui la natura si sarĂ  quietata
potremo riprendere le nostre routine da ignobili e stupide creature 
con i pensieri persi nella presunzione di potere fare ogni cosa,
di essere invincibili, di poter comandare tutto e tutti.”

Alla fine, ciò che conta non sono gli anni della tua vita, ma la vita che metti in quegli anniAbraham Lincoln

Benvenuto nel mio V-log

Non sono esperto, n’è tantomeno capace di creare video ma piano piano voglio imparare e come diceva Giacomo Puccini: L’ispirazione è un risveglio, una fuga da tutte le facoltĂ  umane, e si manifesta in tutte le grandi conquiste artistiche.

Tratterò diversi argomenti, arte, fotografia, astronomia crescita personale sempre con il punto di vista dell’uomo comune.

Questo è il mio inizio

Per raccontare una vita di cui nessuno conosce l’esistenza serve un punto d’inizio o meglio un punto d’inizio serve per qualsiasi cosa però una vita non ha mai un punto d’inizio ben definito solo il punto di fine è ben definito.

MINDFULNESS: ASCOLTA IL TUO CORPO

FACCIAMO IL PUNTO DELLA SITUAZIONE

Oggi festeggio un anno di pratica della mindfulness, è stato un periodo molto duro dove il coronavirus e di conseguenza le restrizioni applicate da questo governo hanno portato grossi cambiamenti nella vita di tutti, segnando varie fermate nel cammino intrapreso nelle discipline per il benessere e la crescita personale. Dapprima l’interruzione dei corsi presso centri specializzati, poi la scarsa voglia di dedicarci anche solo brevi momenti, hanno cancellato i risultati che avevo ottenuto nei primi mesi dello scorso anno, ho capito che la mindfulness non è poi così semplice come appare non basta fare un paio di corsi, leggere due o tre libri sulla questione, bisogna essere pronti ad accettare il cambiamento e questo non può avvenire se nella nostra mente dimora la pigrizia.

Ora devo tornare necessariamente al punto di partenza e definire bene scopo e obbiettivi, ritengo fondamentale partire da questi due punti perché il primo insegnamento appreso è che c’è bisogno di consapevolezza, e tutto questo mi porta a chiarire un concetto fondamentale della mindfulness e cioè che devo rispondere a precise domande: perché lo faccio? Come posso impormi di seguire un percorso giornaliero se considero queste pratiche troppo noiose? Ma soprattutto mi sto chiedendo: tutto questo mi aiuta veramente?

Queste sono le domande che penso tutti quanti si pongano appena iniziano un percorso di consapevolezza, a dire il vero io me le ero già poste all’inizio del percorso, pensavo erroneamente di essere in grado di dar loro una risposta ma non è stato così.

I primi mesi pensavo di essere entrato in un mondo meraviglioso essere finalmente in grado di eliminare lo stress migliorarmi psicologicamente portando dentro di me un po’ di luce, tutto questo era vero ma solo in parte, mi sentivo meglio ma l’infatuazione provata all’inizio per queste discipline è gradualmente sparita non sono stato in grado di alimentarla ed è arrivato quello che considero un vero e proprio fallimento, ho lasciato che la pigrizia entrasse a far parte della mia vita prima praticavo yoga trenta minuti al giorno meditazione altri trenta minuti al giorno poi leggevo almeno un’ora libri dedicati al tema della crescita personale, mi ero dato un preciso schema segnando su carta orari e tempi ben definiti giorno dopo giorno i minuti che dedicavo a queste pratiche scendevano sempre di piĂą fino a smettere quasi completamente passando da ogni giorno ad un giorno a settimana fino a qualche volta al mese, era come se si fossero insediate due personalitĂ  nel mio cervello: una che sapeva che era per me fisicamente importante praticare mindfulness e l’altra quella prevalente che si opponeva con forza facendomi restare inebetito davanti alla televisione o allo schermo del telefonino a seguire notizie  della pandemia in corso badate bene se non ci fosse stata la pandemia sarebbe stata la medesima cosa avrei trovato altre scuse per non fare yoga o meditare.

Se come ho detto voglio iniziare da capo questo percorso la prima cosa che devo fare è spegnere televisione e smartphone e non essere distratto da ogni tipo di apparecchio che possa anche solo inviare notifiche, di sicuro seguire un corso sarebbe meno complesso in quanto il gruppo di porta ad essere concentrato e ti impone serietà e coinvolgimento, ma in questo periodo di pandemia globale non è possibile, il mio problema principale è portare fuori dai corsi a cui ho già partecipato, nel quotidiano questo percorso di crescita personale e farlo diventare stile di vita (questa è la cosa veramente più complicata). Per chi non ha letto gli articoli precedenti praticare mindfulness o anche solo essere consapevole del respiro mentre questo avviene, c’entra con lo stress che ogni persona sente a fine giornata e che può causare molti problemi.

Lo stress, non è altro che un adattamento negativo a ciò che sta accadendo nella nostra vita, il mio intento è uscire da una solita routine di pigrizia mentale e cercare di creare non una nuova routine ma un nuovo stile di vita in pratica: un nuovo modo di comportarsi con gli altri, con sĂ© stessi, cambiare il modo di vedere un evento, optare per una scelta che al momento sembra impossibile;  quando a cambiare è qualcosa intorno a noi, qualcosa che non possiamo controllare o gestire, la situazione diventa inevitabilmente stressante. Il lavoro, il capo, il collega, il compagno o compagna di una vita, risolvere un qualcosa che da tempo mi affligge, affrontare una nuova malattia, convivere con una cronica situazione di malessere che peggiora di anno in anno e così via… tutti questi così detti stressor o eventi stressanti sono facilmente identificabili: mal di testa, mal di stomaco, mal di pancia, affanno, tachicardia, problemi di ansia, depressione, contratture, vomito, nausea, fare fatica ad addormentarsi, o viceversa voler dormire di piĂą, svegliarsi piĂą volte durante la notte e non riuscire piĂą ad addormentarsi.

Io ho un disturbo molto brutto ho una grande difficoltà a memorizzare e ricordare, questo mi porta a sentirmi triste, scoraggiato, e se considerate il tutto una banalità vi dico che anche se è un problema mentale questo si somatizza nel mio corpo: alopecia o perdita dei capelli, colite, malattie della pelle come la psioriasi o altre così dette malattie psicosomatiche. Comunque ora parlando in generale, solitamente tutti i problemi qui sopra elencati portano la persona a richiedere l’aiuto del proprio medico. Gestire lo stress è difficile e complicato ma una buona crescita personale può aiutare, sebbene la mindfulness non fa miracoli, intendiamoci.

Oggi sappiamo che essere consapevoli delle proprie sensazioni fisiche, delle emozioni che proviamo, dei pensieri che la nostra mente è abituata a produrre per le specifiche situazioni ambientali, e soprattutto ascoltare i segnali del proprio corpo,  ciò che manifesta (sensazioni, emozioni e pensieri) è determinante  per la propria salute.

Non tutti hanno sviluppato la capacitĂ  di analizzare  la propria situazione per poi successivamente spiegare le proprie sensazioni fisiche, soprattutto parlo delle esperienze emotive e i pensieri che ci guidano nelle scelte a cui ogni giorno ci troviamo di fronte: non ce ne rendiamo conto ma anzichĂ© trovare una adeguata espressione nella parola le esperienze utilizzano come canale privilegiato il corpo, dando così luogo ai sintomi descritti sopra, che però se protratti a lungo e non gestiti sono in grado di alterare l’attivitĂ  fisiologica del nostro organismo, aggiungendo ulteriore sofferenza psico-fisica allo stress fisiologico di tutti i giorni.

Il mio intento è quello di riprendere il mio cammino con una consapevolezza in più so che il “sistema funziona” ma devo trovare il mio percorso cioè fare mie le conoscenze acquisite, ma non solo devo anche studiare un metodo che possa essere replicabile giorno dopo giorno e possa aiutare me e soprattutto chi mi legge a comprendere che non c’è solo noia nella mindfulness

Partirò dal respiro consapevole, ma per il momento la chiudo qua non voglio dilungarmi troppo, anticipo che il prossimo articolo tratterà questo argomento in quanto prima di imparare la meditazione vera e propria, inizierò proprio da questo apprendendo come respirare consapevolmente, penso sia il miglior modo per imparare a rilassarci e a fermarci, infatti quando respiriamo e siamo coscienti che stiamo respirando, la nostra mente anche se da subito vagabonda per i meandri dei nostri pensieri inizia piano piano a riposare e tutto questo grazie solamente nostro respiro consapevole, fino ad arrivare ad una sensazione di calma e di piacevolezza che sorge naturalmente (a me aiuta anche ad addormentarmi ma di questo parlerò in seguito).

L’amore è l’arte di stare con gli altri, la meditazione è l’arte di essere in relazione con se stessi, lascia che l’amore e la meditazione siano le tue due ali.
(Osho)

La parola “meditazione” viene dal latino “meditari”, forma passiva del verbo che letteralmente significa “essere mosso verso il centro”. La coscienza rimane passiva mentre è mossa verso il centro (l’inconscio), dove può raggiungere la totalità: una riunificazione con i contenuti e con le tendenze che sono stati esclusi dalla coscienza.

(Milton Erickson)

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