IL RESPIRO CONSAPEVOLE

Meditare è imparare a fermarsi e prendere un momento per noi. La meditazione ci insegna a smettere di farsi portare via dai rimorsi del passato, con la meditazione si arriva a dominare la rabbia e si impara a sopportare meglio le preoccupazioni per un futuro incerto. Meditare in pratica è l’arte del fermarsi, con essa possiamo entrare nel momento presente e farci nutrire dalla bellezza e dalle meraviglie della vita che sono tutte attorno a noi: la fragranza dei fiori, il calore del sole, il colore del cielo, può sembrare banale ma la meditazione non deve aiutarci a evitare i problemi o a fuggire dalle difficoltà ma deve permettere che abbia luogo una guarigione positiva ciò significa iniziare a capire che abbiamo il potere di scegliere. Scegliere se fermarci e rilassarci oppure di correre tutto il giorno come matti inseguendo questo o quello, perché tutto è una scelta che sia consapevole o inconsapevole. Prima di iniziare a meditare bisogna iniziare dall’apprendere la respirazione consapevole, tutti respiriamo, altrimenti non saremmo qui a chiacchierare. Il fatto è che lo diamo per scontato, e raramente pensiamo “consapevolmente” dopo tutto è ciò che ci tiene in vita, il primo punto che ho dovuto imparare è questo cioè porre l’attenzione sul mio modo di respirare; prendere consapevolezza sulla respirazione che di fatto agisce sul corpo e su tutte le sue funzioni è fondamentale per la nostra mente e il suo benessere.

Non a caso quando ho stati d’ansia il respiro si fa “corto” e ho la sensazione che quasi mi manchi il respiro, controllare il respiro e renderlo consapevole è il sistema più semplice e a portata di mano per rilasciare le tensioni e diminuire gli stati ansiogeni praticamente all’istante. Ho letto molto e mi sono documentato sull’argomento imparare a respirare consapevolmente non serve solo ai fini della meditazione ma serve al nostro corpo per purificarsi ed evitare molti accumuli di stress inoltre  migliora la circolazione sanguigna si evitano problemi digestivi, si migliora la postura del nostro corpo evitando dolori al collo, alle spalle, alla schiena, si otterrà un allentamento della frequenza cardiaca, e quindi molto utile quando sussiste tachicardia, migliora la stabilità muscolare, favorisce il rilassamento, riduce gli effetti nocivi del cortisolo (che è poi l’ormone dello stress) e quindi aiuta a ridurre i livelli di stress, migliora la resistenza nell’esercizio fisico intenso,  ideale quindi per gli atleti, rende più chiara la nostra voce quando parliamo, migliora la memoria e la concentrazione e favorisce un buon sonno rigenerante, tutto questo si ottiene adottando una respirazione consapevole e diaframmatica

Ecco una tecnica di respirazione diaframmatica consapevole efficace e facile da apprendere in pochi minuti.

1) Siediti in una posizione comoda con la schiena eretta.

2) Metti una mano sul cuore e una sulla pancia.

3) Inspira solo con il naso. Durante la respirazione la pancia si gonfierà e sgonfierà completamente, come se fosse un palloncino; il torace invece sarà pressoché fermo o si gonfierà solo leggermente a fine inspirazione e si abbasserà leggermente solo per effetto della completa espirazione.

4) Inspira solo con il naso contando lentamente fino a 4. Mentre lo fai osserva la tua mano sulla pancia che si alza mentre la gonfi, mentre la tua mano sul petto resta quasi ferma.

5) Espira solo con la bocca contando lentamente fino a 4. Fai uscire l’aria come se dovessi soffiare dentro una cannuccia. Fai uscire più aria che puoi mentre contrai i muscoli addominali. Immagina il tuo ombelico che si avvicina sempre di più alla spina dorsale. Mentre espiri puoi immaginare di veder uscire, assieme all’aria, tutte le tue tensioni, problemi, frustrazioni, ecc. Puoi immaginare lo stress che lascia il tuo corpo attraverso il respiro.

Col tempo puoi portare il tuo conteggio a 6, a 8, a 12. Ma sempre molto lentamente, quindi non avere fretta, e si procede passo dopo passo, in un secondo momento possiamo anche scegliere di controllare il nostro respiro regolando il ritmo, l’ampiezza e la durata. Così facendo passiamo da un’azione involontaria fatta in automatico ad una un’azione veramente consapevole. Imparando a modificare il nostro modo di respirare possiamo modificare il nostro stato emotivo e diminuire lo stress dalla nostra vita quotidiana. La Respirazione diaframmatica è la base di partenza per ogni tipo di rilassamento, meditazione visualizzazione, o autoipnosi. Il respiro è una parte funzione  del corpo, quindi quando la mente è in contatto con il respiro consapevole, è in contatto anche con il corpo, il rilassamento e la pace sono il naturale risultato di una respirazione cosciente in cui il corpo, il respiro e la mente diventano una cosa sola. Per praticare la meditazione del respiro consapevole non è necessario stare seduti a gambe incrociate potete praticare il respiro consapevole anche stando in piedi, camminando o in qualsiasi altra posizione, persino facendo jogging, la posizione che io preferisco è stare steso sulla schiena, comunque che camminiate o corriate, siate seduti, in piedi o sdraiati finché siete consapevoli del vostro respiro, la pace e la serenità rimarranno con voi. Iniziamo con la tecnica vera e propria: Trovate la vostra posizione più comoda possibile, sedetevi in modo da potervi godere ogni momento del vostro stare seduti. Se sedervi su un cuscino per voi è difficile, potete sedervi su una sedia. Se restando seduti provate una forte irrequietezza o resistenza, allora stendetevi la cosa importante è che siate comodi tenendo la testa e il collo allineati alla spina dorsale lasciando cadere completamente le spalle. Se invece siete distesi, rilasciate le braccia a fianco del corpo con un’angolazione che permetta alle vostre spalle di rilassarsi completamente. Le mani possono stare sulla pancia o a terra. Se avete bisogno di un cuscino, sceglietene uno che sia di uno spessore sufficiente per sostenere la testa senza mettere il collo in tensione.

Ora chiudete gli occhi e permettete ai muscoli del viso di rilassarsi completamente mantenendo le labbra a mezzo sorriso. Un mezzo sorriso vi aiuta a ritornare alla sorgente della gioia dentro di voi. Lasciate che il respiro fluisca naturalmente, permettete al fiume del respiro di portare il vostro leggero sorriso in ogni parte del corpo, i gomiti e i polsi non devono essere in tensione. Rilassate tutte le dita, se siete seduti potete mettere una mano sopra l’altra, incrociando le dita o lasciare le mani in grembo. Quando vi siete sistemati, appoggiate le mani sulla pancia e continuate a respirare naturalmente. Inspirando, lasciate che i vostri pensieri scendano al livello dell’addome e si stabiliscano lì. Espirando, lasciate che tutto il vostro corpo si senta più calmo e ripulito mentre si libera delle tensioni e degli stress. Fate questo esercizio – inspirazione, “Riposare”,  espirazione, “Calmare” – per qualche minuto o quanto volete fino a sperimentare un senso di profonda tranquillità. La vostra mente è rimasta a riposare sul morbido cuscino del vostro respiro e per questo il respiro è diventato più profondo, più calmo e più lento. Ora mettete tutta la vostra attenzione sul respiro e su nient’altro. Posate le mani sull’addome per sentirlo salire e scendere con l’inspirazione e l’espirazione. Avete notato che mentre inspirate sale e mentre espirate scende? Questa è una respirazione sana. Quando siamo tesi o presi da una forte emozione, la respirazione diventa corta e superficiale e la pancia non si muove affatto.

Ora, mentre inspirate, seguite l’aria che entra nel corpo attraverso le narici, sentite l’addome alzarsi e dite piano “Dentro, uno”. Con l’espirazione sentite l’addome scendere e dite piano “Fuori, uno”. Dite “Dentro, due” durante la seconda inspirazione e “Fuori, due” durante la seconda espirazione. Continuate per dieci respiri completi. Contare i respiri in questo modo vi aiuta a coltivare l’attenzione cosciente e la concentrazione, che sono essenziali per alimentare la pace e la felicità. All’inizio potreste trovare difficile restare consapevoli fino a dieci respiri ma, una volta riusciti a farne dieci di fila coscienti, potete continuare fino ad arrivare a quindici. E se volete farne ancora, potete continuare fino a raggiungere i venti respiri, la cosa fondamentale è riuscire a rilassare ogni fibra del nostro corpo, ho sperimentato di persona questa tecnica prima di approcciarmi alla meditazione vera e propria ed è veramente infallibile di fatto meditare diventa facile anche senza una persona che da fuori guida la nostra permanenza in stato meditativo;  per iniziare e anche se non ti interessa la meditazione vera e propria ti suggerisco di praticare la respirazione diaframmatica consapevole per almeno 10 minuti ogni giorno, vedrai il tuo corpo e la tua mente ti ringrazieranno. La respirazione consapevole è molto più che una semplice tecnica per migliorare la qualità della vita, unita alla meditazione è uno strumento veramente portentoso. Fra i diversi scopi della respirazione consapevole meditativa vi è quello di, secondo diversi autori di libri che ho letto, facilitare il riemergere di emozioni, sentimenti, paure represse nell’inconscio. Grazie alla respirazione consapevole tutte queste ferite possono riemergere e lo scopo è ovviamente affrontarle una volta per tutte. Ecco che allora potrebbe ripresentarsi la paura di soffrire, che andrà semplicemente osservata, sperimentata e lasciata andare. Restare coscienti prendendo atto di ciò che avviene nel nostro corpo, nella nostra mente, nel nostro mondo è un gesto di estremo coraggio che può veramente cambiarci la vita.

Tutti i difetti della nostra mente , l’egoismo, l’ignoranza, la rabbia, l’attaccamento, il senso di colpa e tutti gli altri pensieri molesti , sono temporanei, non permanenti e duraturi. E poiché la causa della nostra sofferenza e dei nostri pensieri molesti è temporanea, anche la nostra sofferenza è temporanea.

Prossimo articolo: CRESCITA PERSONALE …continuiamo il cammino

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ALLA SCOPERTA DELLA CONSAPEVOLEZZA

Vi siete mai chiesti cosa ci fate sulla terra?

Qual è lo scopo, il fine ultimo della nostra presenza su questo pianeta?

Penso che quasi tutte le persone ignorino queste due semplici e al contempo difficili domande, anche se rispondere a questi quesiti, se ci guardassimo dentro, risulterebbe meno complesso di come pensiamo, la risposta corretta ad entrambe le domande sarebbe che il nostro scopo è quello di “evolverci per prendere coscienza di chi realmente siamo”.

Tutto quello che può definirsi vita su questo splendido pianeta blu deve crescere ed evolvere; basta guardarsi intorno: tutto nasce, evolve e muore, alberi, fiori, animali, insetti, e accade la stessa cosa per l’essere umano a cui tocca crescere e proseguire nella sua evoluzione.

Crescere in parte per l’essere umano significa “crescere interiormente” non pensiate che una volta finito lo sviluppo fisico, quando il corpo è oramai adulto non smetta di crescere perché non è così. E’ la nostra anima che deve continuare a crescere, e qua sorge spontaneamente la domanda veramente complicata: come si fa a crescere interiormente?

Ebbene prima di tutto bisogna smettere di crearsi problemi ulteriori rispetto a quelli che già la vita ci presenta sempre giorno dopo giorno dinnanzi al nostro cammino, io sono ateo ma mi ritrovo in due principi fondamentali presenti nella Bibbia, e che probabilmente sono presenti in qualsiasi altra religione esistente, io per meglio esprimere il concetto faccio un meltinpot della religione cristiana e buddista: l’uomo cresce e non smette di farlo attraverso l’amore e la fede. Non ci sarebbe nulla di complicato in questo concetto che però non può essere appreso fino a che non si riuscirà a guadare i nostri problemi con occhi diversi.

Amare può essere inteso in molteplici modi, io lo intendo come amare profondamente noi stessi, avere fede nelle nostre capacità, queste due semplici regole ci porteranno a vivere con intelligenza e nella piena consapevolezza.

Logicamente non si possono fare miracoli ma se si inizia anche lentamente passo dopo passo a pensare positivo e ci si dà come scopo mantenersi in buona salute fisica, mentale ed emotiva allora sarà possibile vedere il cambiamento, ogni essere umano va visto come una piccola cellula di questo grande universo.

Siamo su questo pianeta per evolvere, spendere energie per giudicare continuamente gli altri è solo una perdita di tempo, spesso perdiamo molte energie a vivere una vita “altrui” senza pensare veramente alla nostra, smettere di vivere la  vita solo tramite i social per essere sempre presente ad ogni costo è il punto di partenza, diventare veramente padrone del nostro tempo senza sprecarlo,  ecco il primo passo da fare, non conta essere credente o ateo siamo comunque tutti in cerca di benessere ma se non riusciremo ad avere come primo obiettivo il nostro benessere interiore nulla potrà mai cambiare.

Ci piace davvero come sta evolvendo questa umanità composta di futili social media dove ci spronano ad essere sempre al massimo delle nostre possibilità, dove cercano sempre di indottrinarci con questo nuovo modo di vivere dove “se non hai non sei”, attorno a noi le persone sono sempre più provate dalle malattie fisiche e mentali, prigioni, ospedali, farmacie continuano a moltiplicarsi come funghi in autunno, ogni giorno compaiono nuove e sconosciute patologie tutte da curare con semplici pilloline, i mass media ci vogliono tristi perché non possiamo  permetterci una vita da sogno (il sogno consumistico), i telegiornali ci propinano ogni giorno nuove atrocità, i nuovi virus da noi creati ci costringono ad una vita di reclusione, cerchiamo di colmare il vuoto immenso con nuovi inutili acquisti.

Come si può pensare realmente che tutto questo sia frutto di una evoluzione intelligente?

Se siete arrivati a questo punto della lettura significa che condividete questi pensieri e non vi ho ancora annoiati! Allora basta guardarsi attorno, ma bensì guardiamoci dentro: iniziamo insieme un percorso di crescita. Ho aperto questa sezione del mio blog perché io voglio crescere e so che è possibile farlo, è difficile e forse lo sarà sempre di più, ammetto che ho iniziato questo percorso tempo fa poi abbandonato come ho scritto nell’articolo precedente perché non vedevo risultati soddisfacenti ma ho tanto da dire in quanto mi sono creato il mio personale metodo adatto ai più scettici in pratica quelli che come me non credono alle religioni e hanno poco tempo libero ma che comunque pensano sia davvero importante prendersi del tempo anche se pochi minuti al giorno per evolvere e sentirsi migliori e più a contatto con la vera natura della realtà che ci circonda, gli articoli avranno una cadenza bisettimanale, non saranno difficili e non solo improntati al lato spirituale ma una vera e propria tecnica replicabile in qualsiasi momento della giornata, passo dopo passo senza fretta.

Il momento presente cambia così rapidamente che spesso non ci accorgiamo nemmeno della sua esistenza. Ogni momento mentale è come un’immagine d’una serie che passa attraverso un proiettore: alcune immagini vengono dalle impressioni sensoriali, altre vengono dalla memoria delle esperienze precedenti o dalle fantasie sul futuro. La presenza mentale è una specie di fermo immagine che ci mette in condizione di diventare coscienti delle sensazioni ed esperienze così come sono, senza la deflorante colorazione delle risposte socialmente condizionate o delle reazioni abituali.

“La consapevolezza non è soltanto una parola, ma un significativo stato mentale. Significa che dobbiamo essere presenti a noi stessi qui e ora, in questo preciso momento e dobbiamo essere coscienti di ciò che sta accadendo, fuori e dentro di noi. Significa stare attenti alle nostre motivazioni e imparare a cambiare le emozioni e i pensieri da malsani in sani. La consapevolezza è un’attività mentale che a tempo debito elimina tutta la sofferenza”.

PROSSIMO ARTICOLO: ESSERE PADRONI DELLA PROPRIA VITA (darà inizio al percorso di crescita personale)

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YOGA: LA SCIENZA DELL’AUTO GUARIGIONE

Lo yoga è una disciplina spirituale millenaria originaria dell’India e praticata dai seguaci di religione buddista e delle filosofie indiane. Lo yoga definisce il legame che mette in equilibrio il corpo e la mente, conducendoli verso l’armonia. Questa disciplina ha molti effetti positivi sulla nostra salute ed è un ottimo rimedio per sconfiggere lo stress. L’obiettivo principale dello Yoga è infatti quello di aiutarci a essere felici e a raggiungere il benessere fisico ed emotivo.

Esperienza: LIGHT ON YOGA STEP DUE

Leggendo diversi libri ho individuato 8 tappe (o “anga”) veramente complicate da mettere in pratica ma essenziali per raggiungere il fine ultimo dello yoga, cioè la cessazione delle afflizioni mentali.
Queste 8 tappe sono:
Yama – Astinenze
Nyama – Osservanze
Asana – Posizioni
Pranayama – Tecniche di assorbimento dell’energia vitale (respirazione)
Pratyahara – Ritiro delle percezioni sensoriali
Dharana – Concentrazione
Dyana – Meditazione
Samadhi – Illuminazione, beatitudine
“Che dire sono solo all’inizio di un percorso che non ha tempo”
piano, piano aggiornerò la mia esperienza e le relative evoluzioni fisiche e mentali

Lo yoga non prende tempo, ti restituisce il tempo.

Era il 19 gennaio 2020 quando ho iniziato il mio percorso nella pratica quotidiana dello yoga, lo step successivo e naturale è stato intraprendere un approccio graduale alla mindfulness. Ora trascorsi circa tre mesi è giunto il momento di fare un check della attuale situazione. Sono entrato in queste pratiche in punta di piedi, sicuramente non privo di scetticismo, sulla prima lezione di yoga ho già scritto di come abbia colpito il mio io più profondo.

Volendomi informare su come potesse aiutarmi la mindfulness, ho iniziato a leggere diversi libri, e ho unito la lettura alla pratica quotidiana delle varie asana imparate, ho subito compreso che lo scopo della meditazione e della pratica dello yoga non sta nel prodigarsi per raggiungere a tutti i costi un obiettivo che possono essere posizioni difficoltose, o meditazioni lunghissime senza comprenderne a pieno l’efficacia, il principio base non sta nel fare ma nel “non fare”, nello “stare e basta”.

Praticando Yoga e meditazione ho capito che nella vita di tutti i giorni è difficile prestare attenzione ad una cosa sola, all’inizio di questa avventura anche il solo dedicarmi al respiro era una pratica difficoltosa, andavo fuori tempo inspiravo dal naso e senza accorgermene espiravo dalla bocca, mi era difficoltoso anche stare seduto a gambe incrociate, sentivo i tendini bruciare e le ginocchia tremare.

Il nostro attuale stile di vita ci porta ad essere frenetici, sempre connessi ad un mondo irreale, perennemente bombardati dalla tecnologia, notifiche, scadenze, telefonate, mail a cui bisogna rispondere, il tutto senza sosta alcuna, le informazioni da elaborare sono così tante da mandare in stress il nostro organismo, infatti tutte le apparecchiature che mirano a farci risparmiare tempo, ci orientano verso una velocità sempre maggiore, se non stiamo attenti tutta questa connessione ci priva del tempo, invece di aiutarci a risparmiare i minuti preziosi che potremmo dedicare a noi stessi.

Anche se sempre in contatto con persone distanti migliaia di chilometri, sprofondiamo sempre più nella solitudine. Non smettiamo mai di pensare, cerchiamo di riempirci il tempo con Facebook, Instagram, costantemente alla ricerca di like, per sentirsi approvati e meno soli in questo mondo che corre a mille all’ora.

Mi stupisco sempre quando ripenso a quanto mi stia cambiando praticare Yoga, è una trasformazione grande e piccola allo stesso tempo, è un inizio di consapevolezza iniziando da ciò che mi circonda. Non parlo di ciò che è al di fuori del mio corpo ma ciò che circonda la mente, quindi il corpo, quello che mi circonda è il mio corpo! Non intendo cambiare il mondo ma cambiare me stesso.

Il piacere che ho trovato nel praticare Yoga è quello di addentrarmi sempre di più nel mondo della mindfulness, piuttosto che rimanere sulla soglia, cercando di mettere ordine ad una vita disordinata, d’altronde sono stato per anni uno specialista del fuori contatto con la mia realtà interiore anzi ero fuori contatto anche dal mio essere fuori contatto forse sarà un caso o sarà per questo che mi capita spesso di assumere una Asana per meditare: la posizione del bambino, braccia distese davanti, gambe allargate dal bacino, punte degli alluci che si toccano, testa sul tappetino talloni che toccano i glutei.

La meditazione è un’arma a doppio taglio non sempre i pensieri con cui si viene in contatto sono come ci aspetteremmo: calmi e rilassati; la strada è lunga e tortuosa da percorrere per processarli nel modo corretto.

Il non fare sta nel prendersi del tempo per noi stessi senza distrazioni, svuotare la mente, esplorare o anche semplicemente concentrarsi sul respiro.

Non fare…..

yoga

(Mircea Eliade)

Per lo Yoga come per il buddismo la liberazione equivale a un reale superamento della condizione umana; in altri termini, si deve «morire» all’esistenza profana, «naturale», costituita dalla legge dei «condizionamenti» illimitati (“karma”) e «rinascere» a un’esistenza «non condizionata», cioè perfettamente libera e autonoma.

Lasciare la presa, non è tagliare i fili, ma prendere coscienza che non si può controllare tutto.