Come da Italiano ho vissuto la quarantena da coronavirus, aspettando un rientro alla normalità

Questa brutta avventura chiamata QUARANTENA è stato un cambiamento epocale di tutto il genere umano o solo una gigante follia collettiva?

Il coronavirus, volente o nolente, ci ha costretto ad una lunga pausa, sarebbe meglio dire che l’attuale governo “Conte” ha sospeso temporaneamente la democrazia costringendoci ad una lunga attesa chiusi nelle nostre abitazioni.

covid-Sarcop19

Ci siamo ritrovati di fronte ad un governo impreparato e a tratti incompetente che ha fatto il possibile per non perdere soprattutto il consenso popolare, l’unica cosa certa era la diretta Facebook serale, in pratica un’intera ora o più spesa in parole prive di un qualunque contenuto, nessuna spiegazione, DPCM scritti in modo incomprensibile, dove noi poveri cittadini comuni ci siamo trovati di fronte al nulla più assoluto, l’unica cosa certa è che si doveva stare in casa, e che erano vietati tutti gli spostamenti se non per stretta necessità (su un DPCM compariva anche la dicitura, che erano vietate le grigliate in giardino)

Ciò a cui ho assistito in questi mesi di pausa forzata dove gli unici riferimenti erano solo Internet con la sua rete e una televisione priva di contenuti è stata la costante, se non unica informazione sugli sviluppi della pandemia;  troppo spesso questa informazione h24 si è tramutata in totale disinformazione di massa che per l’appunto subito dopo veniva riversata, anzi vomitata sui vari social più di tendenza, dove una sola era la parola d’ordine “io resto a casa” seguita subito dalla frase “andrà tutto bene” tutto questo è sì molto bello, però ha messo in luce il vero volto di quella Italia privilegiata purtroppo scollegata dalla realtà di chi cerca di sopravvivere giorno per giorno senza perdere il sorriso, sperando in un futuro migliore pur sapendo che le speranze dietro quel pensiero utopico giorno dopo giorno andavano via via dissolvendosi come la nebbia del mattino. Io personalmente sono arrivato al punto di cambiare canale o addirittura spegnere il televisore appena comparivano i messaggi “incoraggianti” di certi personaggi pubblici, quel “io resto a casa”, “andrà tutto bene”, detto da un volto noto che si filma nella sua lussuosa casa di 300 metri quadri talvolta condito da un “ma non restate fermi” fate come me io al mattino mi alzo e mi alleno nella mia palestra nel piano interrato, sinceramente potevano quantomeno risparmiarcelo. A noi cittadini comuni, talvolta in quattro o cinque persone in 50 metri quadri, quel “io resto a casa, andrà tutto bene, ma non restate fermi” ha suonato solo come promemoria alla nostra infame sorte qual ora ci fossimo ammalati, cioè noi cittadini comuni siamo e saremo sempre di serie B anche durante una pandemia che dovrebbe vedere quanto meno livellata e garantita la salute di ogni cittadino, invece no, tamponi con corsie preferenziali per personaggi noti, calciatori e relative mogli, e dall’altro canto cure effettuate in modalità triage, questo perché negli ultimi vent’anni il continuo taglio alla sanità con relativa corruzione ha indebolito il nostro sistema sanitario con il beneplacito di tutti i  politici che si sono susseguiti nel corso del tempo.

La paura ci ha spinti ad adottare scrupolosamente ogni regola preventiva, cosa per altro che evidentemente chi ci governa considerava molto difficile da far capire al popolo, visto il tono paternalistico utilizzato ogni giorno in quelle dirette interminabili vuote di contenuti, vuote di indicazioni chiare e univoche, mascherina si, mascherina no, la lista sarebbe troppo lunga per elencare tutte le parole contenenti indicazioni inutili, dette talvolta frettolosamente, rimangiate o smentite il giorno seguente. Posso testimoniare di aver assistito a circa quaranta minuti di soli ringraziamenti, in pratica i membri del governo si ringraziavano a vicenda ringraziando a loro volta i vari tecnici che a loro volta rigiravano i ringraziamenti, sono stati momenti folli che sicuramente come molte altre storie andranno rapidamente nel dimenticatoio. La frustrazione e anche l’invidia hanno preso piede giorno dopo giorno facendomi pensare che il mondo digitale o televisivo non facessero più per me, se mai mi sono sentito parte di questo finto mondo, quello a cui ero sottoposto giornalmente non ha fatto che acuire la frustrazione causata dall’assistere a scontri tra fazioni politiche, quando invece sarebbe servita unità tra le forze in campo, il tutto riproposto con toni da manicomio sui social, perché il virus si è combattuto anche lì. Se non hai nulla da fare e sei pro governo o pro opposizione, perché non passare la giornata ad insultare chi non la pensa come te, non che questo prima non succedesse ma sicuramente la clausura forzata ha dato una buona mano a milioni di decelerati pronti ad esprimere opinioni non richieste, facendo vacillare quel poco di senso democratico ancora presente in me. Non nego l’invidia per quelli che potevano permettersi una migliore “prigionia” tanto ostentata nei loro video messaggi, sono arrivato anche ad invidiare quei pochi “runner” che venivano rincorsi da elicotteri e droni come in un film d’azione, avrei voluto avere il coraggio di correre “da solo” sulla spiaggia contro tutto e tutti gridando, fanculo non mi prenderete mai, ma me ne sono stato bravo bravo chiuso tra le mie quattro mura.

Lo spettacolo a cui ho assistito è vergognoso, multe per assembramenti che assembramenti non erano, palesi errori di comunicazione governativa (per la prossima pandemia spero che ci siano politici in grado di scrivere regole e leggi comprensibili e non interpretabili ma questa è sicuramente una speranza vana). L’Europa come è stata fondata e come ha dimostrato di essere è totalmente inutile, a mio avviso proprio come il governo italiano ha perso una ottima occasione per sburocratizzare il sistema oramai in metastasi anche l’unione Europea ha perso l’occasione di rinnovarsi e unificarsi veramente fondando gli Stati Uniti d’Europa, così veramente non serve a nulla, troppi gli interessi Tedeschi in gioco, anche se oramai è chiaro che quello che la Germania non è riuscita ad ottenere  con due guerre l’ha ottenuto con la potenza economica che “involontariamente” gli stati fondatori dell’unione gli hanno affidato.

Ora finalmente  proverò a tornare ad una parvenza di normalità questa pandemia da corona virus sicuramente mi lascia con un sacco di perplessità e domande che non hanno risposta, mi lascia amareggiato per quanto ho vissuto sui maggiori social, ma sicuramente mi lascia anche un sentimento di profonda armonia, mai come ora mi sento legato a mia moglie, questa coabitazione forzata 24 ore al giorno, specifico “solo dal mio punto di vista non quello di lei” mi ha fatto sentire bene, i primi giorni sono stati comunque difficili, ma trascorsi quelli i mesi sono passati quasi senza che me ne accorgessi, anche perché molto tempo l’ho passato a scrivere smettendo di seguire post o trasmissioni varie. Osservarla mentre lavorava, cercando di entrare in quella nuova modalità chiamata “smart working” è stato istruttivo soprattutto perché non sapevo che facesse tutto quel lavoro anche normalmente, ora reso più difficile e complicato da una tecnologia a cui noi italiani non siamo abituati, era sempre indaffarata a cercare di svolgere un lavoro già di per se complesso reso ancor più difficile dalla mancanza di relazione personale, dall’analfabetismo informatico e difficoltà tecnologiche delle persone, e dai limiti di una rete sovraccarica; infatti un’altra cosa che il coronavirus ha messo in luce sono tutti i limiti delle infrastrutture tecnologiche italiane. Scostandomi dai soliti social dove impazzavano legioni di mono neuroni come non ci fosse un domani ho potuto assistere anche a quella che spero sia una inversione di tendenza non dico che sia stata cancellata quella che i filosofi Maura Gancitano e Andrea Colamedici hanno definito ”Società della performance”, mi spiego meglio ho potuto costatare che molti si sono distaccati dalle piattaforme sociali o quanto meno hanno iniziato ad utilizzare altri servizi che prima giacevano inutilizzati, parlo della videochiamata anche delle chiamate di gruppo.

E’ stato bello vedersi in video chiamata la mattina con gli amici per il buon giorno o per qualsiasi altra cosa, questa pandemia spero abbia dato un forte rilancio alla socialità che ci siamo persi per strada negli ultimi anni pregni del sistema imposto dai vari social basato sulla sola espressione ed esibizione del sé in una società costantemente alla ricerca di opinioni, condivisioni ed esibizioni talvolta estreme per il solo scopo di addomesticare la paura di non sentirsi parte di questo grandissimo inganno sociale che non fa altro che generare nella nostra mente la paura del silenzio digitale. Fondamentale  capire che l’amicizia non è il “segui” su Instagram il contatto di Facebook, spero che questa pandemia soprattutto ci abbia insegnato che i social vanno utilizzati con intelligenza e che una foto con una tazza di caffè con scritto buongiorno non vale quanto trovarsi per fare colazione insieme al bar oppure  perché no conoscendo i tuoi orari ti faccio una video chiamata e ci prendiamo il caffè comunque assieme, il pollicione in su sotto un post non sarà mai come un abbraccio nella vita reale. Speriamo che questo virus abbia fatto capire queste semplici cose che erano all’ordine del giorno venti anni fa, ora abbiamo una marcia in più usiamola bene!

Questa brutta avventura chiamata QUARANTENA è stata un cambiamento epocale di tutto il genere umano o solo una gigante follia collettiva?

Purtroppo come dimostrano alcune foto, molte pessime abitudini non sono cambiate, siamo forse destinati all’estinzione?????

Più che in ogni altra epoca storica, l’umanità si trova a un bivio. Una strada porta alla disperazione e allo sconforto più assoluto. L’altra alla totale estinzione. Preghiamo il cielo che ci dia la saggezza di fare la scelta esatta.
(Woody Allen)

YOGA: LA SCIENZA DELL’AUTO GUARIGIONE

Lo yoga è una disciplina spirituale millenaria originaria dell’India e praticata dai seguaci di religione buddista e delle filosofie indiane. Lo yoga definisce il legame che mette in equilibrio il corpo e la mente, conducendoli verso l’armonia. Questa disciplina ha molti effetti positivi sulla nostra salute ed è un ottimo rimedio per sconfiggere lo stress. L’obiettivo principale dello Yoga è infatti quello di aiutarci a essere felici e a raggiungere il benessere fisico ed emotivo.

Esperienza: LIGHT ON YOGA STEP DUE

Leggendo diversi libri ho individuato 8 tappe (o “anga”) veramente complicate da mettere in pratica ma essenziali per raggiungere il fine ultimo dello yoga, cioè la cessazione delle afflizioni mentali.
Queste 8 tappe sono:
Yama – Astinenze
Nyama – Osservanze
Asana – Posizioni
Pranayama – Tecniche di assorbimento dell’energia vitale (respirazione)
Pratyahara – Ritiro delle percezioni sensoriali
Dharana – Concentrazione
Dyana – Meditazione
Samadhi – Illuminazione, beatitudine
“Che dire sono solo all’inizio di un percorso che non ha tempo”
piano, piano aggiornerò la mia esperienza e le relative evoluzioni fisiche e mentali

Lo yoga non prende tempo, ti restituisce il tempo.

Era il 19 gennaio 2020 quando ho iniziato il mio percorso nella pratica quotidiana dello yoga, lo step successivo e naturale è stato intraprendere un approccio graduale alla mindfulness. Ora trascorsi circa tre mesi è giunto il momento di fare un check della attuale situazione. Sono entrato in queste pratiche in punta di piedi, sicuramente non privo di scetticismo, sulla prima lezione di yoga ho già scritto di come abbia colpito il mio io più profondo.

Volendomi informare su come potesse aiutarmi la mindfulness, ho iniziato a leggere diversi libri, e ho unito la lettura alla pratica quotidiana delle varie asana imparate, ho subito compreso che lo scopo della meditazione e della pratica dello yoga non sta nel prodigarsi per raggiungere a tutti i costi un obiettivo che possono essere posizioni difficoltose, o meditazioni lunghissime senza comprenderne a pieno l’efficacia, il principio base non sta nel fare ma nel “non fare”, nello “stare e basta”.

Praticando Yoga e meditazione ho capito che nella vita di tutti i giorni è difficile prestare attenzione ad una cosa sola, all’inizio di questa avventura anche il solo dedicarmi al respiro era una pratica difficoltosa, andavo fuori tempo inspiravo dal naso e senza accorgermene espiravo dalla bocca, mi era difficoltoso anche stare seduto a gambe incrociate, sentivo i tendini bruciare e le ginocchia tremare.

Il nostro attuale stile di vita ci porta ad essere frenetici, sempre connessi ad un mondo irreale, perennemente bombardati dalla tecnologia, notifiche, scadenze, telefonate, mail a cui bisogna rispondere, il tutto senza sosta alcuna, le informazioni da elaborare sono così tante da mandare in stress il nostro organismo, infatti tutte le apparecchiature che mirano a farci risparmiare tempo, ci orientano verso una velocità sempre maggiore, se non stiamo attenti tutta questa connessione ci priva del tempo, invece di aiutarci a risparmiare i minuti preziosi che potremmo dedicare a noi stessi.

Anche se sempre in contatto con persone distanti migliaia di chilometri, sprofondiamo sempre più nella solitudine. Non smettiamo mai di pensare, cerchiamo di riempirci il tempo con Facebook, Instagram, costantemente alla ricerca di like, per sentirsi approvati e meno soli in questo mondo che corre a mille all’ora.

Mi stupisco sempre quando ripenso a quanto mi stia cambiando praticare Yoga, è una trasformazione grande e piccola allo stesso tempo, è un inizio di consapevolezza iniziando da ciò che mi circonda. Non parlo di ciò che è al di fuori del mio corpo ma ciò che circonda la mente, quindi il corpo, quello che mi circonda è il mio corpo! Non intendo cambiare il mondo ma cambiare me stesso.

Il piacere che ho trovato nel praticare Yoga è quello di addentrarmi sempre di più nel mondo della mindfulness, piuttosto che rimanere sulla soglia, cercando di mettere ordine ad una vita disordinata, d’altronde sono stato per anni uno specialista del fuori contatto con la mia realtà interiore anzi ero fuori contatto anche dal mio essere fuori contatto forse sarà un caso o sarà per questo che mi capita spesso di assumere una Asana per meditare: la posizione del bambino, braccia distese davanti, gambe allargate dal bacino, punte degli alluci che si toccano, testa sul tappetino talloni che toccano i glutei.

La meditazione è un’arma a doppio taglio non sempre i pensieri con cui si viene in contatto sono come ci aspetteremmo: calmi e rilassati; la strada è lunga e tortuosa da percorrere per processarli nel modo corretto.

Il non fare sta nel prendersi del tempo per noi stessi senza distrazioni, svuotare la mente, esplorare o anche semplicemente concentrarsi sul respiro.

Non fare…..

yoga

(Mircea Eliade)

Per lo Yoga come per il buddismo la liberazione equivale a un reale superamento della condizione umana; in altri termini, si deve «morire» all’esistenza profana, «naturale», costituita dalla legge dei «condizionamenti» illimitati (“karma”) e «rinascere» a un’esistenza «non condizionata», cioè perfettamente libera e autonoma.

Lasciare la presa, non è tagliare i fili, ma prendere coscienza che non si può controllare tutto.